Laura Dave.
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FESTA DI DIVORZIO.
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Titolo originale: The Divorce Party. 2008.
Traduzione di: Nicoletta Lamberti.
2009. Arnoldo Mondadori Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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L'amore non ti lascia, non tutto a un tratto.
Ritorna insinuandosi dentro di te, facendoti pensare che ci pu essere un altro modo, che ci pu ancora essere un altro modo, e tu devi costringerti a ricordare tutte le ragioni per cui probabilmente un altro modo non c'.
Quella scelta da Gwyn e Thomas  davvero un'occasione inusuale per festeggiare. Dopo trentacinque anni di complice e appassionata unione, i due hanno deciso infatti di organizzare un party grandioso nella splendida residenza di Montauk, sulla punta orientale di Long Island, per annunciare ad amici e parenti il loro imminente divorzio.
Se questa  una bella storia d'amore che finisce,  invece all'inizio la relazione tra il loro figlio Nate e Maggie che, dopo aver passato i suoi primi trent anni a scappare dagli uomini, ha finalmente trovato la persona giusta. Nate  per lei tutto ci che si potrebbe desiderare e tra loro c' una perfetta complicit. Insieme, seppure tra mille difficolt e sacrifici, stanno cercando di costruire la loro vita giorno per giorno.
L'invito alla festa di divorzio dei futuri suoceri mette Maggie a disagio; forse non  la situazione pi adatta per conoscerli, soprattutto dopo aver scoperto del tutto casualmente che il suo fidanzato  l'erede di una famiglia ricchissima e per qualche motivo glielo ha nascosto.
Entrambe a un punto di svolta della loro vita affettiva, sia pure in situazioni apparentemente all'opposto, Gwyn e Maggie si trovano costrette a svelare i segreti degli uomini che amano,
scatenando una serie di eventi imprevedibili.
Dopo il successo di Ti aspetter per sempre (ma non metterci troppo), Laura Dave torna con questa nuova commedia romantica dalla prosa elegante e lieve, con due magnifiche protagoniste che si confrontano con la forza dei loro sentimenti, alla ricerca della ricetta per una lunga e felice storia d'amore.
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L'AUTRICE.
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Laura Dave  nata a New York nel 1977. Laureata all'universit di Pennsylvania, scrive per "Self" e "Glamour". Nel 2007 Mondadori ha pubblicato il suo primo romanzo, Ti aspetter per sempre (ma non metterci troppo).
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FESTA DI DIVORZIO.
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Dedica.
Per Dana Forman, che mi ha chiesto cosa sapevo dell'uragano del 1938.
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When It Falls, It Falls All Over You.
NEIL YOUNG.
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MONTAUK, NEW YORK, 1938.
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 davvero strano. Quell'estate tutti volevano volare da qualche
parte: Howard Hughes gir attorno al mondo in novantuno
ore; il mitico Yankee Clipper abbandon l'acqua e si
alz in aria; Douglas "Wrong Way" Corrigan part da New
York diretto a Los Angeles, finendo per in Irlanda. Quella fu
l'estate in cui Superman apparve per la prima volta su "Action
Comics" e il caff solubile divent popolare, e fu anche
l'ultima estate prima della guerra pi terribile. Ma la gente
parlava solo dei voli aerei. In seguito se lo sarebbero detti:
"Che strano, guardavamo tutti il cielo, ma nessuno ha capito
cosa stava per succedere". Fu un uragano cos devastante
da distruggere la costa orientale americana, strappando
via l'estrema punta est di Long Island e una cittadina chiamata
Montauk. La lasci separata dal mondo: un'isola solitaria
in mezzo all'oceano.
Quando l'uragano colp era settembre e l'estate era ormai
agli sgoccioli. Nessuno a Long Island immaginava che
quel pomeriggio si sarebbe scatenata una tempesta. Sarebbe
dovuto intervenire l'esercito per ripristinare il lembo
di terra che un tempo aveva collegato Montauk al resto
di Long Island; e ci sarebbero volute due settimane prima
che a Napeague l'acqua defluisse abbastanza da consentire
il passaggio dei mezzi di soccorso. Gli abitanti di Montauk
avrebbero perso quasi tutto.
Ci furono solo poche eccezioni. Vicino a Montauk Point
c'erano sette case, aggrappate alla scogliera con tanta forza
che il vento, la pioggia e l'acqua non riuscirono a buttarle
gi. Sette case sorelle, costruite dal medesimo studio
di architetti nel 1879 e, da allora, abitate ogni estate dalle
stesse sette famiglie di Manhattan. I cancelli d'acciaio e le
robuste fondamenta rimasero completamente intatti, cos
come i caminetti, le porte di quercia e le finestre dai vetri
istoriati che le caratterizzavano: quelle case erano trofei in
cima alla fine del mondo.
Quella sull'estrema pianta orientale si chiamava Huntington
Hall, Hunt Hall per chi la frequentava. Era l'unica
delle sette a essere ancora abitata a fine settembre. E a occuparla
era Champ Nathaniel Huntington.
Champ aveva trentatr anni ed era fin troppo alto e bello:
era l'unico figlio di Bradley Huntington, il pi famoso
magnate dell'editoria di tutto il Nordamerica.
Quando arriv l'uragano, Champ Huntington stava facendo sesso.
Luci accese e tende tirate: odioso sesso da tardo pomeriggio.
Anna era piegata sul bordo del letto e Champ dietro di
lei, con le mani chiuse a coppa attorno alla sua gola.
Era tutta l'estate che facevano sesso cos. Stavano cercando
di salvare il loro matrimonio ma, nello stesso tempo, lo stavano distruggendo.
Fuori tutto era acqua, buio rabbioso e tempesta, ma nel
suo stato di offuscamento Champ non se ne accorse. Sapeva
che stava piovendo: sentiva la pioggia picchiare sul
tetto, sentiva il vento. Ma quella era Montauk, ed era settembre.
Quei rumori non indicavano necessariamente che
stesse accadendo qualcosa di terribile.
Altre cose erano terribili. Quel primo anno di matrimonio,
per esempio. Stava andando male: i capelli neri di
Anna nel lavandino, tutte quelle riunioni che in realt lui
non aveva. Si pieg ancora di pi e le mordicchi il lobo dell'orecchio.
No disse Anna. Era concentrata, vicina. Smettila.
Una volta finito, rimasero distesi, scomposti. Anna sul
letto, Champ sul pavimento accanto a lei. Il piede di Anna
era appoggiato sulla sua spalla. Era l'unico contatto fra
loro. Champ fu tentato di allungare una mano e stringerle
le dita dei piedi, ma sapeva che sua moglie si sarebbe arrabbiata.
Si infastidiva ogni volta che lui faceva qualcosa
di tenero, perch le faceva credere che sarebbe cambiato, o
che ci avrebbe provato per lei.
Allora, e soltanto allora, Champ si mise a sedere e guard fuori.
Era ancora intontito e distante, ma ci che vide all'esterno
gli sembr simile a un treno in corsa contro la finestra.
Fu quella visione a fargli sentire il rumore: un fischio terribile,
acuto e fuori controllo. Nell'istante in cui lo ud, avrebbe
detto in seguito, la sua vita cambi.
Si avvicin barcollando alla finestra, nudo, e dovette aggrapparsi
allo stipite per restare in piedi. Non riusciva a vedere
la spiaggia, n l'oceano. All'inizio non vide niente.
Anna lo raggiunse, avvolta nel lenzuolo. Rimasero immobili,
in piedi, a osservare la violenza del vento al di l dei
vetri. Erano cos presi che non parlarono. Non della forza
del vento, non degli alberi che si spezzavano e neppure di
quello che probabilmente stava succedendo nel centro della
cittadina. Se ci avessero pensato, forse si sarebbero allontanati
dalla finestra, forse avrebbero avuto paura che potesse
spaccarsi. E invece rimasero l finch la tempesta si plac,
ricominci e poi cess definitivamente. Il cielo giallo-verdastro
divent color porpora, poi nero e infine il sole (o era
la luna?) si alz, terrificante. Era il sole: avevano guardato
fuori per tutta la notte.
Che ore sono? domand Anna.
Champ non le rispose.
Cosa facciamo adesso?
Champ era gi in movimento. Si vest, allacci le stringhe
degli scarponi da lavoro e usc di casa. Avanz a fatica attraverso
la sua propriet, scese il pendio scosceso, scivoloso
e cosparso di alberi sradicati, raggiunse il tratto allagato
di Napeague e poi prosegu fino alla Main Street. Pi di
cinque chilometri. Il centro della citt era distrutto.
C'erano automobili e barche di pescatori ammassate contro
le case, cavi telefonici caduti che frustavano tetti sfondati,
pali, mobili e letti rovesciati lungo la strada. L'acqua
scorreva ovunque, rendendo difficile anche solo camminare.
Da dove arrivava? Se fossero riusciti a capirlo, forse
avrebbero potuto bloccarla!
Champ si arrotol i pantaloni e riusc a raggiungere un
gruppo di persone che stava approntando un rifugio, cercando
di organizzare i primi soccorsi. Si mise al lavoro con
gli altri uomini: spost auto, trasport legna bagnata, sbarr
finestre con assi e rimosse vetri rotti.
Non riusciva a capire: non conosceva quella sensazione,
non l'aveva mai provata prima di allora. Ma si era sentito
nascere qualcosa dentro: l'attaccamento e l'impegno per la
sua casa, per la sua cittadina devastata, per ogni cosa attorno a lui.
Forse fu per questo che, quando fin di dare una mano,
non torn a casa, ma scese al porto. Si mise a sedere sui fusti
vuoti con i pescatori e li ascolt discutere di tutto ci che
avevano perso. Si guard le mani tagliuzzate e osserv la
luna sorgere, bianca e fiera, cos sicura di s.
Poi segu la linea delle stelle a nord e a est cercando di
localizzare Montauk Point, il promontorio e la scogliera, e
infine la casa. La sua casa. Huntington Hall. Si ergeva alta, impassibile.
Fu difficile al buio trovare la strada del ritorno. Champ
segu la riva devastata della spiaggia e poi sal la scala di
legno che dalla scogliera portava a casa, dove tutto era ancora
pi o meno intatto. Anna lo stava aspettando con le
candele accese, qualche sandwich al pomodoro e delle coperte
scure stese sul pavimento del soggiorno.
Quando lui entr, Anna era gi accanto alla porta. Indossava
un lungo maglione color porpora e aveva i capelli raccolti
in uno chignon. Gli tese le braccia. Champ le affond
il viso nel collo, assorbendone l'odore.
Com' in citt? gli domand Anna, la mano ancora sul
petto di lui. Ho cercato di sentire un notiziario, ma la radio
non prende. C' ancora una citt?
Champ non le rispose, ma la guard in modo strano. E sapeva
che Anna se n'era accorta. Era molto semplice: riusciva
a vederla. Per la prima volta in quell'ultimo anno, non c'era
altro posto al mondo dove Champ desiderasse essere.
Questo gli suscit altre domande: perch c'era voluta la
paura per smuoverlo? Perch dobbiamo aspettare il caos
per capire ci di cui abbiamo veramente bisogno?
Avrebbe voluto rivolgere queste domande ad Anna, ma
non era sicuro che sua moglie avesse delle buone risposte
e temeva che in tal caso lui avrebbe cambiato idea. E non
voleva cambiare idea. Voleva continuare a sentirsi cos: al sicuro.
Pi tardi, solo trenta ore dopo l'ultima volta che si era disteso
su quel pavimento, erano tutti e due l, l'uno di fronte
all'altra. E in quel modo strano in cui prendiamo le decisioni,
le decisioni importanti che ci rendono ci che siamo,
Champ decise che sarebbero rimasti a Montauk. Basta New
York: quella era diventata la loro casa.
Si volt e, dalla finestra, guard il mondo che si stava lentamente
riprendendo, i colori offuscati del cielo e del prato.
E cap la verit, la verit pi importante, perlomeno: quella
casa li aveva salvati. Quel cottage grande e bello era rimasto
solido e stupendo nonostante la distruzione tutto intorno.
Le ringhiere austere, i soffitti in legno e le travi solide.
La casa l'aveva salvato e lui non l'avrebbe dimenticato.
Avrebbe costruito la sua vita l, nel nome dell'amore,
dell'onore e di quell'altra cosa che stava provando, anche
se non riusciva a definirla per ci che era: pacificazione.
Era finalmente in pace con se stesso.
Fiss Anna negli occhi. Le cose cambieranno.
Lei annu.
Rimango disse Champ, perch prima avevano discusso proprio del contrario: lasciare lei, la casa.
Perch?
Perch lo voglio.
Anna rimase in silenzio, poi disse: Mi deluderai.
 probabile. Champ aveva voluto fare una battuta, ma non ci era riuscito. Ci riprov: Credo che andr tutto bene.
A cominciare da quando? gli chiese Anna. E quando finir?
In risposta, Champ la tir verso di s, senza riluttanza, senza nulla di simile alla paura. Questa casa le disse conoscer l'amore. Conoscer ogni cosa.
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Prima parte.
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SOLO RIMPIANTI.
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BROOKLYN, NEW YORK, SESSANTANOVE ANNI DOPO.
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Maggie.
Per lei  questa la verit: ci sono argomenti di cui non si dovrebbe
mai parlare e senza dubbio il denaro  uno di questi.
Maggie incomincia a capirlo, nel modo in cui spesso arriva
a comprendere ci che erroneamente pensava di avere gi
intuito. Nessuno vuole parlare di soldi, che se ne abbiano
pochissimi o moltissimi e anche se ci si sente in colpa per
ci che  toccato in sorte dalla vita. Capita soprattutto a chi
il denaro l'ha ereditato, come i capelli rossi, i fianchi larghi
dopo una gravidanza, o l'orribile "malattia della mezzanotte"
che tiene svegli a pensare ai soldi, all'amore e a tutte
le altre cose che noi semplici esseri umani ci ostiniamo a
non voler comprendere.
 questo il punto: Maggie non dorme. Non pi da quando
lei e Nate si sono trasferiti a Red Hook, da quando hanno investito
ogni centesimo a loro disposizione (e molti altri) nei
centoquaranta metri quadri di questo appartamento e, pi
avventatamente, nei centottanta al piano di sotto. I centottanta
metri quadri che ospiteranno il loro ristorante. Maggie
non ha mai fatto niente del genere, non si  mai impegnata a
restare in un posto. Non  un suo punto di forza, lo sa. E sa
che persino un estraneo lo capirebbe semplicemente osservando
il modo in cui ha organizzato la sua vita:  diventata
giornalista, critico gastronomico, appena uscita dal college,
ha vissuto in otto citt diverse negli otto anni successivi e ha
soggiornato in almeno altre trenta citt.
E anche se desidera davvero aprire questo ristorante - ha
sempre sognato di averne uno suo mentre scriveva dei ristoranti
degli altri -, le paure non scompaiono di colpo: paura
per i soldi, paura di fermarsi e restare bloccata. Sono trent'anni
che si tiene stretta le sue paure. E adesso, a dispetto di se
stessa, le paure lottano per restarle vicino, ogni volta che prova
a chiudere gli occhi.
E allora cosa fa? Guarda fuori dalla finestra. Suona la
chitarra. Legge libri di cucina mediterranea e annaffia le
piante sulla scala antincendio. Canticchia sottovoce. Pulisce
casa. Pensa.
Pensa a Nate, lascia che l'immagine mentale di lui la sommerga,
la calmi. E nonostante abbia prove concrete che il
suo fidanzato non condivida la sua tendenza all'insonnia o
alle infinite preoccupazioni, non aveva mai sospettato che
rispetto a lei si trovasse all'estremit opposta della scala del
benessere economico. Fino a questo momento, quando, nel
bel mezzo della sua impegnativa, insoddisfacente operazione
di pulizie notturne, le capita fra le mani un mucchietto
di buste indirizzate a Champ Nathaniel Huntington.
Volgare.  volgare parlare di soldi. Ma provate a immaginare:
Maggie, in canotta bianca e intimo Hello Kitty, siede
sul pavimento al centro del soggiorno, circondata da fogli
di carta, giornali, vecchie pratiche, ricevute, dichiarazioni
dei redditi, tutto ci su cui  riuscita a mettere le mani.
Sta buttando via tutto, tutto quanto, mentre ascolta Harvest
di Neil Young e ha la sensazione di combinare finalmente
qualcosa di buono nella vita. Sta imparando che  un altro
effetto collaterale della sua recente insonnia: si ha spesso la
sensazione di combinare qualcosa di buono nella propria
vita, finch non ci si sfrega gli occhi, ci si costringe a riflettere
e ci si rende conto che non si  arrivati poi molto lontano
dal punto da cui si era partiti.
Maggie si stira e tende la mano mezzo metro davanti a
s. Ed eccole: parecchie buste con il logo Citigroup smith
barney, indirizzate a Champ Nathaniel Huntington. Toglie
l'elastico che le tiene insieme e si prepara ad aprire la prima.
Non pensa all'eventualit di non farlo. Non sta cercando
informazioni, ma esattamente il contrario: vuole scoprire
che la posta della Citigroup  spazzatura per cacciare tutte
le buste nel terzo sacchetto della carta da riciclare, gi mezzo
pieno. Poi vuole prendere i sacchetti, portarli nel vicolo
dietro Pioneer Street e buttarli nei cassonetti grandi come
ippopotami che aspettano di essere svuotati dai servizi ambientali
di New York.
 questo lo scopo: sistemare l'appartamento prima di partire
per Montauk, dove vivono i genitori di Nate. Devono
andarci per una ragione alla quale Maggie non vuole neppure
pensare: la loro festa di divorzio.
Nelle ultime settimane, da quando ha saputo che sarebbero
andati a casa di Nate e perch, non fa che confondersi,
riferendosi mentalmente alla festa come a una festa d'anniversario.
Come potrebbe non farlo? Una festa di divorzio?
Cosa accidenti significa?
A casa, in North Carolina, la cosa pi simile a una festa
di divorzio che abbia mai visto  stato quando Loretta Pitt
ha buttato tutte le cose di Henry Pitt fuori dalla finestra della
camera da letto al terzo piano. Vestiti, cappelli e scarpe
eleganti che cadevano come fiocchi di neve o come mattoni,
e a tempo di musica: Madonna, se ricorda bene, The
Immaculate Collection.
Ma secondo il raffinato cartoncino d'invito bianco e verde
spedito dai futuri suoceri - e secondo i cinque o sei libri
che la mamma di Nate, Gwyn, ha mandato insieme all'invito,
roba con titoli come Divorziare con grazia - la festa di
divorzio  un importante e necessario rito di passaggio per
celebrare la serena fine di un'unione preziosa. Si d il caso
per che i futuri suoceri metteranno serenamente fine alla
loro preziosa unione proprio il giorno in cui Maggie li incontrer
per la prima volta.
Favoloso.
L'unico aspetto positivo  che saperlo, sapere dove sta
andando, le accende dentro un fuoco nuovo che la spinge
a mettere in ordine la casa. (Chi sta prendendo in giro? A
spronarla  solo l'idea di rincasare in un appartamento ancora
pi disastrato di quanto fosse prima che cominciasse
a riordinarlo.) Ma, proprio mentre sta aprendo la busta indirizzata
a Champ Nathaniel Huntington, si volta e vede
Nate sulla porta.
Cosa stai facendo? le chiede.
Indossa un paio di boxer, niente maglietta. Capelli scuri
dritti sulla testa. Occhi verdi che brillano guardandola. Sbadiglia.
Sono solo le otto di mattina e Nate  rimasto di sotto
a buttare gi pareti con l'imprenditore edile - "Johnson
l'imprenditore edile", come lui stesso si definisce - fin dopo
le cinque.
Cosa sto facendo? ripete Maggie. Cosa stai facendo
tu? Come mai sei gi alzato?
Nate si stringe nelle spalle e comincia a stirarsi. Non riesco
a dormire.
Come, non riesce a dormire? Nate non riesce mai a stare
sveglio. Per eccolo qui, che attraversa scalzo il soggiorno,
a dimostrazione del fatto che Maggie si sbaglia, e si ferma
in piedi accanto a lei. Maggie segue il suo sguardo, che scivola
sulle innumerevoli pile di carta e giornali, sui bicchieri
incartati e sui mucchi di grucce di fil di ferro, e gli indica
con il dito il flacone aperto di Fantastic accanto ai piedi.
Non l'ha ancora usato, per  l.
Cosa c'? chiede a Nate. Sto pulendo.
Lo vedo. Nate le fa il suo sorriso, quello che va da un
orecchio all'altro e gli illumina il viso, facendolo sembrare
pi giovane e, al tempo stesso, pi vecchio. La prima volta
che Maggie ha visto quel sorriso, Nate era dall'altro lato di
una bancarella, al mercato agricolo nel Ferry Building nel
centro di San Francisco. Tutti e due stavano frugando in
una montagna di pomodori biologici. Decine di pomodori.
Nate ne aveva afferrato uno grosso e giallo con sottili nervature
nere, aveva sorriso e glielo aveva lanciato. In qualche
modo Maggie era riuscita ad afferrarlo al volo.
"Questo  il migliore che c'" le aveva detto Nate
"E cosa avresti fatto, se mi fosse caduto?"
Lui aveva abbassato lo sguardo sul banco e l'aveva fatto
scorrere su tutti i pomodori rimasti. "Avevo all'incirca
altre quarantanove possibilit per fare andare le cose a
modo mio."
Maggie le dice adesso Nate, spingendo di lato le varie
pile e sedendosi di fronte a lei, in modo che le ginocchia si
tocchino e lui possa posarle le mani sulle cosce nude.
Cosa c'?
Per favore, dimmi che non hai passato tutta la notte
cos.
Perch? Qualcuno deve pur farlo.
S, ma... Le pulisce qualcosa dal viso, lo sbaffo d'inchiostro
di un quotidiano, forse, o un po' di polvere. Spero
che quel qualcuno riesca effettivamente a concludere
qualcosa.
Maggie distoglie lo sguardo e cerca di non arrossire. Nate
non la sta prendendo in giro... oppure s, ma solo perch
vorrebbe che si prendesse in giro da sola. Maggie per non
ci riesce, non del tutto. In quel posticino nascosto dentro di
s, che giustifica l'abbonamento a "Real Simple" e i duecentocinquanta
dollari pi le tasse che ha pagato per il
superaspirapolvere Bissel Casa Sana, nutre ancora la speranza
che un giorno diventer il tipo di donna capace di tenere
tutto in ordine, bello e nuovissimo.
Maggie  in gamba in altre cose: ha gi informatizzato
la contabilit per il ristorante e si sente pi che sicura delle
sue capacit di gestire la sala e di occuparsi del bar, una
volta che avranno aperto.
Ma se il fato vorr, sposer un uomo che  pi simile di
quanto lei potrebbe mai essere alla donna che vorrebbe diventare.
Nate  il miglior cuoco che lei abbia mai conosciuto,
 pulito e ordinato per natura.  un abile bricoleur e tiene
vasi di erbe aromatiche sul ripiano della cucina. Ha trasformato
le vecchie travi in un tavolo da sala da pranzo. Rende
bello tutto ci che tocca. Perfino - anche se Maggie non
avrebbe mai immaginato di poter pensare una cosa del genere
-, perfino lei.
Si sposta sopra Nate, gli passa le gambe intorno alla vita
e comincia a massaggiargli la schiena.  appiccicoso, di sonno
e del sudore della notte appena trascorsa. A Maggie non
importa. Pu sopportarlo. Sorride e lo bacia.
A cosa pensavi che non ti ha fatto dormire? gli domanda.
Al fatto che non vuoi sposarmi perch non so
riordinare?
Io voglio sposarti perch non sai riordinare.
Tremendo bugiardo dice Maggie.
Tremenda casalinga dice Nate.
Seppellisce il viso contro il collo di Maggie, che sente il
suo sorriso premerle addosso e le sue mani infilarlesi negli
slip, ed  allora che abbassa lo sguardo sul pavimento e
le vede di nuovo. Le buste della Citigroup smith barney.
Quelle indirizzate a Champ Nathaniel Huntington.
Ehi, Nate dice, sopra la spalla di lui. A proposito, chi
 Champ Huntington?
Appena le parole le sono uscite di bocca, lo sente irrigidirsi.
E quando Nate si stacca di poco da lei, vede calargli sul viso
una brutta espressione, un'espressione che non riconosce.
Cos'hai detto?
Maggie afferra le buste e gliele tende. Le ho appena
trovate. Sono tue? Sono estratti conto o roba del genere?
Non sapevo che avessimo un conto in quella banca. Ce
l'abbiamo?
Nate abbassa gli occhi sulle buste, se le rigira tra le mani
e annuisce. Pi o meno.
Per Maggie la risposta ha senso. Loro due hanno ormai
conti "pi o meno" aperti in tutta la citt, conti differenti
presso diversi istituti, che prestano troppo poco denaro a
interessi troppo alti. Tutto per il ristorante. Otto ristoranti
su dieci falliscono entro il primo anno. Sei matrimoni su
dieci falliscono poco tempo dopo. Stanno giocando contro
probabilit parecchio pericolose, pensa Maggie, quando si
concede di pensare a tutto questo come a un gioco, ma cerca
di non farlo mai.
Ma chi  Champ?
Nate alza gli occhi dalle buste e sposta lo sguardo sul
viso di Maggie. Sono io risponde.
Lei comincia a ridere, pensando che stia scherzando.
Okay. Ti sei scordato di dirmi qualcosa, Campione?... voglio
dire, Champ?
Nate sorride, ma  un sorriso nervoso. Non dice niente.
Posa le buste sul pavimento.
Aspetta un momento: dici sul serio? Ti chiami Champ?
No,  mio nonno che si chiama Champ. O meglio, si
chiamava Champ. E a me hanno dato il suo nome, che io
per non ho mai usato in vita mia. Nessuno mi ha mai
chiamato Champ, anche se  il mio vero nome: Champ
Nathaniel Huntington.
Maggie sa che a Nate  stato dato il nome del nonno paterno,
ma ha sempre pensato che il nome fosse quello: Nate.
E lui non le ha mai detto il contrario.
Perch non me l'hai detto? gli domanda.
Lui si stringe nelle spalle. Tu l'avresti fatto?
Non  una cattiva risposta, ma dev'esserle sfuggita una
smorfia perch Nate sembra abbastanza nervoso.
Wow! Non farai mai pi sesso con me, vero? E chi mai
lo farebbe? Chi mai potrebbe fare sesso con uno che si chiama
Champ?
Maggie ride, poi gli passa una mano dietro il collo e lo
stringe a s. Nate  arrossito - Nate, Champ, comunque si
chiami -,  arrossito davvero. E adesso a Maggie dispiace
avergli parlato delle buste.
Non ha niente a che fare con te, ma i tuoi genitori non sono
stati carini, ecco tutto gli dice, costringendolo a incrociare
il suo sguardo. E nemmeno i genitori di tuo nonno...
Nate annuisce. Non dirlo a me aggiunge. Poi la guarda
in un modo che Maggie conosce bene e che le fa capire che
Nate sta per dirle qualcosa che gli costa fatica. Comunque
credo sia per questo che non sono riuscito a dormire.
Cosa? Avevi paura che qualcuno potesse chiamarti Champ
e facesse saltare la tua copertura?
Ma Nate non sta scherzando. La verit? Sono un po'
nervoso per il tuo incontro con la mia famiglia.
Perch? Per via del divorzio?
Maggie osserva attentamente il suo bel viso dolce. Tende
la mano per sfiorarglielo con le dita. Capirebbe se fosse
nervoso per l'imminente divorzio dei suoi, ma lui insiste
nel dire che questo non gli crea problemi. I suoi "hanno
preso strade diverse" dopo che il padre si  convertito al
buddhismo e ha cominciato a impostare tutta la sua vita
in quel senso. Allora, i suoi genitori, insieme, hanno deciso
che questo significava che le loro vite stavano prendendo
direzioni molto diverse. Dopo trentacinque anni. Come fa
Nate a non avere problemi? si  chiesta pi di una volta. Il
senso del matrimonio -  questo che Maggie non riesce a
chiedere a voce alta - non  proprio tentare di far coincidere
le direzioni diverse?
Ci sono cose... comincia a dire Nate cose importanti
che devi sapere prima che partiamo. Cose che probabilmente
avrei dovuto dirti prima.
Maggie si concentra per rispondergli chiaramente: Nate,
i tuoi potrebbero anche avere tre teste e per me non cambierebbe
niente. Non mi interessa.
E non le interessa davvero. Storicamente dovrebbe: finora,
in tutte le sue storie,  sempre stata lei quella che ha cercato
la via di fuga. Le  sempre bastata mezza ragione per
scappare: i genitori di lui, l'uso di un particolare profumo,
l'ammirazione per Sting. Ma con Nate  diverso,  stato diverso
fin dall'inizio.
Che tipo di cose? gli domanda. I tuoi genitori restano
sposati? Sta scherzando, ma Nate non abbocca.
Non sono sicuro che tu sia pronta per saperlo.
Sono pronta. Ovvio che sono pronta. Devo ricordarti
che la mia infanzia non  certo stata in stile "La famiglia
Bradford"?
E non lo era stata sul serio. Sempre che l'atmosfera da famiglia
Bradford non prevedesse di venire educata dall'infantile
proprietario di un bar-tavola calda ad Asheville, North
Carolina, o non si ritengano idilliache le benintenzionate ma
disgraziate scelte di suo padre Ell Mackenzie: per esempio
farsi aiutare al bar dalla figlia quindicenne durante il turno
di notte in modo da passare pi tempo insieme.
Nate sorride. Non sei un po' troppo giovane per "La famiglia
Bradford"?
Nate ha quattro anni pi di Maggie, ma gli piace fingere di
averne dieci di pi. O, quando pu tornargli utile, cento.
Dimmi gli dice Maggie.
Sicura?
Non esiste momento migliore.
Ma poi gli sfrega il naso contro il collo e resta tramortita
da un tanfo greve, una specie di calore vertiginoso, un
odore che  un miscuglio di salmone e latte andato a male.
Ges. Cosa diavolo  questa puzza?
Non ti piace? le chiede Nate.
No. Maggie scuote la testa. Per niente.
 l'odore del gel alle erbe fatto in casa da Johnson l'imprenditore
edile, con estratto d'aglio e scaglie di pesce essiccato
fornite da uno stregone di Chinatown. Johnson se
ne porta sempre in giro un barattolo enorme e ha giurato
che mi toglier qualsiasi dolore residuo provocato dalle fatiche
della notte scorsa.
Be', spero che sia cos, per... bleah! dice Maggie, che
poi senza motivo si riavvicina per cogliere un'altra zaffata
ancora pi pungente.  una delle puzze peggiori che io
abbia mai sentito. Tu sei una delle cose peggiori che io abbia
mai sentito.
Forse  una buona cosa.
Perch?
Perch quando ti staccherai da me, dopo che ti avr detto
quello che sto per dirti, potr dare la colpa al gel.
Sono pronta dice Maggie coprendosi gli occhi con un
gesto esagerato, come fingendo di prepararsi a un'iniezione,
irrigidendosi nell'attesa.
Riguarda la situazione finanziaria della mia famiglia,
di cui saresti venuta a conoscenza se avessi aperto quelle
buste.
Maggie si scopre gli occhi e fissa quelli di lui. Sospira
profondamente, dispiaciuta che Nate sia preoccupato per
questo. Da tempo  arrivata alla conclusione che la famiglia
di Nate  benestante - il padre  pediatra e la madre un'ex
insegnante d'arte - ma di sicuro non pensava che fossero
ricchi, visto che, nonostante il contributo dell'investitore
finanziario e la piccola somma offerta da Eli, Maggie e Nate
stanno risparmiando ogni centesimo e prendendo soldi in
prestito da tre banche che cominciano con la lettera W e da
altre due che cominciano con la C. Anzi, in realt tre banche che cominciano con la C.
Ma forse si  sbagliata: probabilmente, anche se Nate  cresciuto a Montauk, Gwyn e Thomas non sono nemmeno lontanamente ricchi.
Nate, non m'importa dei soldi. Come puoi pensare che mi importi? La situazione finanziaria della tua famiglia... per me non fa differenza.
Sul serio?
Maggie annuisce. Te lo giuro.
Bene dice Nate premendole la bocca sulla fronte. Perch la mia famiglia possiede circa mezzo miliardo di dollari.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
Circolano sempre delle dicerie, che la gente crede siano
la verit, quando in realt non le si avvicinano nemmeno
lontanamente.
A Gwyn danno incredibilmente fastidio le chiacchiere e
le mezze verit. Come per la torta Red Velvet, per esempio.
Si dice che la Red Velvet sia stata inventata nel ristorante
del Waldorf-Astoria Hotel di New York nei primi anni del
Novecento. Secondo questa voce, una sera il capo pasticciere
prepar un dolce usando un colorante rosso. A un'ospite
dell'hotel quel dolce piacque cos tanto che ne volle a tutti
i costi la ricetta, ma, al momento di pagare il conto, scopr
che per la ricetta le erano state addebitate parecchie centinaia
di dollari. La cliente protest, ma la direzione si rifiut
di annullare l'addebito. Per pareggiare i conti, la donna
comunic la ricetta a tutte le sue amiche, in tutto il paese.
E tutte le sue amiche, a loro volta, la passarono alle proprie amiche...
Il punto  che questa storia  carina, ma  anche un'assoluta
sciocchezza. Gwyn lo sa. Sa che la vera storia della
Red Velvet non si limita a essere un aneddoto divertente, ma
contiene un avvertimento. In base alla sua recente esperienza,
la verit, nella maggior parte dei casi, assomiglia molto a un avvertimento.
Di come le cose vadano male...
Sospira. Di solito non lo fa, ma adesso, pensando a queste
cose, sospira. Poi controlla l'orologio sul cruscotto: le nove
e un quarto.  gi mezz'ora che se ne sta seduta a bordo
della sua Volvo station wagon rossa nel piccolo parcheggio
dell'aeroporto di East Hampton. Thomas ormai dovrebbe
essere atterrato. Ma naturalmente non  cos. In questi piccoli
aeroporti non puoi mai contare sul fatto che le cose vadano
come previsto. E d'altra parte, se Gwyn deve dare la
colpa a qualcuno, pu ringraziare solo se stessa.  lei che
ha predisposto tutto in modo che Thomas tornasse dal congresso
medico la mattina del party. Anzi, c' voluto parecchio
lavoro per organizzare le cose in questa maniera: un
volo notturno dal lax di Los Angeles al jfk di New York,
un secondo volo privato fin qui. Gwyn voleva - no, aveva
bisogno - che Thomas rientrasse a casa in quel momento,
a partita quasi conclusa, in modo da sapere cosa farne,
come tenerlo occupato, in modo che i piani per la serata
procedessero senza interferenze, esattamente come li aveva elaborati lei.
Per non  sicura. Non  sicura che tutto vada come lei ha
bisogno che vada. A parte la torta. Della torta  sicura. Perch
le riesce benissimo  perch  il dolce preferito di Thomas.
Di tutte le cose che ha fatto per lui, Thomas predilige
quella torta, ed  stata anche la primissima cosa che gli abbia
mai preparato: per il primo appuntamento, loro due seduti
sulla terrazza del palazzo di New York dove lei abitava
all'epoca. L'unico in citt dove abbia mai vissuto, in Riverside
Drive. Gli aspetti pi positivi di quella casa erano la vicinanza
alla Columbia (dove Gwyn era iscritta al Teachers
College) e la terrazza, con il tratto di fiume che si vedeva
da lass. Thomas aveva portato una bottiglia di vino, uno
Chteau Mouton Rothschild del 1945. Ed erano rimasti in
terrazza fino alle due del mattino, mangiando la Red Velvet
e sorseggiando il vino direttamente dalla bottiglia.
Naturalmente, per quello che ne sapeva Gwyn, quella
bottiglia poteva arrivare benissimo dal negozio di alimentari
all'angolo. Non aveva la minima idea che valesse migliaia
e migliaia di dollari. (Non ne aveva idea nemmeno
Thomas: aveva semplicemente afferrato una bottiglia nella
cantina di suo padre prima di andare a trovarla in citt.)
E soprattutto, a ventidue anni, Gwyn non avrebbe mai accettato
di bere quel vino, se avesse saputo.
Ma quella prima sera aveva capito la cosa pi importante,
anche se non avrebbe voluto: era stato Thomas a prendersi
l'ultima fetta di torta. C'era stata una discussione dolce
e tenera - "prendila tu, no, prendila tu" - e alla fine l'ultima
fetta l'aveva presa lui.
Per questo  giusto che si prenda l'ultima fetta anche adesso.
Il telefonino di Gwyn suona, rumoroso, troppo rumoroso
perfino dal fondo della borsetta. Lei lo cerca, sperando
che sia ve. Fa' che sia ve. ve  la donna che Gwyn
ha assunto per il catering della festa. ve Stone della Eve's
Kitchen, Quogue, New York.
 da un bel po' che Gwyn tenta invano di mettersi in contatto
con lei, perch il suo unico pensiero  che non ha idea di come cavarsela.
Non ha idea di come organizzare la festa di divorzio di
questa sera. Ha partecipato a poche occasioni del genere.
Ci sono moltissimi libri che incoraggiano la soluzione di un
divorzio sereno a cominciare dal suo festeggiamento: Divorziare
non  fallire, L'ultimo ballo, Pu esserci un nuovo mondo!
Ma sono libri per persone che dentro di s non ridono
segretamente all'idea di una festa di divorzio, persone che
si lasciano convincere di qualcosa di cui Gwyn sta solo fingendo
di essere convinta.
E cio che le cose possano finire bene.
Che possano semplicemente finire.
Risponde al telefono dopo il quarto squillo. ve? domanda.
 lei?
Chi  ve? No, mamma: sono io.
"Io"  Georgia. La figlia di Gwyn. La figlia che non ha
idea di ci che sta realmente succedendo tra i genitori. Non
ne ha idea la figlia e neppure il figlio. S, sanno che i genitori
stanno divorziando. Gwyn ha cercato di proteggerli da
tutto il resto. O perlomeno  cos che si  giustificata con se
stessa. Ma forse le sue motivazioni non sono poi cos nobili.
Forse non ha detto tutto ai ragazzi perch, una volta fatto,
non sarebbe pi stato possibile tornare indietro. Se Gwyn
pronunciasse a voce alta quello che sta davvero accadendo,
non potrebbe pi decidere di credere a qualcos'altro.
Cosa c', tesoro? domanda, afferrando meglio il telefono.
Va tutto bene?
Definisci "bene".
Stai partorendo?
Non che io sappia.
Allora bene. Gwyn annuisce. Molto bene.
Molto bene. Anche se Gwyn sa che Georgia si irrita ogni
volta che glielo chiede,  un sollievo saperlo. Sono due settimane
che sua figlia, rientrata da Los Angeles,  a casa con
lei, mentre il suo ragazzo francese Denis - che, come Georgia
ama ricordare a tutti (anche se nessuno si  mai sbagliato)
si pronuncia "Den" - sta incidendo un disco con la sua
band a Omaha, Nebraska. Georgia ha venticinque anni ed
 incinta di otto mesi e mezzo. Di un uomo che conosce da
dieci mesi e mezzo. Non proprio la linea d'azione pi saggia,
se mai qualcuno avesse chiesto l'opinione di Gwyn in
merito. Ma nessuno gliel'ha chiesta.
Nessuno ha chiesto la sua opinione neppure su Maggie.
Maggie, con la quale ha parlato solo al telefono, ma che ha
una risata che le piace, una risata di cui si fida, soprattutto
perch con l'andare del tempo ha imparato che il modo
in cui una persona ride spesso rispecchia chi  veramente.
Come . La risata di Maggie  empatica, generosa. Gwyn
 contenta che accanto a Nate ci sia qualcuno con queste qualit.
Mamma.
S, Georgia?
 gi atterrato l'aereo di pap? Ho bisogno di parlargli.
Denis si  tagliato la mano con un cavatappi e non gli va di
salire su un aereo e venire fin qui, se c' il rischio che qualcosa
vada storto e lui debba andare in ospedale a Omaha
o roba del genere.  la mano sinistra. Gli serve per lavorare.
Lui  il bassista.
E se fosse il batterista? Allora non avrebbe importanza?
Mamma, per favore, sii seria. Ho bisogno che pap dica
a Denis cosa deve fare.
Pap. Georgia si rivolge ancora a suo padre perch le
dica cosa deve fare, trova ancora facile essere la sua bambina.
Anche il figlio di Denis e Georgia far cos? L'affetto
nei confronti del padre  forse pi facile, pi duraturo?
Perch sembra sempre andare cos? Perch l'amore dei figli
va sempre al genitore che  un po' meno in giro per casa e
quindi sembra meritare un po' di pi?
Dir a tuo padre di chiamarti.
Grazie dice Georgia. E poi, come se le fosse venuto in
mente all'improvviso, aggiunge a voce pi alta: Oh, puoi
dirgli anche che ha telefonato di nuovo quella donna del
centro meditazione? Non ho capito bene cos'ha detto, ma
vuole che lui la richiami. Dice che il cellulare di pap non
funziona e che lui sa perch lo sta cercando.
Gwyn sente il cuore sobbalzare. Un'altra telefonata per
Thomas. Dal centro meditazione. Come hanno fatto ad
arrivare a questo punto? Gwyn  figlia di un pastore del
Sud, un ministro che guida una congregazione di duemilacinquecento
anime nei pressi di Savannah, Georgia. E,
nei primi anni di matrimonio, riusciva a malapena a farsi
accompagnare a casa da Thomas per Pasqua o per Natale.
Suo marito accettava con riluttanza, ribadendo di sentirsi
un ipocrita a fingere di credere. Thomas  un medico, un
uomo di scienza,  sulla scienza che scommette. "Non c'
bisogno di scegliere tra una cosa e l'altra" era solita dirgli Gwyn.
"S" ribatteva Thomas. "Invece s."
Ma poi, nove mesi fa, di ritorno a casa dal seminario settimanale
sulla riforma sanitaria che tiene al Southampton
College, aveva informato Gwyn che stava riflettendo pi a
fondo sulla spiritualit. Spiritualit orientale. Le aveva detto
che il luned si sarebbe trattenuto al college fino a tardi
per frequentare un corso di pensiero buddhista e il gioved
mattina avrebbe raggiunto Oyster Bay in auto per assistere
a delle lezioni di meditazione. Dopodich avrebbe guidato
fino a Manhattan per partecipare ai weekend di ritiro
spirituale organizzati dal Chakrasambara Buddhist Center,
dove nessuno avrebbe potuto contattarlo per tre giorni consecutivi.
"Voglio semplicemente vedere" aveva detto.
Finch non aveva voluto fare qualcosa di pi che vedere,
ed era stato quello il momento in cui erano cominciati
i problemi veri.
"Credo che la mia vita stia andando in una direzione diversa"
le aveva annunciato quasi per caso una sera a cena
- pesce azzurro saltato in padella con un'insalatina di lenticchie
- come se avesse cambiato idea su cosa voleva mangiare,
come se non ci sarebbero state conseguenze.
"Ora come ora" aveva detto "non mi  chiaro come in questo
si inserir... Sai..."
"No, Thomas" l'aveva interrotto Gwyn. "Non lo so."
"Il nostro matrimonio."
Gwyn si guarda nello specchietto retrovisore, il telefono
ancora premuto sull'orecchio.  simmetrica.  la cosa pi
gentile che al momento riesca a pensare di se stessa. Tutto
il resto, i lunghi capelli biondi, le gambe slanciate, gli occhi
azzurri e freddi e la pelle ancora invidiabile, la sua bellezza...
tutto il resto l'ha ingannata. A modo suo, l'ha fatta
sentire al sicuro. Per cinquantotto anni, la sua bellezza l'ha
fatta sentire al sicuro. Nel matrimonio, nella famiglia, nella
sua stessa pelle. Ma non era cos: suo marito si sta comportando
come una persona che non conosce, suo figlio
non vuole mai tornare a casa. Sua figlia non vuole mai andarsene da casa.
Gwyn  esattamente al polo opposto della sicurezza. E
questo  il segreto che vorrebbe raccontare, se mai qualcuno
desiderasse ascoltarla, questo  ci di cui vorrebbe avvertire
le donne: la bellezza non ti protegger, non alla resa
dei conti. Ci che potrebbe farlo,  l'unica cosa che non puoi
programmare, mettere da parte e risparmiare, cercare o trovare.
Deve essere lui a trovare te e a decidere di fermarsi:
il tempo. Pi tempo, per tentare di sistemare le cose. Oggi Gwyn sta per esaurirlo.
Mamma le dice Georgia. Mi stai ascoltando? Chi  ve?
Come?
ve. Quando hai risposto al telefono, mi hai chiesto se
ero ve. Chi ?
Gwyn sposta lo sguardo sulla pista dell'aeroporto in
lontananza, come se fosse sul punto di essere colta in fallo,
per cosa e da chi non saprebbe dirlo. Da quando Georgia
ha chiamato  atterrato un aereo, un piccolo jet che  sceso
sulla pista. Neppure di questo Gwyn si  accorta.
ve  quella del catering risponde a sua figlia. Il catering
per la festa di questa sera. Non ha chiamato a casa,
vero?
No. Se telefona, cosa devo dirle? Di cosa hai bisogno?
Di tutto risponde Gwyn.
Georgia ride.  divertente? A quanto pare  divertente.
A quanto pare Gwyn ha appena fatto una battuta.
Senti, tesoro, appena pap arriva, ti chiamo, va bene?
Gli dir della mano di Denis e di chiamarti. Adesso per devo scappare.
Perch?
Cosa pu rispondere Gwyn? Non vuole rispondere. Non
vuole parlarne con Georgia, non adesso, non senza averle
raccontato tutta la storia. Ma com' andata la storia? Almeno
in parte comincia a raccontarsi da sola, perch si sente
un colpo sul finestrino, un rumore che sua figlia sicuramente
avverte attraverso il telefono. E Gwyn guarda fuori
e vede un giovane uomo appena uscito dal college, ben
sbarbato e un po' troppo abbronzato:  il suo uomo. Il fattorino.
E ha con s una valigetta di metallo la cui temperatura interna  regolata e controllata.
La valigetta di Gwyn.
Abbassa manualmente il finestrino dell'auto per salutarlo.
La Volvo ha pi di quindici anni e bisogna girare una
manovella. A Gwyn non importa, anzi, le fa piacere, perch
questo le regala un attimo per ricomporsi. Appena il
vetro  abbassato, il fattorino le rivolge un grande sorriso,
del tipo che Gwyn  abituata a ricevere dagli uomini al primo
incontro: un sorriso d'approvazione. E in questi giorni
sorrisi del genere la irritano, le ricordano che forse dovr
ricominciare a prestarci attenzione.
Mrs Huntington?
S.
Sono Peter Blevins, dell'enoteca. Mi scuso per il ritardo
del volo.
Non c' ragione di scusarsi. Non era lei che pilotava
l'aereo, giusto?
Peter sembra soddisfatto del commento, visto che si avvicina.
Se l'avessi pilotato io, sarei stato pi performante.
"Performante?" La parola sorprende Gwyn, e continua
a sorprenderla mentre Peter le porge il suo biglietto da visita,
a conferma del fatto che  chi dice di essere. Il giovane
apre la valigetta ed estrae la bottiglia di vino che Gwyn ha
ordinato. La bottiglia di vino che ha attraversato l'oceano
per essere consegnata a mano in vista del party di Gwyn e
Thomas di questa sera. Una bottiglia di Chteau Mouton
Rothschild del 1945.
Sar lieto di aprirgliela si offre Peter in modo che possa
assicurarsi che sia di suo gradimento.
Sono certa che va benissimo.
Ho avuto istruzioni di aprirla insiste Peter, preoccupato.
Be' dice Gwyn, con maggiore decisione e io adesso
cambio le istruzioni.
Peter annuisce e Gwyn si chiede quante persone al mondo
aprano una bottiglia da ventiseimila dollari per assicurarsi
che il vino sia invecchiato come si deve. Specialmente
una bottiglia che ha attraversato l'Atlantico a bordo di un
aereo privato.
Mr Marshall le porge i suoi pi affettuosi saluti.
Ma guarda, pensa Gwyn. Che trattamento! Per ventiseimila
dollari, pi il costo del volo del fattorino, non hai semplicemente
una bottiglia di vino, ma anche i saluti, i saluti
affettuosi, di uno che non conosci.
Per favore, gli dica che contraccambio.
Dal cellulare sente gridare sua figlia: Mamma! Ho sentito
bene? Hai fatto arrivare del vino in aereo? Stai scherzando!
 il vino che sei andata a prendere all'aeroporto?.
 quello che sono venuta a prendere conferma Gwyn, richiudendo
il finestrino.  per il brindisi di questa sera.
Sei impazzita?
Gwyn riflette sulla domanda, mentre sistema la valigetta
sotto il sedile. S, penso che sia possibile.
E pap?
Io devo tornare a casa per preparare il dolce.
Ma chi passa a prendere pap?
Chi passa a prendere pap? Non  questo ci di cui Gwyn
vuole parlare. Se mai, vuole parlare della torta. Della vera
storia della Red Velvet. La prima a farla - una donna del
Sud, che viveva in una cittadina a meno di ottanta chilometri
da dove  cresciuta Gwyn - voleva un dolce che significasse
qualcosa, che simboleggiasse il contrasto fra il bene e
il male: il bene rappresentato dalla glassatura bianca come
un giglio, il male dal colore rosso dell'impasto. Aveva pensato
che, anche se la sua non era tanto diversa da altre torte
al cioccolato, la gente avrebbe deciso che aveva un sapore
differente. Perch aveva dentro tutto: il bene e il male,
il sacro e il profano, il giusto e lo sbagliato. E aveva avuto
ragione, no? Tutti si sentono attratti dalla Red Velvet, anche
se non hanno idea del perch. Non hanno idea del fatto
che contano su di lei affinch li salvi.
Ma sua figlia ha voglia di ascoltare queste cose? No, Gwyn
non crede. Non crede che sia pronta.
Mamma, chi passa a prendere pap?
Tuo padre  performante risponde Gwyn.
E questo cosa c'entra?
Gwyn accende il motore. Pu prendere un taxi.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
Sono in piedi all'angolo tra la Quarantunesima e la Terza,
di fronte a Au Bon Pain, in attesa che arrivi l'Hampton
Jitney. Sono l da venti minuti. Maggie continua a osservarsi
le unghie e ogni tanto se ne rosicchia una, come se
quell'attivit richiedesse tutta la sua concentrazione, come
se non le lasciasse energia per nient'altro. Non ha energia
per nient'altro. Non vuole guardare Nate che le sta di fianco
e non vuole guardare neppure il tizio in giacca e cravatta
sull'altro lato, che sta parlando al cellulare e, contemporaneamente,
digita sul suo BlackBerry. Ma le fissa anche il
sedere. Tipico esempio di multitasking. Quando incontra lo
sguardo di Maggie, le fa l'occhiolino e con le labbra mima:
"Sei la sua donna?" riferendosi a Nate. Nate non se ne accorge.
Ma la scenetta spinge Maggie a tendere la mano verso
di lui, a stringergli il braccio.
 la prima volta che lo tocca da questa mattina, la prima
volta da quando lui ha fatto il suo grande annuncio, ed  probabilmente
la ragione per cui Nate, speranzoso, si sistema lo
zaino sulle spalle e le chiede: Pensi che piover?.
Cosa?
Nate punta il dito verso il cielo, che  azzurro e completamente
privo di nuvole. Sembra che piover, no?
 di questo che vuoi parlare?
No, non  di questo che voglio parlare, ma ho pensato
che potesse essere un inizio.
Maggie non sa cosa dire. La testa le fa male, anzi, le pulsa,
una combinazione di totale sfinimento e incapacit di
elaborare mentalmente quello che Nate le ha detto. Mezzo
miliardo di dollari. Cosa significa? Com', visivamente,
mezzo miliardo? E perch Nate ha detto mezzo miliardo e
non, per esempio, cinquecento milioni? Crede che, dicendo
"mezzo", sembri meno?
Maggie non ne ha idea. Ma quello che davvero la fa infuriare,
quello che la sua mente riesce benissimo a elaborare
 che, se avesse saputo, avrebbe preparato un bagaglio diverso.
Non che abbia qualche capo di gran classe nascosto
in fondo all'armadio o in fondo agli scatoloni ancora chiusi.
Ma forse avrebbe trovato qualcosa. L'anello con rubino
della nonna. O il suo unico maglione di cachemire. S,  settembre,
e s, probabilmente  troppo presto per il cachemire.
Ma, se avesse avuto pi tempo per pensare, l'avrebbe
messo in valigia, oppure se lo sarebbe sistemato sulle spalle.
Insomma, avrebbe fatto qualcosa. Forse un giorno sarebbe
diventata il tipo di persona che sa se  troppo presto per
il cachemire o meno.
Dunque... Nate si passa le dita tra i capelli, scompigliandoseli.
Sto cercando di non starti addosso, ma, se non stai
attenta, arriveremo a Montauk senza aver superato questa
faccenda. E sar ancora peggio.
E chi lo dice, Champ?
Nate le si avvicina, l'abbraccia e si china leggermente, in
modo da poterla guardare negli occhi. Mi piace quando
ti arrabbi e diventi passivo-aggressiva. Sei uguale alla tua
foto della prima media.
Splendido. Sono contenta che ti diverta. Ma, mentre
parla, Maggie sta cominciando a sorridere.
La storia dei soldi in realt non  poi questa gran cosa.
Probabilmente non te ne saresti nemmeno accorta, se non
te l'avessi detto. Oppure avresti capito che i miei hanno soldi,
ma non quanti. Scommetto che, dopo averlo ammesso,
sarei semplicemente andato avanti.
Quindi lo ammetti?
Che cosa?
Che c'era qualcosa da ammettere?
Nate scuote la testa e prende un respiro esagerato, come
se stesse cercando di trovare le parole. Quelli con molto
denaro... sono l'opposto di quelli con un po' di denaro. Invece
di esibire i soldi, fanno il contrario. Mia madre non
ha neppure un anello di fidanzamento, solo la fede. I miei
genitori guidano auto vecchie di quindici anni.
E danno feste di divorzio.
La festa di divorzio non ti infastidiva, quando non eri
a conoscenza dei soldi.
Perch sembrava solo una cosa di cui non sapevo ancora
niente. Mentre adesso comincia a darmi la sensazione di
qualcosa di cui non voglio sapere niente. Tipo il ballo delle
debuttanti o... che so io... i collegi svizzeri per bambini superdotati
di sei anni.
Nate la ignora, una decisione saggia. La ragione per cui ti
ho spiegato la situazione finanziaria della mia famiglia  che
non volevo che entrassi in casa e ti sentissi spiazzata.
Giusto, e scoprirlo un'ora prima di conoscere i tuoi non
pensi abbia il medesimo effetto?
Il viaggio in autobus dura quasi tre ore.
Molto divertente.
No, non lo . Dopo la prima ora, non  per niente divertente.
Un po' nauseante, forse, ma non divertente.
Maggie lo guarda e sente qualcosa ammorbidirsi dentro
di lei. Accenna un sorriso perch lui sta sorridendo. Gli
sorride perch lui, come sempre, la fissa finch non gli sorride.
E la sta fissando come se lei fosse l'unica cosa che gli
importa davvero di vedere.
Nate, non voglio farne una questione di Stato. Ma non
saresti un po' sconvolto anche tu se le parti fossero invertite?
Insomma, tu parli di "gente con i soldi". Ma qui non si
tratta di "gente". Sono i tuoi genitori, la tua famiglia. A me
sembra grave non avere saputo una cosa del genere di te
per tutto questo tempo, specie considerando tutti i discorsi
finanziari che facciamo a causa del ristorante.
Maggie non sa come spiegarlo esattamente, neppure a se
stessa.  solo che aveva sempre creduto che Nate le avesse
detto tutto di s. Aveva pensato che tutti e due si fossero detti
tutto. Non si tratta tanto del denaro, quanto del fatto che
adesso risulta che non  cos. Nate sa tutto di lei. Ogni terribile,
noioso dettaglio che Maggie, per istinto, non avrebbe
mai condiviso con nessuno. Dettagli che invece Nate, a
modo suo, l'ha incoraggiata a condividere. Adesso si chiede
cos'altro non sappia di lui.
Ma  proprio questo il punto dice Nate. Non si tratta
di me. I soldi sono di mio nonno, o del nonno di mio nonno.
Non ho pi toccato un centesimo da quando me ne
sono andato di casa.  una decisione che ho preso moltissimo
tempo fa. Mi sono addirittura pagato gli studi da solo.
Questo lo sai.
S, Maggie lo sa. Nate gliene ha parlato quando hanno scoperto
di aver frequentato entrambi l'Universit della Virginia,
lo stesso campus, senza essersi mai incontrati perch Nate
era due anni avanti a lei, essendosi preso due anni di pausa.
Maggie pensa al suo prestito d'onore, ai millecento dollari
che doveva rifondere a una donna di nome Sallie Mae entro
il cinque di ogni mese detraendoli dal suo stipendio di critico
gastronomico; i millecento dollari che ancora oggi deve
versare ogni mese a Sallie Mae.
Be',  stato stupido da parte tua.
Nate preme la fronte contro la sua, come per dirle grazie.
Grazie per avere scherzato, grazie per il sorriso. Per essere
come sei. Maggie gli tira un orecchio e cerca di immaginarlo
ai tempi dell'universit, pensa a come  strano che avrebbero
potuto conoscersi quasi dieci anni prima di quando  successo.
Le sembra di avere intravisto Nate al campus, ha alcuni
ricordi chiari di lui: sul lato opposto della sala studenti
una domenica mattina di pioggia, mentre si asciuga le braccia
con un giornale; a una partita di basket, con la maglietta
rosso vivo dell'uvA, seduto nell'ultima fila sul lato della
squadra ospite con alcuni amici. Sono cos vividi quei ricordi,
ma come pu sapere con certezza se sono reali o immaginari?
Come pu sapere cosa sarebbe meglio?
Nate si china in avanti e le sussurra tra i capelli: Posso
dirti una cosa che non ti ho mai detto prima?. Fa una breve
pausa. Mi piaci pi di chiunque altro.
Maggie alza lo sguardo su di lui.  questo che Nate le dice
sempre, quello che si dicono sempre a vicenda: invece di "ti
amo", invece di "non ti lascer mai". Mi piaci pi di chiunque
altro, come una promessa: voglio te e ti vorr per sempre.
Anche tu mi piaci pi di chiunque altro dice Maggie.
Poi, prima che possa dare un'altra occhiata all'amico
del BlackBerry, prima che possa pensare a qualsiasi altra
cosa, arriva un autobus con una grande scritta sulla fiancata:
hampton jitney" in caratteri bianchi su fondo verde.
Maggie e Nate si mettono in coda per salire, dietro una
coppia di anziani che litiga con l'autista sulla sistemazione
di una tavola da surf: sotto l'autobus, sopra l'autobus,
di fianco.
Le prime file di sedili sono gi occupate da passeggeri
saliti alle fermate precedenti. Mentre superano la terza fila,
Maggie si accorge di una donna - esotica pi che graziosa e
incredibilmente magra - che guarda Nate mentre passa, lo
fissa, dalla testa ai piedi. Lui non sembra accorgersene, ma
Maggie s. Non si  ancora abituata al modo in cui le donne
lo guardano. All'inizio la cosa quasi le piaceva. Ma adesso
non le importa pi se qualcun'altra trova Nate attraente,
perch l'espressione di quelle donne  troppo predatoria.
Come se il suo aspetto fosse tutto ci che vedono e le sue
altre qualit umane o il fatto che non ricambi i loro sguardi
possano diventare elementi falsi, invisibili.
Raggiunti i primi posti liberi, Maggie si infila in quello
vicino al finestrino. Nate sistema i bagagli sull'apposito ripiano
in alto, si siede sul lato del corridoio e poi le porge
un sacchetto marrone.
Che cos'? gli domanda Maggie.
Il tuo piatto preferito.
Il mio piatto preferito? ripete Maggie, sbirciando dentro
il sacchetto.
Ma sa gi cos', ancora prima di guardare. Nate le ha preparato
il suo famoso intruglio di popcorn al burro di noccioline:
popcorn con salsa di burro di noccioline fatta in
casa e tutta una variet di erbe salate e dolci. Pu sembrare
disgustoso, specie di mattina, ma per Maggie  il massimo
dei cibi consolatori. E di tutte le cose raffinate e meravigliose
che Nate  in grado di cucinare cos bene, questa 
comunque quella che lei preferisce.
Quando hai trovato il tempo per prepararlo?
Nate si piega verso di lei e le d un bacio sulla guancia.
 stupefacente tutto quello che riesco a fare quando ti rifiuti
di parlarmi.
Maggie sorride. Mmh, certo commenta, e mangia un
boccone, poi un altro, inalando l'aroma dell'ingrediente segreto
(cocco) e cominciando a sentirsi meglio. Immediatamente
e assolutamente meglio.
Andr bene. Andr tutto bene. Il motivo per cui Nate fino
a oggi non le ha detto dei soldi  che per lui non  una questione
importante, non  una parte di lui e, di conseguenza,
neppure di loro due. Non ha niente a che fare con loro. Non 
cambiato niente. Andranno a trovare i genitori di Nate come
programmato, parteciperanno a quella bizzarra festa e poi
torneranno a New York e al loro ristorante in cima a Brooklyn.
Tra ventiquattr'ore tutto sar gi dietro le spalle.
Buono? le domanda Nate.
Ottimo. Grazie.
Di niente.
Maggie gli scosta i capelli dal viso, gli si avvicina ed 
in quell'istante che ha una nuova sorpresa. La ragazza che
somiglia a una modella, quella che sedeva nelle prime file,
adesso  in piedi accanto a loro. Indossa un minuscolo abito
verde, occhiali a forma di insetto e sembra molto pi bella
da questa angolazione - la magrezza che si trasforma in
scultura, l'esilit mozzafiato che diventa solo mozzafiato -,
come se fosse questa, dal basso, la prospettiva dalla quale
si suppone si debba guardarla.
Nate Huntington! Mi era sembrato che fossi tu.
Per un attimo Nate mostra imbarazzo, poi, quando gli
occhi registrano la presenza della donna, appare ancora pi
imbarazzato, come se fosse stato sorpreso a combinare qualcosa.
E, vedendo come sposta ripetutamente lo sguardo da
lei alla sconosciuta, chiunque sia, Maggie si chiede in cosa
esattamente Nate creda di essere stato sorpreso.
Murphy... dice Nate, alzandosi in piedi e abbracciando
la donna. Il mondo  piccolo.
Quando Nate si stacca da lei, Murphy - "Murphy? sul
serio?" - continua a tenergli familiarmente le braccia intorno
al collo.
Non  poi cos piccolo, mon ami. Altrimenti non sarebbe
passato cos tanto tempo dall'ultima volta che ci siamo
visti.
Maggie si posa in grembo il sacchetto di carta e cerca contemporaneamente
di raddrizzarsi a sedere, questo fa s che il
popcorn le si rovesci addosso e su tutto il sedile. La notizia
buona, e quella cattiva,  che Nate e Murphy stanno chiacchierando
cos fitto che Maggie riesce a ripulirsi prima che
se ne accorgano.
Murphy Buckley, ti presento Maggie Mackenzie. Maggie,
questa  Murphy, una vecchia amica, siamo cresciuti
insieme.
Puoi chiamarmi Murph dice la ragazza a Maggie, tendendole
la mano. Piacere di conoscerti. Ti ho vista salire.
Ho notato le tue scarpe.
"Questo significa che le sono piaciute le mie scarpe?"
Maggie abbassa lo sguardo sulle sue vecchie ballerine dorate
e sinceramente ne dubita. Nasconde d'istinto le gambe
e si sistema i capelli dietro le orecchie.  questo che fa sempre
quando si sente nervosa, si tormenta la sua cosa migliore,
o quella che ritiene essere la sua cosa migliore: i lunghi
capelli neri. E in effetti quei capelli, insieme agli occhi e alla
carnagione scuri, potrebbero indurre qualcuno ad affermare
che lei, Maggie,  carina. Ma, e questo Maggie lo sa, qualcuno
potrebbe anche sostenere la tesi opposta. Non come con
Murph. C' soltanto un'opinione possibile su di lei.
Maggie e io stiamo per sposarci annuncia Nate.
Sul serio? Non ci credo! Ti sei fidanzato? Non pensavo
che quel giorno sarebbe mai arrivato. Non ti sto giudicando
o roba del genere. Io non faccio che dire che non ho
ancora chiuso con il matrimonio e sono gi stata sposata due
volte e mezzo, ma...
Nate la interrompe, fatto inusuale per lui, dato che di solito
non interrompe mai la gente.  forse la prima volta, o
almeno la prima che ricordi, che Maggie lo sente interrompere
qualcuno. Ma gli vede qualcosa negli occhi, un atteggiamento
difensivo che in Nate scatta cos raramente che
ne resta sorpresa, innervosita.
Murph e io siamo cresciuti nella stessa strada. Proprio porta
a porta... Nate forma un triangolo con le mani, a mostrare
la posizione delle rispettive case: Murph all'intersezione dei
pollici, lui agli indici. Abbiamo fatto il liceo insieme.
Se si pu chiamare liceo dice la ragazza. Non  che si
esagerasse in balli di benvenuto o in raduni di tifosi prima
delle partite. Diciamo che eravamo in undici nel soggiorno
di casa mia con un insegnante privato, perch le nostre
famiglie ritenevano l'East Hampton High del tutto inadeguata.
Abbaglia Maggie con il suo sorriso luminoso. Non
era molto difficile essere la pi popolare del liceo, dato che
era la mia cucina a fornire tutta la Diet Coke.
Maggie cerca di incontrare lo sguardo di Nate.  cos che
vengono istruiti i mezzi miliardari?
Maggie adora la Diet Coke dice Nate.
Maggie annuisce. Sa che quello  il suo modo per cercare
di coinvolgerla nella conversazione, ma si sente ancora
peggio. Perch il modo migliore che Nate  riuscito a trovare
 una bibita.
E a chi non piace? dice Murph.
Probabilmente a quelli che la producono risponde Maggie.
 sorpresa dalla rabbia che sente nella propria voce, da
quella nota dura sotto la battuta, ma Murph non se ne accorge.
O perlomeno finge di non accorgersene, e ride forte,
gettando indietro la testa.
Gli altri passeggeri devono contorcersi per superare Murph
nel corridoio e questo induce Maggie a sperare che la ragazza
se ne torni a sedere al suo posto. Ma Murph sembra
non rendersi conto delle persone che devono passare. O forse,
semplicemente, non gliene importa.
A proposito, devo proprio sgridarti...
Evidentemente ha deciso di restare.
Come hai potuto non presentarti alla nostra riunione e
lasciarmi da sola con tutti quei pazzi, sapendo benissimo
che mi fanno morire?
Mi dispiace, ma eravamo ancora in California e stavamo
cercando di organizzarci per trasferirci qui.
Scuse, sempre scuse! Abbiamo cenato alla Soho House.
Grayson  venuto da Boston e Lis e Mario sono arrivati da
Dubai. La cena l'ha offerta Bedlan Blumberg perch, sai,
cerca sempre di fare colpo su tutti. Proprio cos. Comunque,
ci siamo scolati qualcosa come nove magnum di Veuve.
Sono quasi svenuta sul tavolo, lo giuro. E alle tre di mattina,
quando ormai eravamo tutti completamente sbronzi,
Buddy si alza in piedi per fare un brindisi, ci dice che ha
un annuncio da fare, e l'annuncio  che lui  gay. Abbiamo
pensato tutti: "Buddy, sai che cazzo di novit! Lo sappiamo
solo da una vita intera, ma grazie comunque per
l'informazione".
Murph fa una pausa, prende un respiro.  stato da morire
dal ridere.
Anche Nate comincia a ridere, un po' troppo forte. Maggie
si chiede se non le sia sfuggito qualcosa.  possibile. Cosa si
sono detti lei e Nate a proposito dei rispettivi licei? Adesso
non riesce a ricordare. Che ne abbiano parlato cos poco da
essersi erroneamente convinta che il liceo di Nate fosse in
qualche modo simile al suo? Un liceo con una grande palestra,
una cattiva mensa e una squadra di football anche peggiore?
Oppure Nate le ha detto qualcosa che l'ha indotta a
pensarlo? Lo osserva con maggiore attenzione. Cos'altro ha
dato per scontato che adesso invece dovrebbe ricordarsi di
chiedergli? Cos'altro del modo in cui Nate  cresciuto si preciser
nel corso delle prossime ventiquattro ore?
Murph ha una mano sul petto di Nate, sul suo cuore. Allora,
ho capito bene? Sei tornato da San Francisco e stai per
aprire questo grandioso ristorante?
Non lo definirei grandioso, comunque s, stiamo per
aprire un ristorante a Brooklyn. A Red Hook, per la precisione.
E per fortuna fa un passo indietro, per cui a Murph
non resta che abbassare la mano.
Nate guarda Maggie e si stringe nelle spalle, come per
dirle "mi dispiace".
Maggie scrolla le spalle a sua volta, come per dire " tutto
okay". Ma onestamente, se le  consentito essere sincera
con se stessa, non  tutto okay, o perlomeno non proprio.
Red Hook, eh? dice Murph. Non sapevo che qualcuno
ci abitasse davvero. Wow! Sei quasi un esploratore.
Qualcosa del genere dice Nate.
Quand' l'inaugurazione?
La pre-inaugurazione sar nel weekend di Halloween.
E, se tutto andr come previsto, vogliamo essere pronti e
operativi per le feste di Natale.
Eccitante.
Il passeggero dietro Murph nel corridoio si schiarisce rumorosamente
la gola. La ragazza si sposta appena, in modo
che l'uomo, comprimendosi, possa passare. Ma lui aspetta
che Murph si sposti davvero e, quando tossisce di nuovo,
lei gli lancia un'occhiata che significa "vaffanculo".
Be', sar meglio che torni davanti. Se mi sedessi qui dietro
con voi due, Capitano, mi verrebbe il mal di mare.
"Capitano?"
Vediamoci questo weekend continua Murph. Magari
ci troviamo tutti insieme e andiamo al Liars Saloon. Beviamo
qualcosa. Ci divertiamo un po'. Come ai tempi della
scuola. Non sarebbe simpatico?
Nate annuisce. Sempre se riusciamo a venire.  un weekend
un po' frenetico, in effetti siamo qui solo perch...
Oh, giusto! Come ho fatto a scordarmene? Lo so che stasera
Gwyn e Thomas danno una festa di divorzio. Se devo
dirti la verit, sono rimasta sorpresa quando ho sentito che
si separano.  una cosa temporanea, ne sono sicura, sicurissima...
Sono pronta a scommetterci. Poi Murph si volta
verso Maggie: Non adori anche tu Gwyn e Thomas? Insomma,
basta guardarli! Chi  abbastanza bello per uno di
quei due se non l'altro?.
Maggie scuote la testa. Non li conosco ancora di persona.
Ho parlato spesso al telefono con loro, ma questa sar la prima
volta che li incontro. A quanto pare, non riesce a smettere
di parlare. Faccia a faccia, voglio dire... Perch noi eravamo
in California e loro erano qui e noi dovevamo mettere
su il ristorante... e loro stanno passando un momento...
Murph inarca le sopracciglia come per chiederle: "A chi
stai parlando? A me o a te stessa?". E Maggie vorrebbe avere
una buona risposta, ma la verit  che si sta raccontando,
a voce troppo alta, tutte le ragioni per cui Nate non l'ha
ancora presentata alla sua famiglia e si sta anche chiedendo
se ne conosce davvero il motivo.
Be', in ogni caso li adorerai le assicura Murph. Ogni volta
che sono stata a casa loro, li ho sempre visti seduti vicinissimi
sul divano, che si dividevano della frutta o un bicchiere di
bourbon. Non credo di avere mai visto i miei genitori seduti
nella stessa stanza, a meno che non ci fosse anche altra gente.
Sono i miei quelli che dovrebbero divorziare, ma penso che
mia madre sia troppo stanca per mettersi a cercare casa. Fa
una pausa e scuote la testa. Ma Gwyn e Thomas sono sempre
stati una cosa sola, anno dopo anno.  un vero shock, sul
serio. Perch, sapete, dicono che sia determinante.
Determinante per cosa? le chiede Nate.
Per la felicit del matrimonio dei figli. Si tende a riprodurre
il livello di felicit del matrimonio dei genitori, quale
che fosse, o qualcosa del genere. Sei portato a emulare
quello che hai visto in casa tua.
Ridicolo dice Maggie.
Nate e Murph si voltano a guardarla. Maggie si sente avvampare.
Non intendeva dirlo a voce alta, non intendeva
dire niente a voce alta, ma adesso vuole solo che Murph se
ne vada. Subito.
Si schiarisce la gola. Voglio dire soltanto che puoi finire
con l'avere un matrimonio felice anche se hai avuto una
partenza difficile. Anche se non sei sicuro di avere avuto il
migliore dei modelli.
Quindi anche i tuoi si sono divisi? domanda Murph.
Scusa?
Ma, invece di rispondere, Murph si rivolge di nuovo a
Nate: Perci probabilmente verr anch'io. Tu sai quanto
piacciano le feste a Louis e a Marsha e non posso certo deludere
i miei genitori.
Bene, ci far piacere vederti.
Murphy saluta tutti e due con un piccolo cenno della mano
e torna al suo posto. L'autobus si mette in movimento e risale
la Quarantunesima in direzione della highway, mentre
la bigliettaia scende lungo il corridoio per consegnare a
ogni passeggero un sacchettino di pretzel e una bottiglietta
d'acqua. E per incassare i cinquantuno dollari del biglietto
di andata e ritorno.
Dopo che la bigliettaia si  allontanata, Nate si avvicina
a Maggie e le passa un braccio intorno alle spalle.
Sai,  una brava ragazza. Quando la si conosce un po'
meglio. Non  una cattiva persona.
Ci credo.  stata gentile a darti due sacchetti di pretzel.
Penso che quasi tutti ne abbiano avuto solo uno.
Stavo parlando di Murph.
So di chi stavi parlando.
Mi dispiace che ti abbia messo a disagio.
Maggie scuote la testa. Non l'ha fatto ribatte. "Ma tu
s." Cosa intendeva dire con quell'osservazione sul matrimonio?
Quale?
Be', perch ha detto che il fatto che ti sposassi la sorprendeva?
Non hai vent'anni o poco pi. Ne hai trentatr.
Perch dovrebbe essere cos sorprendente?
Io non ricordo che abbia detto qualcosa del genere dice
Nate, e sul viso gli passa un'espressione, un'espressione che
Maggie non riconosce.
Nate...
Cosa?
Mi stai mentendo?
No, non ti sto mentendo.
Maggie sa che invece  cos. Lo sa, visceralmente. Tuttavia
 troppo stanca per cercare di capire il motivo.  ancora
mattina, hanno tutta la giornata davanti. Preferisce semplicemente
credergli.
Sai cosa ti dico? Non parliamone pi per il momento.
Ascoltiamo un po' di musica invece, okay? Magari riesco
anche a dormire.
Nate sorride, sollevato, il che su Maggie produce l'effetto
opposto. Okay.
Nate prende l'iPod. Hanno due cuffie, cos possono ascoltare
la stessa canzone. E quando Maggie indovina quella che
Nate sta per scegliere, ha una buona sensazione. Moving Pictures,
Silent Films, dei Great Lake Swimmers. Nate gliel'ha
fatta ascoltare per la prima volta dopo un mese che stavano
insieme, durante un weekend in Wyoming. Stavano andando
verso Cody lungo strade secondarie - fra tutte quelle
stupende rocce arancione, l'ambiente pi simile a un luogo
alieno di qualsiasi altra cosa Maggie avesse mai visto sulla
terra - e Nate le aveva fatto sentire quella canzone. "Credo
che ti piacer" le aveva detto, e lei se ne era innamorata. E
si era innamorata di lui.
Fermalo un attimo gli dice adesso. Gli d una stretta
sulla spalla e gli passa davanti per andare in bagno a spruzzarsi
un po' d'acqua in faccia, sperando di sentirsi meglio,
sperando di scrollarsi di dosso il disagio che le si sta insinuando
dentro.
Ma come se stesse aspettando proprio lei e non semplicemente
che si liberi il bagno, ecco Murph.
Ci si rivede.
Maggie prova a sorridere. Gi.
Sei mai entrata in uno di questi bagnetti prima d'ora?
Perch altrimenti devo avvertirti.  complicato.
Davvero?
Murph annuisce. Devi entrare con l'angolazione esatta,
in caso contrario la porta ti sbatte sul sedere nudo e la
mano ti si incastra nel water. In qualunque caso, entra con
il fianco sinistro.
Buon suggerimento.
Vedrai quanto  buono, specie se non lo seguirai. Fidati
di me.
Maggie ride. Forse Murph non  il nemico. E, comunque,
che importa? Murph o non Murph. Non  irrilevante? Maggie
 stanca, troppo stanca per essere razionale. Ma far uno
sforzo: si calmer, smetter di pensare alla confessione di
Nate del mattino, smetter di preoccuparsi degli aspetti del
suo passato che non le ha raccontato, impedir all'immediato
futuro - questa stranezza della festa di divorzio - di avere
un peso maggiore di quanto abbia in realt.
Nate  una persona splendida. Lo sai, vero? Probabilmente
lo sai meglio di me. Non hai certo bisogno che te lo
dica io. Ma  quello che hanno sempre pensato tutti.  sempre
stato il ragazzo pi popolare della scuola.
Il pi popolare di tutti e undici?
Esatto. Murphy si scosta i capelli dal viso e sorride a
Maggie. Comunque sono davvero contenta per te. E un
vero incubo cercare di trovare un tipo come si deve. Al giorno
d'oggi quasi tutti gli uomini pensano che solo presentarsi
a un appuntamento sia pi che sufficiente. Pensano che,
se ti mettono una mano sul fondoschiena, poi si meritano
una specie di premio. Capisci cosa intendo dire?
Maggie sorride. Pi o meno risponde.
Facevamo sempre sesso nel bagno dei miei, Nate e io.
I miei hanno una vasca enorme con un antiscivolo pazzesco.
Ges, non avevamo proprio idea di quello che stavamo
facendo. Insomma, per le prime cinquanta volte non ne
avevamo veramente idea.
Maggie resta in silenzio.
Per poco non sviene.
In ogni caso,  l'allenamento che rende perfetti, giusto?
Puoi ringraziare me, se Nate adesso bacia cos bene.
 in questo momento che la porta si apre, dal bagno esce
un anziano signore che si sta chiudendo la lampo dei pantaloni
e Murph entra con il fianco sinistro.
Poi fa l'occhiolino a Maggie, chiude la porta e scompare.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
 figlia di un pastore. Per questo non  brava ad arrabbiarsi,
non  fatta per portare rancore. Da quando  abbastanza
grande da potersene ricordare le  sempre stato insegnato,
in continuazione, che la rabbia, o quanto meno cederle,
 sbagliata. Ogni volta che qualcuno era cattivo con lei, le
veniva detto di perdonare. Come se fosse facile. Ma a casa
sua si supponeva che lo fosse.
C'era stata quella volta, aveva otto anni ed era in seconda
elementare, che la sua compagna di classe Mia Robinsky
aveva dichiarato che le ragazze davvero alla moda dovevano
avere i ricci e che il modo migliore per ottenerli era
servirsi del burro di noccioline. Mia gliene aveva dato un
barattolo pieno e Gwyn l'aveva adoperato tutto, spalmandosi
il burro sulle ciocche bionde dalla radice alle punte e
modellando unti riccioli grumosi e appiccicosi. Poi aveva
lasciato indurire il tutto, seguendo le istruzioni di Mia.
Era stato suo padre a lavarle i capelli con un mix di ketchup
e aceto nell'acquaio della cucina, mentre lei strillava per il bruciore
e i capelli strappati: erano pi le ciocche che si staccavano
di quelle che le restavano in testa. E perfino allora, davanti
al suo isterismo, suo padre era rimasto imperturbabile.
Gwyn, tesoro le aveva detto. Mia  in fase di evoluzione.
Deve ancora imparare come comportarsi.
Come comportarsi? Come una stronza!
Suo padre le aveva dato uno schiaffo. Non proprio forte,
ma comunque uno schiaffo. Sul viso, lungo la mascella.
Quella era stata una delle due uniche volte in cui l'aveva
punita fisicamente durante l'infanzia. L'altro episodio era
stato quando Gwyn aveva messo le mani nella busta dei
trucchi di sua madre e si era quasi amputata la punta del
pollice con le forbici che ci aveva trovato dentro. Suo padre
le aveva picchiato la mano nel punto in cui si era tagliata.
Per avvertirla di stare lontana da cose che potevano ferirla.
A quanto pareva, arrabbiarsi con gli altri, non offrire agli altri
costante comprensione era altrettanto oltraggioso.
Era una lezione che Gwyn imparava di nuovo ogni volta
che un membro della congregazione si presentava a casa sua
gravato da una pena o da un dolore, qualunque fosse il problema
specifico. Le immagini ora si confondevano: l'uomo
isterico perch sua moglie incinta l'aveva lasciato; la donna
la cui madre morente si rifiutava di parlarle; il marito la
cui ex moglie aveva perso tutti i risparmi di una vita in uno
schema a piramide. Le storie peggiori che si potessero immaginare.
E la voce di suo padre che risuonava, sempre con
lo stesso mantra gentile: "Dobbiamo riuscire a dimenticare
e a perdonare.  questo il nostro dovere".
Gwyn si chiede se  per questo che suo padre non ha mai
dato troppa importanza a ci che le riusciva bene, ai successi
che otteneva. Perch avrebbe potuto farla sentire in
diritto di essere trattata in modo diverso e di doversi arrabbiare
se qualcuno non l'avesse onorata.
Dimenticare.  questo il dovere.
Gwyn gira intorno all'aeroporto, passa di nuovo accanto
al cartello con l'avviso aerei a bassa quota e sul marciapiede
vede Thomas in maglione bianco e pantaloni cachi,
i bagagli accanto ai piedi, gli occhi fissi sull'orologio digitale
di fianco all'ingresso dell'aeroporto.
Ha l'aria arrabbiata. Gwyn immagina che sia arrabbiato
con lei perch non si  fatta trovare al suo arrivo e anche
perch non sta rispondendo al cellulare per dirgli cosa fare.
Ma, quando si avvicina, suo marito si rende conto di non
essere stato abbandonato e-il viso sembra rilassarsi. Le sorride
e la saluta con la mano. In questo senso  come il padre
di Gwyn: imperturbabile. O quasi sempre imperturbabile.
Come suo padre. Come Buddha.
Gwyn non pu fare a meno di rispondere al sorriso. Ama
il viso di Thomas, perfino adesso. Dicono che con il passare
del tempo si superi. Se resti sposato con una persona
abbastanza a lungo, dopo un po' non fai pi caso alla sua
faccia, smetti di notarla. Ma a Gwyn non  mai successo.
Anche dopo una separazione di pochi giorni soltanto, ogni
volta che rivede Thomas resta sempre sorpresa dal modo
in cui il suo viso la colpisce e le fa pensare "Ehi, quest'uomo
mi appartiene. Questa faccia  mia". Adesso ci sono anche
delle rughe, naturalmente, ma secondo Gwyn le rughe
non fanno altro che scolpire quelle parti del volto che prima
sembravano un po' troppo infantili. Adesso suo marito
ha l'aria sicura di s. Come se a portarlo fin qui, a questo
preciso momento su questa terra, siano state pi giornate
buone che cattive.
Eccoti qua le dice Thomas. E sistema il bagaglio sul
sedile posteriore. Non sembra accorgersi della valigetta. Si
avvicina a Gwyn e, mentre le si siede accanto, le sfiora la
punta del naso con l'indice.  il modo strano e dolce con
cui aveva spesso l'abitudine di salutarla. Era da un po' di
tempo che non lo faceva e Gwyn pensa che questo significhi
qualcosa. E magari  cos. Ma forse non quello che lei vorrebbe.
Stavo per rinunciare ad aspettarti dice Thomas.
Allora siamo in due dice Gwyn.
Esce dall'aeroporto e, invece di prendere la strada principale
probabilmente troppo trafficata, sceglie le tortuose vie
laterali che li porteranno a casa a Montauk. Si concentra su
ci che vede al di l del parabrezza, sulle proprie mani sul
volante, sull'evitare lo sguardo di Thomas.
Con la coda dell'occhio vede suo marito slacciarsi i sandali
e appoggiare il piede sinistro sul cruscotto. Il piede cattivo,
come lo chiama lui. Senza il terzo dito tagliato di netto
in un incidente di surf, quindici anni fa. A dire la verit,
il piede cattivo  una delle parti di Thomas che Gwyn preferisce.
Quando le cose tra loro andavano meglio, aveva
l'abitudine di guardare quel piede, quel piccolo varco, si
cullava con l'idea di essere l'unica persona nella vita adulta
di Thomas a essere stata presente in entrambi i periodi.
Il prima e il dopo.
Allora dice Thomas. Cosa c' di nuovo?
Gwyn scuote la testa. Non molto, in effetti. Ho qualche
problema nel contattare il catering per stasera e questo mi
rende un po' tesa. E tua figlia...
Thomas sorride. Oggi  mia figlia?
Tua figlia, s conferma Gwyn. Quando Georgia si 
laureata in fotografia all'UCLA, quando il suo nome  comparso
sulla testata di "Rolling Stone" (assistente alla fotografia:
Georgia G. Huntington) era la figlia di Gwyn. Lo 
stata anche quando, all'inizio di quest'anno, ha cominciato
a tingersi i capelli di rosa (non avrebbe dovuto fare cose
del genere una decina di anni fa?). Ma oggi Georgia appartiene
a Thomas.
 un po' nervosa perch Denis ha avuto un qualche guaio 
con un cavatappi. Vuole che tu la chiami  per parlarne. O
che chiami Denis a Omaha.
Thomas abbassa il vetro del finestrino e Gwyn capisce
cosa sta pensando. Quindi Denis non  ancora qui? Pensavo
fosse arrivato ieri sera in aereo. Pensavo che l'avesse
promesso a Georgia.
Per Gwyn  una novit, ma non ha motivo di dubitare
di ci che dice Thomas. Georgia discute con suo padre di
cose di cui a lei non accenna nemmeno. Pu darsi che si
senta giudicata da sua madre o forse, semplicemente, sa
che suo padre, se anche la sta giudicando, non la costringer
a starlo a sentire. Probabilmente  questa la verit.
Thomas  troppo accomodante, evita sempre qualsiasi discussione.
Non critica mai nessuno, specialmente i figli.
Di conseguenza, quando entrambi avevano disapprovato
le decisioni prese da Nate dopo il liceo, o quando Georgia
aveva abbandonato il college per un periodo, era toccato
a Gwyn attivarsi. Decidere se parlare con i figli o meno.
Decidere se essere il genitore cattivo o no. Avrebbe dovuto
arrabbiarsi con suo marito per questo? Sapeva com'era
fatto Thomas ancora prima di sposarlo, quindi era inutile
rinfacciarglielo. Gwyn ha un mucchio di altre cose da rinfacciargli ora.
E comunque cosa posso fare da qui? le domanda Thomas.
Puoi dirgli di salire su quell'aereo.
Thomas annuisce, d'accordo con lei, e sta per aggiungere
qualcosa, ma poi tace. Entrambi stanno evitando la tentazione
di affrontare in dettaglio l'argomento del giorno. Ma
Gwyn vede che Thomas sta ricapitolando ci che ritiene di
doverle dire, glielo legge negli occhi, letteralmente: informazioni
sul suo viaggio e, pi di preciso, di ci che ha fatto
di inerente al buddhismo. Come se Gwyn avesse dimenticato
che la sua neonata spiritualit  la ragione per cui ora
si trovano a questo punto, come se avesse bisogno di prove
del fatto che per lui  ancora una questione importante.
Quella parte di lei che  ancora amica di suo marito vorrebbe
dirgli che non si dovrebbe sforzare tanto, che sforzarsi
cos tanto  un indizio sfacciato che sta nascondendo qualcosa.
Ma lui sta gi parlando e nessuno, tantomeno Gwyn, ha l'energia per fermarlo.
Gioved avevo un po' di tempo libero e cos sono andato
in quell'incredibile tempio in Orange County.  il secondo
pi vecchio tempio buddhista degli Stati Uniti.
Sul serio?
Thomas annuisce, non intuisce il sarcasmo della moglie,
non capisce che tutto quello che sta per dire non potrebbe
interessarle meno.
Uno degli aspetti pi interessanti  che ogni direttore
spirituale del tempio discende dalla stessa famiglia. Resta
in silenzio per un minuto, come riflettendoci sopra. Non 
incredibile? Mi sono sentito veramente ispirato per il solo
fatto di trovarmi l.  di gran lunga il tempio pi bello che io abbia mai visto.
Gwyn fa segno di s con la testa, sperando che sia una
conferma sufficiente per farlo tacere.
Sto pensando di tornarci riprende Thomas.
A quanto pare, no.
In novembre organizzano un ritiro di meditazione silenziosa
nella Santa Ynez Valley. Due settimane.
Gwyn decide di avere gi fatto la sua parte e resta in silenzio,
concentrata sulla strada. La mattina sta scivolando
via e davanti a loro si delinea la giornata: sole e aria calda,
cielo azzurro fin dove l'occhio riesce ad arrivare.  la ragione
per cui all'inizio era stata cos eccitata dal trasferimento
a Montauk. Per giornate come questa. Per gite in macchina
come questa. Invece di passare il sabato pomeriggio
nel modo terribile in cui lo passa la gente in citt - facendo
shopping, mangiando troppo al brunch, incontrando amici
che si preferirebbe non incontrare -, lei e Thomas se ne andavano
in giro, insieme. Facevano lunghe gite in macchina,
con la radio che trasmetteva una canzone dimenticata,
e guardavano il mondo intorno a loro. Gwyn preparava dei
sandwich per pranzo. E a cena si fermavano in un ristorantino
tranquillo per mangiare pesce fresco fritto o una bistecca
succulenta, con un buon vino a poco prezzo.
Quando facevano gite del genere, Gwyn indossava sempre
gli stessi shorts di jeans. Erano bianchi e minuscoli, alti sulle
cosce, tagliati in modo tale che le gambe sembrassero abbronzate
e tornite e infinitamente lunghe. Thomas aveva l'abitudine
di tenerle la mano proprio l, sull'orlo degli shorts,
per quasi tutto il giorno, la mano tra le cosce nude.
Devono essere passati almeno otto anni dall'ultima volta
che Gwyn li ha indossati, perch quelle gite del sabato
pomeriggio appartengono ormai al passato. Quell'autunno
Thomas aveva cominciato a viaggiare moltissimo per le
sue conferenze, Georgia se n'era andata di casa per il suo
primo anno al college e Gwyn aveva iniziato a trascorrere
il suo nuovo tempo libero in compagnia di Moses Wilder,
un dentista della citt. (Un dentista divorziato! Pu esserci
qualcosa di meno sexy? Forse solo un dentista divorziato di nome Moses.).
...
.
...
Moses Wilder.
...
.
...
Era stato tutto abbastanza innocente all'inizio. Moses
aveva due grossi cani da pastore e Gwyn l'accompagnava
quando li portava fuori per la passeggiata del mattino. Andava
a spasso con lui e con i suoi cani e lasciava che Moses
la coprisse di attenzioni. Tutto era diventato meno innocente
quando aveva cominciato ad accompagnarlo anche nelle
passeggiate serali e aveva lasciato che queste si concludessero
con un bicchiere di bourbon sulla veranda di Moses e
con attenzioni di tipo diverso. Ma una sera che aveva indossato
gli shorts bianchi, Moses, dopo averle teso il bicchiere
di bourbon ed essersi seduto accanto a lei, l'aveva toccata
come faceva Thomas e avrebbe potuto essere la mano di
Thomas quella sulle sue cosce, avrebbe potuto essere Thomas.
Ed era stato troppo.
Non aveva pi rivisto Moses. Aveva fatto quello che doveva
fare: si era buttata di nuovo nella sua casa, nella sua
famiglia e nella relazione con Thomas, in ogni modo possibile.
Aveva gettato via gli shorts e si era permessa di piangere
per Moses una volta soltanto. Questo non faceva di lei
un'eroina. Era esattamente ci che andava fatto. Se per te il
matrimonio viene prima di tutto, se ricordi cosa hai promesso,
se vuoi ricordarlo e fare in modo che sia importante..
A proposito, hai visto il mio cellulare? Thomas si volta
verso di lei, posando la mano sullo schienale del suo sedile.
Ero sicuro di averlo messo in valigia, ma, quando sono arrivato
in California, non l'ho trovato da nessuna parte.
Gwyn stringe forte il volante. No, non l'ho visto.
Sei sicura? Non credo di averlo portato con me.
Ti aspetti che cambi idea, se me lo chiedi pi di una volta?
domanda Gwyn, con voce pi dura di quanto vorrebbe.
Cerca di pensare a come ammorbidire il tono, per rendere
le parole meno aggressive. Ma  cos che si sente nei
confronti di Thomas: aggressiva.  questo che sta imparando,
e cio come le cose cambiano dentro di te, quando nascondi
la verit. Cambiano in modo inconciliabile. Prende
un respiro profondo e si costringe a restare calma. Forse salter fuori da solo.
E come?
Gwyn si stringe nelle spalle. Perdi qualcos'altro. Per
esempio, butta le chiavi dalla finestra e comincia a cercarle.
E allora, quando cominci a cercarle sul serio, tipo sotto
il letto o in cortile, bam.
Bam?
Ecco saltare fuori il cellulare.
Thomas le sorride, le sorride davvero, perch gli piace
quando sua moglie  strana, buffa. Gli fa tenerezza e Gwyn
sa che gli ricorda la persona che pensava lei fosse un tempo
e ora non  pi. Quando le cose tra loro erano pi facili.
Ma prima che Gwyn possa godersi il momento, quel piccolo 
ritorno di affetto, il suo telefonino  inizia a suonare e sul
display compare la scritta "Numero sconosciuto".
Fa segno a Thomas di darle un attimo e apre il cellulare.
Parla Gwyn.
Mrs Lancaster?
Lancaster. Il suo cognome da nubile. Capisce immediatamente
chi : ve, ve del catering. Finalmente  l al telefono.
 di questo che ha bisogno per assicurarsi che tutto
proceda sui binari giusti per la serata.
Copre il ricevitore e lancia un'occhiata a suo marito. Thomas
sta guardando fuori dal finestrino e non presta la minima
attenzione alla conversazione.
Ho appena sentito i suoi messaggi di questa mattina
dice ve. Mi scusi, ma sono andata a fare surf e il cellulare
non aveva campo, ma...
Ma. Gwyn smette di ascoltare perch vuole sentire il resto
di ci che suo marito stava dicendo. Senta la interrompe.
La richiamo io, okay?
Richiude il telefonino e si volta verso Thomas.
Scusa, cosa stavi dicendo?
Non so... Pensavo... Deve essere per il modo in cui stavamo
parlando... ma stavo pensando a quelle gite del sabato
che facevamo una volta, quei lunghi giri. Sar qualcosa
in questa strada, forse. Qualcosa nel modo in cui stai guidando
verso casa che mi ci fa pensare.
Gwyn resta in silenzio. Succede anche a me, potrebbe
dirgli. Perch ci stava pensando anche lei. Ancor prima
di Thomas. Ma non vuole concederglielo. Non vuole dirgli
niente.
Ricordi la prima volta che ti ho insegnato a guidare con il
cambio manuale? Eravamo nella vecchia vigna di McCully.
Cosa ne  stato di lui?  ancora in giro? Santo cielo, eri talmente
spaventata. Perch poi eri cos spaventata? Avevi un
talento naturale per la guida. Be', naturalmente dopo avere
scoperto la differenza tra prima e terza.
E ride. Gwyn cerca di non ridere. Si morde l'interno del labbro
e cerca di non ridere.  questa la parte dolorosa. L'amore
non ti lascia, non tutto a un tratto. Ritorna insinuandosi
dentro di te, facendoti pensare che ci pu essere un altro
modo, che ci pu ancora essere un altro modo e tu devi costringerti
a ricordare tutte le ragioni per cui probabilmente
un altro modo non c'.
Thomas dice.  successo secoli fa.
Quindi non ti ricordi?
Terza e quinta. Le marce con cui aveva avuto problemi
erano la terza e la quinta. Thomas aveva cercato di spiegarle
qualcosa a proposito di un movimento a H, ma sembrava
proprio che andasse oltre le sue possibilit; e avevano dovuto
fermarsi perch stavano ridendo troppo. Era come se
non riuscissero a comunicare, ma era stato divertente.
Gwyn?
Adesso lo odia. Lo odia veramente. Non voglio ricordare risponde.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
L'ultima fermata  la loro.
E arriva dopo quasi tre ore, troppe cittadine, troppe brusche
fermate e partenze, troppi campi da tennis e piscine
olimpioniche e maneggi con nomi come Prati Felici o Boccioli 
di Primavera. Non c' molta gente a fine settembre e tuttavia
Maggie guarda attenta fuori dal finestrino e, in rapide
visioni, riesce a percepire la peculiarit degli Hamptons, al
di l degli eccessi evidenti: la coppia madre-figlia in identiche
tute Juicy gialle, il corteo di decappottabili d'epoca guidate
da adolescenti, la gelateria per cani.
Ma dopo la fermata di East Hampton, qualcosa sembra
cambiare, come se l'universo stesse correggendo la propria
rotta. D'improvviso le cittadine diventano pi simili alle localit
di mare che Maggie ricorda dall'infanzia: meno suv
di lusso, pi alberi e spazi vuoti.
Case in legno che sembrano davvero abitate.
Quando il pullman entra nel centro di Montauk, nella
stazione dei bus, Maggie non vede l'ora di scoprire la citt
dove  nato Nate, vuole respirare l'aria di mare e l'odore
della spiaggia. Ma i finestrini non si aprono. Non  un'opzione
prevista. Cos chiude gli occhi e aspetta.
Nate si piega su di lei e la bacia sulla guancia, poi la bacia
di nuovo, immediatamente sotto la mascella. Siamo
arrivati le dice.
 gi qualcosa.
Nate sorride.  gi qualcosa conferma.
Maggie gli prende la mano e gliela stringe. Ci sta provando.
Sta provando veramente a far ripartire la giornata,
proprio qui e adesso, quando ne ha pi bisogno.
Quando scendono dal bus Murph  gi uscita dalla sua
vista e Maggie decide di considerarlo come il primo segnale
positivo. Il secondo  che, non appena si trova sulla terraferma
e si guarda intorno, la cittadina comincia ad affascinarla.
Montauk non  come se l'aspettava, non le d la sensazione
di essere arrivata in una localit di mare ma di trovarsi
in una citt fantasma: una stazione di polizia vuota, un ristorante
chiuso, un cartello che indica il Memory Motel pi
avanti e sullo sfondo uno spicchio appena di oceano.
Te la senti? domanda Nate, mentre lei si guarda intorno.
Perch, se non te la senti, il bus fa dietrofront tra venti
minuti circa. Possiamo tornare a New York ed essere a casa
in tempo per guardare il sole tramontare.
In tempo per "Weeds"? domanda Maggie.
In tempo addirittura per comprare un televisore per
guardarlo risponde Nate. Tu dimmi solo quando vuoi
andartene da qui.
Maggie si alza sulla punta dei piedi e gli mormora sottovoce
all'orecchio: Voglio andarmene da qui.
Nate l'abbraccia perch pensa che stia flirtando un po'.
E in effetti una parte di Maggie lo sta facendo, la parte che
sta cercando di avere la meglio sull'altra che invece vorrebbe
urlare: "Voglio andarmene subito! Perch tra noi due sta
ricominciando ad andare bene, a sembrare normale. Ma appena
succede, ecco una batosta peggiore, come sapere che
facevi sesso in ville e licei dotati di bagni sontuosi".
Ma fa un respiro profondo e lo segue. Attraversano la strada
e raggiungono il piccolo parcheggio accanto alla John's
Pancake House, dove hanno appuntamento con la sorella
di Nate. Davanti al ristorante c' un piccolo chiosco di dolci,
circondato da un gruppo di teenager che sorseggiano bibite
e mangiano caramelle; indossano tutti giacche a vento
verdi con la scritta "shs Weather Club" sulla schiena. Forse
sono in gita scolastica, Maggie non lo sa, ma all'improvviso
prova il desiderio di essere una di loro, di avere accesso
alla giornata che li aspetta: canditi appiccicosi, conversazioni
sulle correnti marine e il viaggio in pullman per tornare
al luogo da cui provengono, ovunque sia.
Prima che possa pensarci troppo, una delle ragazze che
Maggie presume fare parte del gruppo spunta da dietro il
cofano di una Volvo station wagon grigia e sporca, svelando
la pancia sporgente.
Il pancione sarebbe di per s un segnale rivelatore anche se
la ragazza non fosse identica all'ultima fotografia sul frigorifero
di casa: ciocche rosa tra i capelli biondi, canotta nofx
extra-large, jeans sbiaditi e gli stessi occhi di Nate.
Georgia. Nella foto si tiene le mani sullo stomaco, mentre
adesso regge tra le mani un secchiello di plastica da un
chilo e mezzo di caramelle. , quando alza la testa, Maggie
vede che sta succhiando una stringa verde-rosa come se fosse
una sigaretta, l'ultima sigaretta sulla terra.
Nathaniel dice la ragazza. Sei qui.
Sono qui.
 allora che Georgia si volta verso Maggie.
E sei qui anche tu!
Maggie agita la mano all'altezza del fianco - un saluto
piccolo e timido - mentre Nate lascia cadere a terra lo zaino,
abbandona la sua mano e si avvicina alla sorella.
Si china per abbracciarla, un abbraccio eccessivamente
delicato, come se avesse paura di poterla rompere. Maggie
sorride, perch sa che  proprio di questo che si preoccupa
Nate e perch  bello guardarlo insieme a Georgia. Anche
con quella sua pancia enorme, anche con quell'enorme
secchio di caramelle, sembra piccolissima accanto al fratello.
Sembra quasi appartenergli.
Georgia si stacca da Nate e tende la mano a Maggie, che
gliela stringe.
Sono contenta di conoscerti.
Sono contenta anch'io dice Georgia. Non  che fumi,
per caso?
No, Maggie non fuma dice Nate.
Stavo parlando con te? Ho chiesto a Maggie.
E io ti sto dicendo che non fuma.
Georgia si rivolge di nuovo a Maggie: Nessuno sta chiedendo
a nessuno di darmi una sigaretta. Ma qualcuno dovr
fumarne una per me. Molto presto. E ho pensato che
forse tu potevi essere all'altezza del compito.
Maggie le sorride. Non sono sicura che sia un complimento,
ma posso sicuramente farlo.
Eccellente.
Potresti cercare di non uccidere la mia ragazza appena
la incontri? dice Nate.
Georgia alza gli occhi al cielo e poi li alza di nuovo nel
caso suo fratello non se ne fosse accorto. Tende a Nate le
chiavi dell'auto e apre la portiera posteriore. Guida tu. Io
mi distendo dietro con il mio secchio di taffy. Fa una pausa,
poi punta il dito contro il fratello. Ma devo avvertirti
che se mi dici che sono enorme, o che sto ingrassando, o
che non sono la pi stupenda persona gravida che tu abbia
mai visto, te li butter tutti addosso. Anche a costo di
finire fuori strada.
Nate apre la portiera a Maggie e le fa l'occhiolino. Allora
forse questo non  il momento migliore per dirti che
sembri una balena, vero?
Georgia frusta Nate sul braccio con il taffy e Maggie comincia
a ridere. Hai fratelli? le chiede Georgia.
Maggie scuote la testa. Mi piacerebbe.
Georgia scaglia un pezzo di taffy contro suo fratello, colpendolo
sul braccio. Sul serio? Perfino adesso?
Un po' meno risponde Maggie. Sono tutti in auto ora,
Nate e Maggie davanti. Ma, invece di distendersi come aveva
detto che avrebbe fatto, Georgia passa le mani intorno
allo schienale del conducente e infila la testa nello spazio
tra i due sedili anteriori.
Nate, dobbiamo parlare.
Vedo che non perdi tempo.
Nate esce dal parcheggio e si immette nella strada principale
della cittadina. Alla sinistra di Maggie sfilano ristoranti
e negozi di attrezzature da surf; alla sua destra la spiaggia
e l'oceano diventano sempre pi grandi e lei comincia
a sentire il rumore dell'acqua, ad avvertirne la brezza.
Be', se tu mi avessi richiamata, la tua sorella incinta ora
non sarebbe cos ansiosa. Ma devi essere preparato, prima
di arrivare a casa. Sembra di essere ai confini della realt,
l dentro.
Maggie si sente immediatamente a disagio, come se non
dovesse essere presente a questa conversazione. Abbassa
il vetro del finestrino e cerca di distrarsi, ascoltando qualunque
cosa stia succedendo fuori dall'auto.
Ma Georgia le d qualche colpetto sulla spalla. Puoi
chiudere, per favore? Ho bisogno che mi ascolti anche tu.
Perch mi servir il tuo appoggio.
Per cosa?
Per quando Nate finger che non sia un gran problema
e tu mi aiuterai a convincerlo che invece lo .
Nate guarda la sorella nello specchietto retrovisore. Di
cosa stai parlando?
Be', tanto per cominciare pap  diventato un enorme
buddhista.
Un enorme buddhista? Nate ride. Non credo che si
possa essere un enorme buddhista.
 tutta la sua vita, Nate. Non parla d'altro. Per esempio,
se sento la mancanza di Denis o qualcosa del genere, lui non
fa che dirmi di vivere l'attimo presente, di permettere a me
stessa di essere presente. Il massimo che posso fare  non
dirgli: "Nell'attimo presente, tu sei un totale stronzo".
Georgia... l'ammonisce Nate.
E neppure la mamma  pi lei continua la ragazza.
Dicono che  un divorzio amichevole, ma entrambi danno
l'impressione di avere buttato gi un intero flacone di
tranquillanti per riuscire a dirlo.
Nate resta in silenzio, mentre escono dalla citt e iniziano
a salire in collina. Indica una struttura non pi grande
di un puntino, lontanissima. Da ragazzini ci buttavamo
gi da quel ponte. Da qui non si vede bene, ma sopra c'
un grande tetto e...
Nate! Ma insomma! lo interrompe Georgia. Non mi
stai neppure ascoltando. Ascoltami, per favore.
Ti sto ascoltando. Ma il divorzio  quello che vogliono
i nostri genitori, ricordi? Noi non siamo pi bambini. E di
certo non lo sono neppure loro due. Forse faresti meglio a
concentrarti sulla tua... situazione.
E questo cosa vorrebbe dire? Che, dato che non siamo
sposati, Denis e io potremmo lasciarci da un momento
all'altro? Lancia un'occhiataccia a Nate, poi si volta verso
Maggie. Tu capisci quello che sto dicendo, vero, Maggie?
Tu capisci che non va bene, vero?
Quale parte? domanda Maggie.
Quella di come sta per incasinarsi tutto quanto.
Maggie guarda Nate mettere la freccia e soffoca l'impulso
di chiedergli come mai non interviene nella discussione,
come mai non sembra avere un'opinione. Come mai d
l'impressione di essere non solo calmo, ma anche, incredibilmente...
distaccato.
Ma, prima che lei possa dire qualcosa, Nate volta di nuovo
a destra ed entra in un'area chiamata Ditch Plains: piccole
casette di legno e un basso condominio davanti alla
spiaggia e all'oceano. Poi l'auto punta verso un cartello di
strada privata, completato dalla minaccia di azioni legali
in caso di accesso. Nate entra comunque e percorre tutta la
strada, superando numerosi, lunghi vialetti con alte cancellate
fino ad arrivare all'ultimo. All'imboccatura del vialetto
c' una piccola roccia su cui, con la vernice bianca, 
stata tracciata la scritta "Huntington Hall".
Come mai suona familiare? Maggie non lo sa, non finch
arrivano in fondo al vialetto e appare la casa di famiglia di
Nate. Ed  allora che il ricordo le arriva di colpo, in un lampo
luminoso, quasi come in un filmino amatoriale: zoom su
uno scatolone pieno di cartoline illustrate. Panoramica in una
camera da letto infantile, la stanza di Maggie, con Maggie
seduta in un angolo che studia le sue cartoline. Lo faceva
per ore. Anzi, era quello che avrebbe voluto fare da grande.
Voleva fare le cartoline. Pensava che, per farle, bisognasse
andare in tutti i posti dove venivano scattate le foto.
Maggie ama quelle cartoline. Sono l'unico bene che ha conservato,
tutt'ora al sicuro nella sua stanza di bambina. Quelle
centinaia di cartoline, molte delle quali ricorda ancora perfettamente.
 per questo che il nome ha fatto risuonare qualcosa
dentro di lei. Huntington Hall. Hunt Hall. Sul retro della
cartolina, era cos che veniva etichettata: "Hunt Hall, Cottage
Estivo". E adesso, davanti a lei, la foto a grandezza naturale:
una casa vittoriana con un elegante colonnato bianco,
un'enorme veranda tutto intorno, una banderuola in cima al
terzo piano, scogliere a picco fino a perdita d'occhio.
C' una cartolina di casa tua dice Maggie. Si volta verso
Nate. Tu sei cresciuto in una cartolina?
Ce l'hai? le chiede Georgia. Che forte!
 in questo momento che il telefonino della ragazza comincia
a suonare.
 Denis! Ferma la macchina.
E, non appena Nate obbedisce, Georgia si piega in avanti,
toglie la chiave dall'accensione, scende dall'auto, lasciando
la portiera aperta e si allontana di corsa, verso un
punto dove possa parlare con Denis in privato. Maggie la
vede fermarsi accanto agli scalini che portano alla veranda,
aprire il telefonino e posarsi istintivamente la mano libera
sullo stomaco.
Maggie tiene lo sguardo fisso su Georgia, si concentra
su di lei e non sulla casa e neppure su Nate, il quale per
scivola sul sedile del passeggero, la prende in braccio e le
stringe una gamba. Maggie non sa perch le venga in mente,
ma succede: il ricordo di loro due seduti al pronto soccorso
dell'ospedale vicino alla casa di suo padre, dopo che
le era caduta una cassa dello stereo sul piede. La stava trasportando
attraverso il bar e l'aveva lasciata cadere, procurandosi
un taglio alla caviglia. Era la prima volta che Nate
andava a casa sua, ed era rimasto per tutta la notte in ospedale
con lei, premendo ghiaccio sulla ferita, aspettando che
la fila avanzasse fino al medico di turno, che le aveva ricucito
il taglio e le aveva detto che poteva andare a casa.
Forse quel ricordo le torna alla mente con tanta intensit
perch l'unica altra volta che era stata in quell'ospedale
c'era stata da sola, dopo essersi fratturata un polso durante
una partita di lacrosse al liceo. Non era riuscita a mettersi
in contatto con suo padre, n tantomeno avrebbe poi potuto
contare sulle sue capacit infermieristiche.
Non posso credere che tu sia cresciuto qui... dice a Nate,
scuotendo la testa.
Ti senti sopraffatta?
Perch dovrei? Non devo neppure preoccuparmi di dover
incontrare i tuoi genitori. Posso alzare una tenda sulla scogliera
e, se voglio, restarmene nascosta per tutto il weekend.
Molto divertente dice Nate. Le sorride, felice. Per
ti piace?
E a chi non piacerebbe? Maggie indica con il dito un
mezzo ettaro di radura vicino a un dondolo, o a quello che
sembra un dondolo, quasi sul bordo della scogliera. Potremmo
costruirci una tenda mongola laggi.
Be', questo comporterebbe tornare qui con una certa
frequenza.
E sarebbe una brutta cosa?
Nate le stringe il ginocchio e, per un momento, d l'impressione
di essersi appena ricordato un'altra cosa, una cosa
che deve dirle. Maggie non capisce: Nate gliel'ha gi detto,
no? La faccenda finanziaria  gi saltata fuori, cos come il
nome Champ e perfino la storia da incubo della fidanzata
del liceo. Di cos'altro pu essere preoccupato?
Prima di poterglielo chiedere, sente uno stridio di pneumatici
e si volta a guardare dal lunotto posteriore, giusto
in tempo per vedere arrivare a marcia indietro e a tutta velocit
un grosso furgone bianco con due tavole da surf sul
tettuccio. Il furgone  a due centimetri dalla loro auto quando
il conducente pesta sul freno con forza, ma non abbastanza
rapidamente. Prosegue la sua corsa all'indietro e,
con due sobbalzi finali, cozza violentemente contro il retro
della Volvo.
Maggie viene sospinta in avanti, la mano che si tende
verso il cruscotto, la testa che sbatte contro il braccio. Nate
la colpisce sulla spalla. Doppio impatto.
Ges... dice Nate. Stai bene?
Maggie si tasta, si tocca la testa. Non sente male, o almeno
non molto. Ma la botta l'ha confusa. Per un istante le ha
fatto perdere l'orientamento. Scuote la testa, apre e chiude
gli occhi con forza, cerca di riprendersi. Ha visto accadere
l'incidente, ma non ha potuto evitarlo, e adesso lo rivede.
Sto bene risponde. E tu?
Nate annuisce. Scendono dall'auto e si spostano sul retro
per verificare i danni, per sapere chi  stato a colpirli.
L'altro conducente sta facendo manovra, adesso il muso
del furgone  rivolto verso di loro. Poi anche lei scende dal
veicolo.  una donna, pi o meno della loro et, ha i capelli 
rossi raccolti in due trecce e indossa una giacca da chef
troppo grande. Sta fissando il parafango dell'auto, le mani
alla testa e le dita che scorrono sulle trecce.
Merda! dice. Merda, merda, merda, MERDA!
Maggie segue lo sguardo della donna fino all'ammaccatura
provocata dal furgone, e la profonda incrinatura accanto
al fanalino posteriore. Se si trattasse di un'auto nuova, e
non di una vecchia station wagon, forse il danno sembrerebbe
peggiore. Ma nel contesto di graffi e scalfitture del
parafango, non  poi una gran cosa. Non  una gran cosa a
meno che tu sappia dove guardare.
Non ci posso credere dice la donna. Stavo facendo
marcia indietro in modo da potermi girare... Indica il vialetto.
E non stavo attenta, o stavo prestando attenzione
alla cosa sbagliata, perch poi vi ho visto nello specchietto
e ho cercato di fermarmi, ma devo avere pestato troppo
forte sul freno e il furgone ha fatto un salto indietro. Il resto
lo sapete...
Maggie la sta osservando. Vista da vicino, sembra pi vecchia
di quello che ha pensato guardandola da una certa distanza.
Ma in realt Maggie pensa che la sua prima impressione
fosse giusta e che la ragazza abbia ventotto, ventinove
anni al massimo. Probabilmente  pi giovane di lei. Il corpo
 ancora tonico ed elastico, ma il viso  come inaridito,
segnato da troppe giornate trascorse in spiaggia, sull'oceano.
E c' un po' troppa tristezza su quel volto.
Mi dispiace moltissimo continua la donna. Non vi ho
distrutto la macchina, vero? Non mi sembra di avere combinato
un grosso guaio, ma  difficile a dirsi. Forse dovremo
portare l'auto da qualche parte.
Nate scrolla le spalle. Non si preoccupi.  una macchina
vecchissima, ha visto di peggio. Probabilmente nella sola
giornata di oggi.
Dice davvero? La ragazza sembra incredibilmente sollevata.
Con un gesto, indica lo spazio dietro di s. Perch
mi devo occupare del catering per la festa di questa sera nella
villa accanto, ed  una cosa grossa. Ho passato gli ultimi
giorni a lavorare.
Maggie guarda le tavole da surf sul tettuccio del furgone:
sono ancora bagnate e lucenti, utilizzate da pochissimo.
Poi d un'occhiata all'interno del veicolo e vede un uomo
addormentato accanto al posto di guida.
O almeno la maggior parte delle ultime trentasei ore
precisa la donna.
Maggie arrossisce, sentendosi colta di sorpresa. Non intendevo
dire niente.
No, no... Ecco, detto tra noi, non dovrei proprio fare il
catering per una festa cos grande, ma non ho saputo dire
di no. Il lavoro di questa sera mi pagher un anno di affitto.
Due anni di affitto. Chi potrebbe dire di no a una cosa
del genere?
Maggie si stringe nelle spalle. Nessuno.
Comunque la governante della casa accanto... i proprietari
si chiamano Buckley?... era tutta confusa e mi ha detto
di venire qui. Ha detto che il mio catering deve essere qui.
A me sembra improbabile, posso anche essere fuori di testa,
ma non cos tanto.
Maggie guarda Nate, cercando di chiedergli con gli occhi:
"I Buckley come Murphy Buckley?".
Ma Nate non risponde e tende la mano alla ragazza. Tu
sei ve?
Come fai a saperlo?
Nate indica con il dito la grande scritta in corsivo azzurro
eve's kitchen sulla fiancata destra del furgone, sulla quale
compaiono anche dei pomodori, gialli, verdi e rossi. Tra
i pomodori si snodano piante rampicanti che arrivano fin
sul muso del furgone e sul parabrezza.
Il viso della ragazza si rilassa. S, sono ve. E quello seduto
l dentro  Tyler. D un colpo sul finestrino e Tyler si sveglia,
anche se per poco, e li saluta con il segno della pace.
Maggie gli risponde allo stesso modo.
Io sono Nate. E questa  Maggie. E quella laggi... indica
Georgia, che sta staccando rametti da un cespuglio mentre
continua a parlare con Denis. Quella  mia sorella, che,
a quanto pare, non pu essere disturbata quando  al telefono,
nemmeno in caso di incidente automobilistico.
ve annuisce. Capito: non disturbare sorella incinta al
telefono.
Nate sorride. Allora, sono un po' confuso: anche i Buckley
danno un party?
No, lo danno i Lancaster.
I Lancaster? Nate la guarda, confuso. Intendi dire Gwyn
Lancaster?  mia madre. Quello  il suo nome da nubile. E
questa  la casa giusta, proprio qui. Indica Hunt Hall.
ve estrae dalla tasca un piccolo blocco rosso per gli appunti,
con un'immagine di Karl Marx in copertina. Passa lo
sguardo dal blocchetto alla casa, nella speranza una delle
due cose possa fornirle un indizio su ci che le sfugge.
Strano dice. Da quello che ho scritto, dovrei andare
nella casa accanto.
Forse mia madre vuole che tu ti organizzi l. I Buckley
sono nostri ottimi amici, per cui  possibile.
"Nostri ottimi amici?" Maggie lancia un'occhiata a
Nate, occhiata che lui non nota o che comunque decide
di ignorare.
Sta ancora guardando ve. Mia madre ti crea dei problemi?
Mia sorella pensa che questo party la stia stressando.
Tua madre? Oh, no,  adorabile. Credo che il catering al
quale si era rivolta abbia rinunciato all'ultimo momento. Mi
ha telefonato due giorni fa, assolutamente disperata. Fa una
pausa. Ma gentile, perfino nella disperazione. E mi ha offerto
un mucchio di soldi. Troppi soldi. Ma immagino che,
se ha invitato duecento persone a casa tua...
Duecento? ripete Maggie voltandosi verso Nate. "Credevo
che stasera fosse una cosa piccola..."
Nate le risponde stringendosi nelle spalle e per un secondo
Maggie pensa che il gesto significhi "Lo credevo anch'io".
Ma poi sul viso gli legge la consapevolezza, come se fosse
gi stato al corrente delle dimensioni della festa di questa
sera e si fosse semplicemente dimenticato di dirglielo,
o addirittura di ammetterlo con se stesso.
Be', adesso mi faccio dare le chiavi della macchina da
mia sorella, cos noi possiamo toglierci dai piedi e tu puoi
entrare in casa e cominciare a lavorare. Chiama Georgia,
ma lei non gli risponde, neppure per dirgli di aspettare un
secondo. Allora Nate si avvia verso di lei e grida, pi forte:
Ehi, Miss Huntington! Ci puoi dare quelle chiavi per
un momento?.
ve tende una mano e tocca il braccio di Maggie.
Senti, come ha appena chiamato sua sorella?
Maggie si volta e guarda la ragazza, che le sembra un bel
po' pallida e molto a disagio. Maggie  confusa e non riesce
a capire il senso della domanda.
Intendi dire quando l'ha chiamata Miss Huntington? 
il suo nome: Georgia Huntington.
E lui  Nate Huntington? Quindi loro sono... i figli di Gwyn
e Thomas? I genitori sono Thomas e Gwyn Huntington.
L'ultima frase non sembra una domanda, per cui Maggie
non risponde e si limita a guardare ve che cerca di ricomporsi,
chiedendosi come mai i suoi futuri suoceri siano
cos noti. E talmente minacciosi da spingere questa surfista
socialista, che a Maggie sembra un tipo difficilmente impressionabile,
a preferire di fare qualsiasi altra cosa al mondo
piuttosto che conoscerli.
Involontariamente, lo sguardo di Maggie scivola di nuovo
sulla casa e sul luminoso terrazzino sulla torretta. E crede
di indovinare la risposta: Gwyn ha usato il suo nome da
ragazza proprio per evitare questo momento, il momento
in cui ve si sarebbe spaventata. E perch non dovrebbe?
Maggie immagina che un party del genere possa essere potenzialmente
"esplosivo" per una giovane imprenditrice del
catering. Tantissime persone con tantissimi soldi vorranno
utilizzare quel nuovo servizio alla moda per il loro prossimo
evento, per la prossima cena del venerd, per il prossimo
picnic in riva al mare.
ve sembra sconvolta da questa possibilit e Maggie si
sente costretta a scherzare per cercare di sdrammatizzare.
Be', adesso mi stai spaventando. Sto per incontrarli per la
prima volta.
ve scuote la testa e, come riprendendosi, si schiarisce
la gola. Mi dispiace, non devi spaventarti. Sono persone a
posto. O perlomeno, ho sentito dire che sono persone a posto.
Mrs Huntington ha una reputazione qui in giro.
Una reputazione per cosa?
Per essere Mrs Huntington.
Ma prima che ve possa spiegarsi meglio, Nate torna
verso l'auto con le chiavi di Georgia in mano.
Adesso la sposto dice, avvicinandosi e poi ti aiuter a
portare dentro le tue cose. Non puoi farcela da sola.
Maggie guarda attraverso il finestrino sul retro del furgone
e intravede numerosi vassoi di hors d'oeuvres che, sotto
la pellicola di plastica, appaiono come variazioni infinite
di enormi cappelle di funghi.
Non c' problema. Tyler e io abbiamo tutto sotto controllo.
Giusto, T? ve d un colpo sulla fiancata del furgone.
Il tizio a bordo fa un sobbalzo, si guarda intorno e questa
volta rimane sveglio.
Be', considera l'offerta valida per qualsiasi altra cosa ti
possa servire oggi dice Nate. Possiamo fare commissioni
per te, trovarti magari un ortaggio rarissimo. Non importa
se significa dover guidare per un'ora. O anche due.
L'occhiata che Maggie lancia a Nate vuole dire "molto
divertente".
ve sorride. Lo terr a mente. Grazie.
Maggie tende una mano e copre il graffio sulla Volvo. E
ci occuperemo noi del danno. Sempre che ce ne sia bisogno.
Non occorre che i genitori di Nate lo sappiano.
Forse non stava a lei dire una cosa del genere, ma Maggie
ha deciso che, se sar necessario, pagher lei stessa.
Qualsiasi cosa, purch ve non sembri pi sul punto di avere
una crisi di nervi davanti a loro.
Siete sicuri? domanda la ragazza.
Assolutamente conferma Nate. Poteva andare molto
peggio. Non hai idea di quello che ci aspetta l dentro.
ve ride, un po' troppo forte, come se fosse a conoscenza
di qualcosa che Nate e Maggie non sanno. O di qualcosa
che scopriranno presto. Be'... immagino che ci rivedremo pi tardi.
Bene.
Maggie sale in auto con Nate, che manovra spostandosi sul bordo del vialetto.
ve li saluta con la mano e risale sul suo furgone. Ma,
invece di avvicinarsi alla casa, inserisce la retromarcia e si
avvia direttamente verso l'uscita di Ditch Plains. Alla massima
velocit consentita dal furgone.
Nate fissa il vialetto ora deserto come se non potesse credere
ai suoi occhi. Non va a casa? E le cappelle di funghi?
Immagino che dovranno aspettare.
Nate si stringe nelle spalle. Forse non  ancora pronta.
Maggie guarda di nuovo la casa-monumento nazionale
le cui colonne le sembrano cartelli di benvenuto a un
mondo che non ha del tutto voglia di visitare. E l'ampia
veranda  la promessa di qualcosa per cui forse non  ancora pronta.
Conosco quella sensazione dice, ed entra in casa con Nate.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
Questo  ci che ricorda.
La prima volta che  venuta a Montauk con Thomas
per vedere il luogo dove viveva era inverno e faceva un
freddo da morire. E lei, da sola, era arrivata fino a qui, al
confine della propriet, fino a questa scogliera che sovrasta
la spiaggia, ed era rimasta in piedi a guardare il sole
che calava lentamente. Aveva solo ventidue anni, rabbrividiva
per il gelo, ma l, in piedi sulla scogliera, aveva visto
la propria vita dispiegarsi davanti a s. Ma forse, detto
cos,  troppo facile. Forse  pi vicino alla verit dire
che, per la prima volta, aveva visto qualcosa di promettente
nella sua vita, qualcosa da cui non voleva distogliere
lo sguardo. Perfino adesso, dopo tanti anni, ricorda ancora
cosa ha provato quel giorno, guardando l'oceano. Ricorda
ancora che quello  stato il momento in cui questo
posto  diventato suo.
Adesso si siede sul dondolo, il piccolo dondolo di legno
regalo di nozze dei genitori di Thomas. Il dondolo che
Champ aveva costruito per loro.  un bell'oggetto e Gwyn
viene a sedersi qui tutti i giorni. Per leggere o lavorare a
maglia, o anche solo per bersi il caff del mattino e dare
un'occhiata al giornale. Oppure, come oggi, per prepararsi
a qualcosa che non vuole fare.
In quel primo weekend, per, il dondolo non c'era
ancora e lei era rimasta l in piedi per prepararsi a tutto ci
che voleva fare.
Thomas era nervosissimo all'idea di mostrarle il posto
dove era cresciuto. All'epoca aveva gi cominciato a lavorare
alla clinica locale, per cui non le stava mostrando soltanto
il suo passato, ma anche il loro futuro. Se mai Gwyn
avesse deciso di condividerlo con lui. Avrebbero vissuto l,
alla fine del mondo, cosa che allora, in teoria, le era sembrata
romantica. Ma vedere il luogo di persona nel bel mezzo
di un freddissimo inverno trasmetteva una sensazione
pi complessa, pi vicina a qualcosa che Thomas le aveva
spiegato: "O adorerai questa quiete o non riuscirai ad accettarla.
E sar questo che far la differenza, nell'immaginare
se potr diventare anche la tua vita".
Era stato allora che Gwyn aveva cominciato a capire che
non ci sarebbero stati solo lei e Thomas, ma che quel terzo
componente, la casa stessa, avrebbe imposto a tutti e due le
sue condizioni. La casa, nel suo isolamento, avrebbe richiesto
un matrimonio pi forte e allo stesso tempo pi libero di
quanto sarebbe stato necessario se fossero vissuti da un'altra
parte. In citt o in campagna, ma meno vicino al confine
del mondo, e che esigesse meno impegno per far funzionare
le cose. Molto semplicemente, che chiedesse meno.
Thomas non  al corrente dell'episodio. Quel primo pomeriggio
Gwyn era andata in citt per comprare dei succhi
di frutta e aveva chiamato sua sorella Jillian dal telefono
pubblico lungo la Old Montauk Highway. Era perseguitata
da una domanda: come mai ci aveva messo tanto tempo
a capire che le veniva chiesto di entrare nella vita gi programmata
di un'altra persona. Oppure uscirne.
Cosa vuoi sapere da me? le aveva domandato Jillian.
Voglio che tu mi dica che Thomas ti piace. Voglio che tu
mi dica che funzioner.
Thomas mi piace aveva risposto Jillian. E probabilmente
non funzioner.
E tu come fai a saperlo?
Perch di solito mi fai queste domande solo quando hai
bisogno di sentire una risposta che non puoi darti da sola.
Poi Jillian aveva smesso di dirle le sue opinioni e le aveva
ricordato invece una cosa che il padre aveva fatto quando
la famiglia si era trasferita in quella casa coloniale a Macon
- Gwyn aveva solo quattro anni -, la casa in cui i loro genitori
avrebbero vissuto fino alla morte. Pap aveva detto
che, quando fossero cresciute e avessero trovato quella che
volevano diventasse la loro casa, avrebbero dovuto trovarsi
un posticino sicuro ed esprimere tre desideri. Potevano
contare sul fatto che i loro tre desideri si sarebbero realizzati,
ma tre soltanto, per cui avrebbero dovuto formularli
con grande attenzione.
Probabilmente a Jillian era rimasto impresso, come sarebbe
rimasto impresso a Gwyn, perch il padre non diceva
mai cose del genere. Cose superstiziose. Ma in quel momento
era convinto che avessero diritto a tre desideri, se
fossero state tanto coraggiose da immaginare che quel luogo
sarebbe potuto diventare la loro casa.
Cos quella prima sera - una volta deciso che Montauk
sarebbe diventata la sua casa - Gwyn, in piedi sul bordo
di questa scogliera, l'aveva fatto. Aveva espresso i suoi desideri.
Aveva sigillato il suo destino.
Non aveva mai detto a nessuno cosa aveva desiderato,
neppure a Jillian. E non aveva detto a nessuno che si era
tenuta in serbo il terzo desiderio. L'aveva lasciato da parte
per il giorno in cui avesse avuto bisogno di affrontare qualcosa
di pi grande di quanto potesse immaginare o programmare
al momento: che uno dei suoi figli guarisse, che
si potesse evitare un incidente stradale, che la morte non
prendesse Thomas prima di lei.
Ma ora sta per utilizzarlo, sul bordo della scogliera, la
sua scogliera, e lo esamina, lo studia, finch ce l'ha ancora
a disposizione.
Questo momento, questo desiderio.
Thomas  stato al centro dei primi due: il desiderio di
sposarlo, il desiderio di avere figli sani e felici. Desideri cos
nella media, cos poco specifici. Tanto vale che ora Thomas
si prenda anche il terzo.
Gwyn si alza dal dondolo. Inspira l'azzurro del cielo e
l'aria che collassa e si fa pi sottile intorno a lei. Non sente
ancora la tempesta che si sta preparando, o non sa darle
un nome, ma avverte comunque qualcosa.
Esprime il desiderio.
Che Thomas soffra.
Poi apre la mano chiusa a pugno e guarda il cellulare di suo marito.  piccolo e nero. La lucetta rossa lampeggia brillante.
Ci sono messaggi che lo aspettano. Numeri di telefono di cui forse Thomas pensa di avere bisogno, ma che per il momento non avr.
L'oceano dista venticinque metri. Gwyn ritrae il braccio, prende la mira e fa volare il telefonino.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
C' una statua di Buddha in soggiorno.
Dorato e alto pi di un metro, siede imponente contro la
parete tra le due finestre. E sorride.
Maggie si china davanti a lui e lo guarda dritto negli occhi.
Dritto nel sorriso tra le guance larghe. Vorrebbe tendere
la mano e toccarlo, esattamente nel punto in cui quel sorriso
e quelle guance si incontrano.
Thomas le si avvicina da dietro e le porge un bicchiere
di t ghiacciato. Ha pi di cent'anni le dice.  appena arrivato.
Il Buddha o il t? chiede Maggie.
Thomas ride ed  un bene, perch, non appena le parole
le escono di bocca, Maggie si rende conto che avrebbero
potuto essere recepite male. La gentilezza di Thomas
sembra confermarle l'ipotesi che il padre sia come Nate da
quell'importante punto di vista:  aperto, non d giudizi.
Con riluttanza, Maggie torna a sedersi sul divano di fronte
a lui. Non vuole guardarlo, non apertamente. Di persona
assomiglia moltissimo a Nate: stesso naso, stessi capelli
e stessi occhi. Osservandolo, Maggie ha un po' la sensazione
di sbirciare nel proprio futuro. Ecco come sar Nate fra
trent'anni. Ecco come sar Nate quando nostro figlio verr
a casa per la prima volta con la fidanzata.
Si guarda intorno. La stanza  d'ispirazione asiatica, con
finestre alte due metri e mezzo e pareti di un giallo caldo.
Una bella libreria grande, in mogano, ne occupa una mentre
su quella opposta  dipinto un ideogramma cinese. Se
Maggie ci riflette, questa stanza - quello che c' dentro -
probabilmente vale pi dell'intera casa di suo padre. Cerca
di pensare a qualcos'altro.
Le sembra che il Buddha stia ridendo di lei. Si copre la
visione laterale con la mano, si morde il labbro e prova ad
ascoltare il padre di Nate, che comincia a raccontare della
sua conferenza e del tempio in Orange County che  andato
a visitare mentre si trovava da quelle parti.
Maggie e Nate siedono sul divano, Thomas sulla grande
poltrona di fronte a loro e Georgia  distesa sul pavimento,
supina, ai piedi del padre. Gwyn non si  ancora
materializzata.
Sto pensando di tornare laggi per un po' per seguire
qualche corso dice Thomas. Una volta sistemate le cose.
Vuoi dire una volta sistemato il divorzio? gli domanda
Georgia. Puoi dirlo, pap. Stasera lo festeggeremo, no?
Festeggeremo tutto quello che c' stato prima, Georgia
dice Thomas.
Che differenza c'? chiede la ragazza.
 il nostro modo per ricordarvi che qui non c' nessuno
da biasimare.
" una risposta?" Maggie guarda Nate, il quale sta annuendo,
come se avesse capito quello che ha detto suo padre.
E forse capisce davvero, forse capisce qualcosa che a
Maggie sfugge, per esempio in che misura quella possa essere
una risposta alla domanda di Georgia. A suo parere,
sembra pi una risposta che Thomas vuole comunque dare,
quale che sia la domanda che gli viene rivolta. In modo da
arrivare a crederci.
Ma poi, prima di poter riflettere sul perch tutto questo la
colpisca, sente dei passi lungo il corridoio ed ecco che Gwyn
entra. Vola nella stanza, con i suoi lunghi capelli biondi e
un abito chiaro e aderente che le arriva fino ai piedi nudi.
Sembra lo spot pubblicitario di se stessa e Maggie  costretta
a constatare che lei non assomiglier a Gwyn, quando suo
figlio verr a casa con la fidanzata. Gwyn  una donna ancora
molto bella, di una bellezza sempre evidente, aggraziata
ed elegante, che somiglia moltissimo alla persona che
 sempre stata. Ci sono donne cos e Maggie ritiene che, se
ti osservi con attenzione, puoi capire presto se sarai una di
loro. Probabilmente, se non ti osservi mai con attenzione,
vuol dire che non lo sarai.
Gwyn punta direttamente verso Maggie e Nate e si china
per abbracciare suo figlio prima ancora che lui possa alzarsi
in piedi.
Pare che ci bagneremo un po' alla nostra festa dice
Gwyn. Mi sembra che stia arrivando una tempesta. Forse
dovremmo spostare tutto all'interno... cosa ne pensi? Non
vorrei, ma il granaio sta davvero cadendo a pezzi...
Questo ancora prima di salutare.
Questo prima di qualsiasi altra cosa.
Ciao, Champ dice Gwyn, staccandosi dal figlio. E per
un secondo Maggie spalanca gli occhi, perch pensa che
Gwyn l'abbia chiamato con il suo vero nome, il nome di
battesimo, ma poi si rende conto che si tratta di un soprannome.
Come chiamare Nate "bimbo". O "Sport", come fa
Maggie a volte.
Gwyn posa la mano sulla guancia di suo figlio. 
Che bello rivederti gli dice. E poi, ancora in ginocchio, si volta verso
Maggie: E tu devi essere Celine, vero?.
Restano tutti in silenzio.
Sto scherzando! Gwyn stringe un ginocchio a Maggie
e poi si piega in avanti per un abbraccio, un abbraccio
vero. Sono veramente contentissima di conoscerti le dice
all'orecchio, in modo che senta solo lei.
Anch'io risponde Maggie, e sorride.
Sa che ha l'abitudine di giudicare troppo in fretta le persone,
lo sa, ma Gwyn le piace, subito, in parte perch vede
ci che avrebbe potuto sfuggirle se la sua futura suocera
non si fosse chinata su di lei per salutarla: la dolcezza negli
occhi. Una dolcezza autentica. Per un secondo pensa a
tutto ci che Nate ha avuto crescendo. Questi due genitori
affettuosi, questa casa. Anche se i suoi si stanno separando,
non riesce a capire perch nel corso dell'ultimo anno e
mezzo Nate non abbia mai espresso il desiderio di tornare
qui, da loro.
Maggie cerca di scrollarsi di dosso la domanda, mentre
Gwyn si rialza, va a sedersi accanto a Georgia, prende
il bicchiere dalle mani di Thomas e beve un sorso, il tutto
in un unico movimento fluido. Si sistema sul pavimento,
con l'abito che le fascia le gambe, e si avvicina il pi possibile
a sua figlia.
Allora, cosa mi sono persa? domanda. Avete fatto un
buon viaggio?
Abbastanza risponde Nate. Finch siamo arrivati nel
vialetto.
Perch? Cos' successo nel vialetto?
Niente dice Nate, e scuote la testa, ricordando che avevano
deciso di non sollevare l'argomento. Solo che mia sorella
 scesa dall'auto per rispondere al telefono mentre stavo
ancora guidando.
Fai la spia? interviene Georgia. Hai ancora nove
anni?
Nate sorride, orgoglioso di s. Ho appena compiuto i
dieci.
Ma a quel punto Thomas li interrompe: Georgia, non
 che hai usato il mio cellulare, vero? Per la tua telefonata.
Non riesco a trovarlo.
Perch dovrei usare il tuo cellulare?
E infatti non lo faresti dice Gwyn, mettendo una mano
sulla spalla di Georgia e cominciando a massaggiarla. Poi
alza lo sguardo sul padre di Nate. Lascia perdere, Thomas.
 andato.
E Maggie rimane sorpresa, perch quei due le sembrano
cos dolci, perfino nel bel mezzo di un divorzio, e ora invece
nella voce di Gwyn sente rabbia.
Forse latente, ma comunque rabbia.
Guarda Nate, che per sembra non essersi accorto di nulla,
e conclude di essersi immaginata tutto.
Ehi, a proposito: c'era quella del catering dice Georgia,
puntando il dito in direzione del vialetto. E ha detto
a Nate e a Maggie che stasera arriveranno duecento persone.
 un errore, vero?
Voi ragazzi avete incontrato l'addetta al catering? domanda
Gwyn togliendo la mano dalla spalla di Georgia.
Thomas, l'hai incontrata anche tu?
Mamma, questo non c'entra, ti pare? Perch questa sera
vengono duecento persone? Dovevano essere, Be', tipo-
sette dice Georgia.
Non abbiamo mai detto sette ribatte Gwyn.
Tu avevi parlato di una piccola cerimonia d'addio.
E questo equivale al numero sette? Da quando?
Georgia lancia un'occhiataccia alla madre. Perch non
ci hai avvertiti?  perch pensavi che Nate non sarebbe
venuto?
A Nate l'avevamo detto interviene Thomas.
"Gliel'avevano detto?" Maggie guarda il suo fidanzato.
"Tu lo sapevi?"
Ma Nate evita il suo sguardo. Si sta studiando le mani,
come se questa fosse una conversazione fra estranei che
parlano a voce troppo alta nella sala d'aspetto del dentista,
come se volesse solo che finisca. Alza gli occhi su sua
sorella. Stavamo talmente impazzendo con il trasloco e il
ristorante che immagino di non averci fatto caso.
Che sorpresa! Per quanto ne so, non eviti mai di affrontare
situazioni che non hai voglia di gestire, vero? gli dice
Georgia.
Maggie sta quasi per chiedere a voce alta "E questo cosa
significa?" ma Georgia si sta gi rivolgendo di nuovo alla madre:
Perch non mi hai detto le dimensioni della serata?.
Non volevamo sconvolgerti, visto che eri incinta dice
Thomas.
Sono ancora incinta.
Be', non volevamo sconvolgerti mentre eri un po' meno
incinta dice Gwyn. Comunque non c' alcun bisogno di
essere turbati. Stasera sar tutto piacevolissimo. Solo un po'
pi coinvolgente di quello che pensavi.
Definisci "coinvolgente" le ordina Georgia, con una
nota dura nella voce.
Troppa roba da mangiare, una grande orchestra e la mia
deliziosa Red Velvet.  pi o meno come una festa di anniversario.
Una grande festa di anniversario. Ma invece di
festeggiare soltanto l'anniversario... festeggiamo anche il
fatto che  l'ultimo.
Fantastico commenta Georgia.
Sentite, quello che la mamma sta cercando di dire,  che
qui nessuno  il cattivo della situazione dice Thomas. Resteremo
sempre vicini. Festeggeremo insieme il vostro matrimonio
e il bimbo di Georgia. Vogliamo soltanto fare queste
cose importanti in modo onesto.
A chi stai parlando, pap? domanda Georgia. A noi o
a te stesso? L'hai gi detto cinque minuti fa.
Gwyn si alza in piedi e si avvia verso la porta. Be', allora
evitiamo di diventare troppo ripetitivi e prendiamoci
una pausa, okay? Diamoci il tempo di abituarci all'idea.
Il nostro divorzio per voi non  una sorpresa. Il resto sono
solo... dettagli. Tra un po' non sembrer pi cos strano. Addirittura
tra poche ore. Berremo un po', mangeremo roba
buona. Per festeggiare la nostra famiglia.
Con una festa di divorzio? chiede Georgia.
S, con una festa di divorzio.
Io stavo scherzando.
Ma Gwyn d una piccola stretta alla spalla della figlia,
come se quel gesto risolvesse tutto, e fa per uscire. Solo Thomas
cerca di fermarla: Forse dovresti metterti a sedere e
restare qui finch non sistemiamo tutto le dice.
Tutto, Thomas?
E Maggie sente di nuovo la rabbia che ha percepito poco
prima: l'occhiata che Gwyn lancia a Thomas  brutale, ma
cos fulminea da sfuggire a tutti. E sembra essere sfuggita a
tutti tranne a lei, che adesso ha la sensazione di sapere che
sta succedendo qualcosa. Qualcosa, qualunque cosa sia, che
Thomas e Gwyn stanno cercando di fingere che non esista.
Ma cosa? Tutti sanno che si stanno separando. In modo amichevole,
ma si stanno separando. Cosa pu esserci di peggio?
Forse qualcosa di un po' meno amichevole.
Gwyn ora  nel vano della porta e sorride un po' troppo.
Stasera  quello che . E domani a quest'ora sar gi finita.
Se non volete venire, non venite.
Io non voglio venire dice Georgia.
Tu vieni dice Gwyn.
E scompare. Maggie la guarda andarsene nello stesso
modo in cui  arrivata, in un turbine di tessuto bianco, capelli
e vento. Si volta verso Nate, che la sta fissando.
"Stai bene?" le chiede con gli occhi.
"Se stai bene tu" risponde Maggie.
Ragazzi, mi rendo conto che questa non  esattamente
una situazione facile dice Thomas. Ma si risolver tutto
per il meglio, ve lo prometto. Tra un anno, da separati, sia
Gwyn che io ce la caveremo molto meglio. Saremo andati
avanti. Riusciremo a essere davvero amici, cosa che da
molto tempo non ci riesce pi.
Per quella storia del buddhismo? domanda Georgia.
Per un mucchio di cose risponde il padre.
Maggie osserva il suo futuro suocero. C' qualcosa di
diverso nel tono di Thomas, qualcosa che suona come la
verit.
Io star parecchio tempo lontano da casa per i ritiri e le
conferenze continua Thomas.  meglio cos.  meglio che
vostra madre non se ne stia sempre qui seduta ad aspettare
che io torni a casa o che riparta.
Allora non ripartire dice Georgia.
Thomas l'abbraccia. Tua madre e io non abbiamo problemi
per quello che sta succedendo.  ci che vogliamo per
noi stessi. Non  questa la cosa pi importante?
No risponde Georgia. Ma lo dice con un sospiro e un
mezzo sorriso, come se avesse rinunciato alla lotta. Per il
momento. Thomas la guarda con gratitudine, per questa
concessione, e poi si volta verso Nate.
Tu stai bene, figliolo? gli chiede.
No, non sta bene dice Georgia.  solo che non si conosce
abbastanza da capire che non sta bene.
Nate sorride a sua sorella. Sto benissimo, pap. Ma credo
che Maggie e io dovremmo andare a disfare i bagagli.
Maggie lo guarda. "Ma dove sei stato finora?"
Allora andate a disfare i bagagli dice Thomas. Io non vado da nessuna parte.
Maggie soffoca l'impulso di dirlo: "Se sto cominciando a
capire qualcosa,  che questo non pu essere vero". Poi, alzandosi
in piedi, lancia un'ultima occhiata al Buddha, chiedendosi
cosa direbbe se potesse parlare. Forse: "Benvenuta in famiglia".
Pi probabilmente: "Preparati".
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
Nel buddhismo c' una parola, maitri, che significa "affettuosa
gentilezza". Vuol dire agire sempre in modo gentile
con te stesso e con gli altri. Accettare qualunque mano
di carte ti capiti nella vita con aperta curiosit e non lasciare
che significhi tutto. Non lasciare che qualcosa significhi
pi di quanto dovrebbe.
Maitri: perdono.
Qual  l'espressione buddhista per "tradimento"?
E per "bugiardo di merda"?
Gwyn si guarda nello specchio del bagno, mentre il cuore
le batte cos forte che sembra uscirle dal petto e le rimbomba
nelle orecchie. D un altro tiro allo spinello, inspirando
profondamente, per cercare di calmarsi, per cercare di concentrarsi.
 fatta. La parte pi difficile  fatta. Proteggerli, proteggere
i suoi figli. E Gwyn pensa di averlo fatto. Pensa che
abbiano creduto alla versione pi gentile della storia. Pensa
che abbiano creduto a tutto. Perch non avrebbero dovuto?
Perch non dovrebbero credere che ci che sta succedendo
 quello che lei ha detto che sta succedendo?
Gwyn stessa l'ha creduto. Per molto tempo. Qui, proprio
in questo bagno, se l'era bevuta: lei in piedi davanti
al lavandino e Thomas che, seduto sul bordo della vasca,
le spiegava per la prima volta quanto avesse preso seriamente
la faccenda del buddhismo. Le mani strette intorno
all'opuscolo, come un testimone di carta. Il suo sguardo che
incrociava quello di Gwyn nello specchio: era nello specchio
che si incontravano gli occhi. E, gi in quel momento,
lei aveva capito che quello era il primo passo per non farli
pi incontrare nella vita vera.
Lo sto perdendo aveva detto a Jillian al telefono, quella
settimana stessa. Sua sorella viveva in Oregon con un giornalista
sottoimpiegato che coltivava marijuana nel cortile dietro
casa. E anche nelle domeniche di sole, il giornalista dormiva
fino alle due del pomeriggio e poi voleva restarsene a
letto per il resto della giornata. E pensare che c'era stato un
tempo in cui Gwyn si era dispiaciuta per sua sorella.
Non lo stai perdendo aveva detto Jillian.  una fase.
Una fase? Io non credo. Decidere di andare a fare un safari
in Africa  una fase. O iscriversi al club del libro. Qui
parliamo di una religione. Una religione che Thomas dice
potr portarlo a partecipare a ritiri spirituali per settimane
di seguito. Per mesi di seguito.
Avete gi avuto dei periodi difficili.
Ed era vero. Li avevano avuti. A chi non era successo?
Quando i figli erano piccoli e Thomas non sapeva quale fosse
esattamente il suo ruolo. O quando aveva accettato quella
docenza di un anno in Nevada e Gwyn si era sentita trascurata.
Ma questa volta la sensazione era diversa, lo era stata
fin dall'inizio. Per la prima volta sembrava che non fossero
insieme, che Thomas fosse deciso a far s che Gwyn sentisse
che non erano insieme.
Gwyn d un altro tiro e le sembra che il mondo cominci
a farsi nebbioso, sfumato, in modo positivo. Non ha mai fumato
prima d'ora, non al liceo e una volta soltanto al college.
Ma, quando  cominciata questa storia del buddhismo,
Jillian le ha mandato per posta un po' di marijuana, nascosta
dentro piccoli ditali da cucito sepolti sotto un vassoio
di biscotti. "Nel caso questa fase non finisca prima del suo
compleanno" aveva scritto Jillian nel biglietto. "Nel caso
che per il suo compleanno tu abbia bisogno di festeggiare
qualcos'altro."
Era stata questa la promessa di Jillian. Che tutto si sarebbe
concluso prima del compleanno di Thomas. Il sessantatreesimo.
In base alla teoria di Jillian, secondo cui Thomas
si stava comportando nel modo in cui a volte si comportano
gli uomini a sessantatr anni ("Si dice che succeda a sessantacinque,
invece capita a sessantatr" aveva detto Jillian.
" quello il compleanno in cui pensano di avere ancora il
tempo per cambiare tutto"), Thomas era in preda al panico,
cercava risposte e si lasciava prendere ancor pi dal panico.
E Gwyn, che voleva credere che fosse questo ci che
stava succedendo, gli aveva proposto di entrare in terapia
di coppia, di rivolgersi a un consulente matrimoniale. Cos
che lei potesse cercare di capire. Ma Thomas era stato contrario.
Alla terapia e al "capire".
"Qui non si tratta di una semplice infedelt" le aveva
detto. Era stata questa la sua risposta. "Questa  la persona
che sono adesso. Questo  il significato che voglio dare
alla mia vita."
Non gli interessava aiutare sua moglie a capire. Il suo
era un totale cambiamento di vita e Gwyn poteva accettare
la cosa oppure scegliere un'altra strada, se pensava che
lui stesse trasformandosi in una persona che non riconosceva
pi. Ma in ogni caso era quella la direzione che lui
stava prendendo.
Nessuna possibilit di incontro a met strada. Caso aperto
e chiuso: o Gwyn accettava o era fuori.
Dopo un invito cos tiepido, Thomas di certo non si era
aspettato che lei scegliesse di continuare. Non aveva pensato
che Gwyn avrebbe guardato in profondit dentro se
stessa, cercando di capire cosa pensava delle religioni, in
particolare di una religione di cui sapeva cos poco, e che
alla fine avrebbe deciso che ci in cui credeva era suo marito.
L'uomo che aveva sposato trentacinque anni prima,
proprio nella casa che ancora condividevano. Thomas non
aveva immaginato che sua moglie avrebbe fatto appello al
sentimento che fino ad allora li aveva uniti, e avrebbe guidato
fino a Oyster Bay, al centro buddhista, per frequentare
con lui il corso di meditazione del gioved. Gwyn, nel suo
abito rosso e la sciarpa nera intorno al collo, che camminava
lungo i corridoi silenziosi. Come se si trattasse di qualcosa
che sapeva fare. Pregare, imparare, cambiare. Qualcosa
che avrebbe scoperto come fare.
Una donna che indossava un lungo abito scuro e che si
era presentata come una delle insegnanti del centro - "Chiamami
Donna, per favore" - le aveva chiesto se poteva esserle
utile. "Sto cercando la lezione di meditazione di questa
sera" aveva risposto Gwyn. "Cerco mio marito, Thomas
Huntington."
"Il corso di meditazione  nella terza aula a destra. Ma
hai detto che tuo marito si chiama Thomas? Mi dispiace, ma
nella classe non c' nessuno che si chiama cos."
"Sei sicura? Quante persone ci sono? Magari ti  sfuggito."
"Cinque."
Gwyn aveva scosso Intesta, sbattendo le palpebre confusa.
"Ma Thomas  a met del vostro corso di meditazione
di sedici settimane."
" possibile che si sia iscritto con un nome diverso?"
Forse. Forse Thomas aveva pensato che, se avesse usato
il suo vero nome, quelli del Centro avrebbero saputo della
sua situazione finanziaria e lo avrebbero guardato con sospetto.
E cos Gwyn aveva percorso comunque l'ultimo tratto
di corridoio per controllare personalmente nell'aula. Erano
sul pavimento, i cinque allievi. Tre uomini e due donne.
Tre bruni, una bionda, una grigia. Tutti in tonaca marrone,
tutti inginocchiati in silenzio sui rispettivi panchetti da meditazione
marroni.
Thomas non c'era. Gwyn era tornata alla sua auto e aveva
fissato il proprio riflesso nello specchietto retrovisore
per almeno un'ora, o forse anche pi. Quasi che il proprio
viso potesse svelarle il segreto di Thomas, o indicarle cosa
fare. Non era accaduto. Non aveva idea di dove guardare.
Non quella sera. Per ora sapeva l'inizio della verit. Sapeva
quello che stava succedendo veramente a suo marito.
C'entrava un'altra donna. Con gli occhi azzurri e nobili
fianchi, un tatuaggio dell'ideogramma cinese che significa
"pace" sulla nuca e di quello che significa "gioia" su un
fianco. Il trentesimo compleanno lontano ancora secoli.
Si trattava ancora di un'altra donna. E, dato che si  rifiutata
di dire a Thomas che lo sa, Gwyn  rimasta nella
scomoda posizione di dover mettere insieme da sola tutto
il resto - mettere dolorosamente insieme quello che non
avrebbe voluto sapere -, e cio la ragione per cui lui le ha
mentito e in un modo cos elaborato.
Visto che la verit era cos semplice. Una storia con una
donna pi giovane? Che assurdit! Che clich banale! Ma
anche molto normale. Se avesse confessato che c'era un'altra,
invece di inventarsi la storia del buddhismo, Gwyn si
sarebbe infuriata. Ma infuriata abbastanza da voler mettere
fine al loro matrimonio? Difficile a dirsi. Molte sue amiche
hanno dovuto vedersela con l'infedelt e sono sopravvissute.
Gwyn avrebbe potuto decidere di fare quello che
hanno fatto loro: restare e combattere. Per il loro matrimonio.
Per i loro mariti. Per l'unica vita che conoscevano.
Ma una conversione religiosa? Un nuovo credo?
Thomas contava proprio sulla sensazione di essere diventato
un estraneo. E chi vuole lottare per restare accanto
a un estraneo? Chi ha voglia di restare?
 per questo che ha mentito, Gwyn lo sa. Adesso lo sa. Sa
tutto: Thomas non voleva che lei lottasse. Non voleva che
lei lo incolpasse, non voleva che si sentisse ferita. Non voleva
essere il cattivo. Voleva soltanto andarsene.
"Qui non si tratta di una semplice infedelt" le aveva detto.
Come aveva avuto ragione. E come si era sbagliato.
Gwyn d un ultimo tiro e spegne lo spinello tra il pollice
e l'indice e ripone ci che ne resta nella scatola di legno di
noce, che poi fa scivolare sotto il lavandino. Si lava le dita
e se le passa sul naso. Si ricompone.
Thomas non sa ancora che lei sa la verit. Perch l'ha sottovalutata
nel peggiore dei modi. Ha sottovalutato gli sforzi
che lei sarebbe stata disposta a fare per tentare di capirlo.
Per cercare di andargli incontro nel luogo, quale che fosse,
dove lui aveva bisogno di andare.
Ha sottovalutato quanto lo amava.
E cos adesso, alla vigilia del loro trentacinquesimo anniversario,
Thomas non  il solo che sta cercando di nascondere
qualcosa. E Gwyn non sar la sola a porsi la domanda:
"Si pu mai conoscere veramente una persona?".
Maitri.
Perdono.
No.
Non questa sera.
...
.
...
Seconda parte.
...
.
...
OSPITI INATTESI.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
"Danno una festa di divorzio."
Maggie sapeva che era in programma e sapeva nei particolari
come si sarebbe svolta. Tuttavia sentirli parlare concretamente
dell'evento, ritrovarselo cos vicino, fa sembrare
la cosa pi immediata. E di certo pi bizzarra. A dire il
vero qui tutto sembra bizzarro. Tra questi pavimenti di legno
lucido, queste tende morbide e queste enormi finestre
che danno sull'oceano, le nuvole e tutto il resto.
Per, una piccola voce, presumibilmente ragionevole, le
entra nella testa e formula una domanda alla quale Maggie
non  sicura di voler rispondere: "Chi sei tu per giudicare?
E perch poi dovresti voler giudicare?".
Aveva nove anni, quando sua madre se n'era andata. Non
c'era stato niente di simile a una festa o, perlomeno, a un
annuncio. Forse Maggie se la sarebbe cavata meglio, se ci
fosse stata una specie di cerimonia. Ma sua madre era semplicemente
uscita dalla porta di casa un normale marted
sera e nessuno le aveva mai detto cos'era successo. Per le
prime due settimane, suo padre aveva finto che Jen Lyons
Mackenzie (anni ventinove, architetto di giardini, Ariete)
fosse in vacanza, una lunga vacanza a Eugene in visita ai
genitori. Forse Eli sperava che quella potesse essere la verit,
o una parte della verit: che, a ventinove anni, un'et
che pu portare al panico, Jen con un colpo di testa avesse
deciso di andarsene. Ma sarebbe rinsavita e sarebbe tornata
da loro. Inoltre, che metro di giudizio aveva usato Eli, pur
di nascondere la realt? Suo padre aveva cercato di proteggere
Maggie scegliendo quali pezzi di verit lasciarle vedere.
Il modo migliore per non proteggere nessuno.
Maggie si sistema lo zaino sulla spalla, segue Nate su per
la scala, verso la sua camera di quando era ragazzo, e cerca
di distrarsi dall'impressione che questa giornata cominci a
darle le stesse sensazioni di allora. Una giornata di verit
nascoste: enormi ricchezze, amiche d'infanzia, spaventose
feste per duecento persone.
Si concentra invece sulle numerose fotografie in bianco
e nero allineate sulla parete lungo la scala. Sono splendide
foto di famiglia e vastissimi panorami, perlopi di Montauk.
Non la sorprende essere attirata soprattutto da quelle
in cui compare Nate. Ma poi il suo sguardo  catturato dalla
foto in cima alla scala, un grande formato venti per venticinque:
Gwyn e Thomas sul sedile anteriore di un vecchio
pick-up, l'autostrada alle loro spalle. Thomas ha un braccio
teso, come se stesse scattando lui stesso la foto, e Gwyn intanto
gli bacia il collo. E lui ride. Ride davvero.
Maggie si ferma davanti alla fotografia e passa un dito
lungo la cornice nera.  una bella foto, ma quando solleva
gli occhi per parlarne con Nate, lui non c' pi.  andato
avanti senza di lei, il che per Maggie  la prima, vera indicazione
del fatto che possa essere rimasto turbato da quanto
ha ascoltato in soggiorno.
Le ha lasciato aperta la porta della sua camera da letto. 
una stanza d'angolo, piccola, con le pareti rivestite di assi
di legno e, unica fonte di luce, una finestra quadrata vicino
al soffitto. Sembra un po' la cabina di una barca, esageratamente
riempita di blu: trapunta blu, tappeto blu, bicicletta
blu in un angolo. Maggie si avvicina subito alla bici
e passa una mano sulla sella.
Questa era la tua stanza?
Nate annuisce. Era la mia stanza.
 seduto sul bordo del letto e Maggie si siede accanto a
lui. La maglietta gli si  arrotolata sopra la cintura, scoprendo
la linea dei peli che parte dall'ombelico. Maggie gli si fa
pi vicina e tende una mano per toccarlo proprio l.
Lo sguardo le cade sul pannello appeso sopra la scrivania:
ritagli di giornale, coccarde e molti spazi vuoti dove
una volta le puntine da disegno avevano fissato cose ormai
scomparse da tempo. Vorrebbe dire a Nate che la sua
stanza le piace, ma lui si irrigidisce, perfino al suo tocco,
e Maggie sente che  irritato, o forse imbarazzato, o forse
tutte e due le cose insieme. Non ha niente a che vedere con
lei, non del tutto, comunque Maggie non dice nulla e toglie
la mano.
Non dobbiamo parlarne per forza, Nate.
Tu evidentemente vuoi farlo.
Maggie fa un respiro profondo. Voglio solo essere sicura
che tu stia bene.
Nate resta in silenzio, poi dice: Sto bene.
Si vede.
Mag, posso capire se ti senti nervosa. Lo capisco. Se questa
fosse la casa dei tuoi genitori e mi ritrovassi in una situazione
del genere, credo che sarei nervoso anch'io.
Quando erano andati a trovare suo padre, Maggie era preoccupatissima
che Eli potesse eccedere nel bere o dire qualcosa
di inopportuno. Ma la cosa peggiore che aveva fatto suo
padre era stata parlare un po' troppo in dettaglio di Melinda,
la sua pi recente fidanzata. E questo era ben poca cosa
a paragone delle sue paure, no? Forse perch aveva raccontato
a Nate tutto di suo padre moltissimo tempo prima di
andare ad Asheville. Nate conosceva l'intera storia, quello
che avrebbe potenzialmente potuto provocare frizioni, e
cos, visto che tutto era andato abbastanza bene, Maggie si
era sentita sollevata.
Se questa fosse la casa dei miei genitori, tu ti adegueresti.
E tu? Ti stai adeguando? le chiede Nate.
Maggie si stringe nelle spalle. Tu sei una persona migliore
di me.
Ha cercato di fare una battuta per riportare Nate da lei, e
per un attimo il tentativo funziona: Nate sorride. Poi il sorriso
scompare. Per favore, non sentirti a disagio. Va tutto bene.
 quello che vogliono i miei genitori. Io lo accetto. A volte
i problemi non si risolvono. A volte  pi facile separarsi...
Maggie lo guarda, preoccupata che a Nate stia sfuggendo
il quadro generale, e si chiede se gli stia sfuggendo per
amore dei suoi genitori o se si comporterebbe nello stesso
modo anche se riguardasse loro due. C' qualcosa che
non mi convince gli dice. Nella festa di divorzio. Credo
che ci sia dell'altro.
Di cosa stai parlando? domanda Nate.
Non ne sono ancora sicura. Non sono sicura di riuscire
a spiegarlo.  solo che ho una brutta sensazione.
Una brutta sensazione?
S. Ho la sensazione che le cose non siano cos semplici
come vorrebbero i tuoi.
Nate abbassa gli occhi sulla mano di Maggie, gliela gira.
Non c' un anello di fidanzamento. Maggie non l'ha voluto,
ma adesso quasi le piacerebbe averne uno. Vorrebbe avere
qualcosa su cui fissare lo sguardo, una prova del fatto che
si sono promessi di affrontare sempre le cose insieme. Perch,
in questo momento, Maggie ha la sensazione di essere
un'estranea anche rispetto a loro due.
Scusa le dice Nate.
Per cosa?
Per averti portata qui.
Maggie scuote la testa, tentando di separare questa situazione
dalla realt del loro rapporto. "La stranezza  della famiglia
di Nate, non di Nate." Nate ce l'ha sempre messa tutta,
si  sempre dato da fare per essere buono con lei, per essere
presente per lei. E adesso  sleale anche solo chiedersi se sar
sempre cos. A causa dei suoi genitori? A causa di quello che
dice sul perch i suoi hanno deciso di farla finita?
Sono io che dovrei chiederti scusa gli dice. Questa 
la tua famiglia. Tu li conosci meglio di me e io non dovrei
dare giudizi affrettati. Incrocia lo sguardo di Nate.  solo
che mi sento un po' travolta da tutto quanto...
D'improvviso non vuole ammettere neppure a se stessa
cosa intende davvero: la parte di Nate che sta vedendo anche
adesso. C' voluta Georgia per farle notare che Nate si
estranea, che non vuole affrontare i problemi. Come ha fatto
a non accorgersene prima d'ora? Non l'ha mai notato?
Oppure ha avuto troppa paura per ammettere di essersene
accorta e per riconoscere quello che pu significare?
Senti le dice Nate stendiamoci per un po'... togliamoci
i vestiti. Le sorride. Se riusciamo a dormire, dopo
ci sembrer tutto meno bizzarro. E poi, quando ci sveglieremo,
saremo molto pi vicini alla partenza. Ti sembra un
buon piano?
Maggie annuisce. Ottimo.
Ma, proprio mentre stanno per sdraiarsi sul letto, qualcuno
bussa alla porta. Nate! E Georgia. Continua a bussare
mentre parla. Puoi venire gi con me un momento? Ho
bisogno di parlarti. E non fingere di non sentirmi. Guarda
che butto gi la porta e ti costringo ad ascoltarmi.
Dammi un minuto.
No. Georgia bussa di nuovo. Subito!
Maggie gli tocca il ginocchio. Vai. Non c' problema. Io
dormir un po'. E tu potrai parlare con i tuoi senza doverti
preoccupare per me.
Nate si volta verso di lei e preme la fronte contro la sua.
Resta immobile per un attimo, con gli occhi chiusi.
Torner.
Sar qui.
Nate annuisce, si stacca da lei e le d un bacio sulla testa,
cosa che Maggie immagina dovrebbe infonderle calma,
ma che invece ha l'effetto contrario. Perch  un gesto
che non  da lui.
Sente la porta che si richiude e guarda di nuovo il pannello,
i nastri rossi al centro, i ritagli di giornale e gli spazi
vuoti. Non ci sono pi fotografie su quel pannello. Ma
Maggie pensa all'ultima foto sulla scala, quella di Gwyn e
Thomas a bordo del pick-up. Sembrano innamorati in quella
foto, sembrano molto innamorati. Come sono arrivati da
l a qui? Si comincia con una bugia, con una piccola omissione?
Con una conversazione che bisognerebbe avere e che
non sembra possibile avere?
La porta si riapre.  Nate.
Posso dirti una cosa che non ti ho mai detto? E la guarda,
la guarda veramente, finch Maggie incontra i suoi occhi
e lo fissa per un secondo. Mi piaci pi di chiunque altro le dice Nate.
Maggie gli sorride. Mi piaci pi di chiunque altro ripete.
Ma, proprio quando ha bisogno pi che mai che lui resti, e non pu chiedergli di restare, Nate  gi sparito di nuovo.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
Ha cominciato a rifletterci da un po': le industrie da miliardi
di dollari. Quelle che sopravvivono grazie all'idea illusoria
che hanno le donne come lei, l'idea cio che, se ti mantieni
bella, se continui ad avere un certo aspetto, sei al sicuro. Hai
la tua vita, il tuo matrimonio, te stessa. Quante volte Gwyn
ha sentito un'amica parlare di un uomo che ha lasciato la
moglie e aggiungere: "Be', lei per si era davvero lasciata
andare"? La frase implicava questa conclusione: era colpa
della moglie pi che del marito; non ci si pu aspettare che
un uomo resti con una donna meno che perfetta.
E se tu resti perfetta e lui ti lascia comunque? Allora di chi
 la colpa? Specie se l'altra, quella per cui tuo marito ti sta
lasciando, non  bella? Se non assomiglia affatto alla persona
che ti sforzi con tutta te stessa di continuare a essere?
 questa la parte peggiore, pensa Gwyn.  rimasta bella
e questo non l'ha salvata da niente. Anzi, pu darsi che
l'abbia resa addirittura pi vulnerabile, perch l'ha portata
all'autocompiacimento. Thomas la guardava ancora quando
entrava in una stanza, le metteva ancora una mano in
fondo alla schiena, le diceva ancora che lei aveva i fianchi e
le spalle e il seno pi perfetti che avesse mai visto. E lei ha
lasciato che tutto questo significasse qualcosa. Ha lasciato
che sostituisse ci che Thomas ormai diceva abbastanza raramente:
"Ti adoro, ti ho sempre adorata".
Gwyn si liscia il vestito, esce dal bagno e scende la scala,
diretta in cucina. Se riuscir a passare un po' di tempo
in cucina senza essere disturbata, senza vedere nessuno,
sar un miracolo. Vuole cominciare a preparare la torta.
Vuole stare sola.
Ma quando accende la luce della cucina vede entrambi i
suoi figli, esattamente dove pensava che li avrebbe trovati:
Nate seduto su uno sgabello accanto al piano di lavoro, Georgia
appoggiata al ripiano. Gli ingredienti per la torta sono
stati spinti di lato. Burro, cacao e zucchero. Barbabietole, latte
fresco e troppe uova. Gwyn chiude gli occhi, poi li riapre,
sperando di vedere qualcos'altro. Quei due potrebbero avere
benissimo dieci o quindici anni, invece di essere gli adulti
che si trova davanti: Nate con le spalle chine, Georgia appoggiata
all'indietro sui gomiti. Chi dice che le persone cambiano
dovrebbe sentire il parere di una madre. Ogni madre
pu dirti che i suoi figli - negli aspetti che contano di pi -
sono esattamente quelli che sono sempre stati.
Dovete spostarvi dice Gwyn, dando qualche colpetto
sulla guancia di Georgia.
La ragazza resta dov'. Ne stavamo parlando, mamma.
Se questa festa di divorzio  un qualche tentativo contorto
per farci sentire meglio, allora noi due stiamo gi bene,
okay? E staremmo molto meglio senza la festa.
Gwyn tende un braccio dietro Georgia per prendere le
uova e il burro e comincia a organizzarsi.  troppo tardi per
annullare il party. Tutti gli inviti sono gi stati inoltrati.
"Gli inviti sono stati inoltrati"? Parli come un'inglese
dice Georgia.
Gwyn guarda sua figlia con disapprovazione.
Ma lo sanno a cosa sono stati invitati questa sera? continua
Georgia. Lo sanno di cosa si tratta?
Cosa pu rispondere Gwyn? Annuisce, perch "s"  ci
che pi si avvicina a una risposta onesta. Gli amici sanno
di essere stati invitati a una festa di divorzio e sanno anche
qual  la sostanza: che lei e Thomas si stanno separando.
Non sanno per che c' un'altra donna. Probabilmente, se
Gwyn lo dicesse, non le crederebbero, non vorrebbero crederci,
il che in realt  irrilevante. Perch Gwyn non pu
comunque dirlo. Non sopporta l'idea di sentirsi dire quello
che inevitabilmente le direbbero: "Thomas torner da te
di corsa". Gwyn non pu sentirselo dire dagli amici per poi
dover constatare quanto si siano sbagliati.
Tanto per essere chiari dice Georgia incrociando le braccia
sul petto secondo te, mostrarsi felici per la fine della
nostra famiglia davanti ai nostri conoscenti  il modo pi
sano di comportarsi. Che tipo di esempio genitoriale sarebbe?
Hai idea di cosa direbbe il mio terapeuta?
Gwyn d una stretta affettuosa al gomito della figlia. Puoi
dire al tuo terapeuta che tuo padre e io abbiamo deciso, insieme
al nostro terapeuta, che celebrare un'ultima volta la
nostra famiglia  il modo migliore di comportarsi.
Voi due avete un terapeuta?
No. Ma ti dispiacerebbe dire al tuo che l'abbiamo? Ci
faremmo una figura migliore.
Mamma, non  divertente.
Be', un pochino s.
Gwyn guarda sua figlia, che sembra molto turbata, anche
se forse non esattamente per le ragioni che espone. S,
per lei dev'essere difficile accettare la separazione dei genitori,
soprattutto in un momento in cui non vuole pensare
alla separazione di nessuno, in un momento in cui deve
affrontare il fatto che la sua famiglia non fa che preoccuparsi
che la prossima relazione cui capiter la stessa cosa
potrebbe essere la sua.
Per favore, mamma, non essere cos trasparente. Conosco
quell'espressione nei tuoi occhi. Ma tutto questo non
ha niente a che vedere con me e Denis, o con le mie ansie
riguardo a Denis, o con qualsiasi altra cosa tu creda che io
stia proiettando su te e pap. Tra noi due va bene. Va splendidamente.
Gwyn alza le mani in segno di resa. Stavo solo cercando
di spiegare che stasera sar una cosa simpatica. C' una
ragione per cui le feste di divorzio stanno diventando popolari.
Solo quest'anno siamo gi stati a tre party del genere.
E ce ne sar un altro questo mese: Syril e Maureen Livingston.
E hai presente la coppia di sceneggiatori che vive
in cima all'isolato? Rivolge la domanda a Nate. Qualche
anno fa hanno scritto la sceneggiatura di quel terribile film
d'amore in aereo. Comunque hanno dato una festa bellissima
che, hanno detto, ha reso molto pi facile ai gemelli
accettare la loro decisione.
Ma i gemelli non hanno sei anni? chiede Georgia.
E allora? dice Gwyn.
La ragazza si stacca dal ripiano della cucina. Vado a distendermi
un po' annuncia. Prima di dire qualcosa di cui
mi pentirei. D qualche colpetto sulla spalla di suo fratello.
Provaci tu.
Okay risponde Nate, ma sembra distratto.
Aspetta dice Gwyn.
Georgia sta per andarsene, ma Gwyn le porge la pila di
libri sul divorzio, libri che sono arrivati fino in cucina. In
cima al mucchio mette Il divorzio affettuoso, il testo migliore
che ha trovato sull'argomento.
Ha fatto un'orecchia alla pagina del capitolo sulle feste di
divorzio, dove si spiega perch sono una buona idea e come
aiutano la famiglia a guarire. Se fatte nel modo giusto, aiutano
la famiglia a capire che esistono "molte forme di amore,
molti modi di stare insieme, anche da divorziati".
Eccellente dice Georgia. Abbiamo finito?
Gwyn annuisce. Se lo vuoi tu dice. E guarda uscire sua
figlia che, vista da dietro, non sembra per niente incinta o
diversa da come  sempre stata.
Allora dice, voltandosi verso Nate. Mi odi anche tu?
Nate la guarda. No.
Gwyn si mette il grembiule e si china sotto l'acquaio per
prendere la ciotola pi grande che ha e relativo, gigantesco
cucchiaio. Be',  gi qualcosa.
Anche se non posso fare a meno di pensare che non avresti
dovuto farmi portare Maggie a casa per la prima volta
in un'occasione come questa.  difficile ritrovarsi di colpo
in una situazione del genere.
Gwyn posa il cucchiaio. Tu sapevi che ci sarebbe stato
questo party. E ne conoscevi le dimensioni.
Non ho pensato a quello che significava.
E di chi  la colpa?
Forse mia risponde Nate dopo un attimo.
Gwyn sistema gli ingredienti intorno alla ciotola e poi
prende la ricetta ingiallita e un po' strappata - in alto a pennarello
c' scritto "Red Velvet" -, come se avesse bisogno
della ricetta, come se non la conoscesse a memoria. Rialza
lo sguardo su suo figlio. Io non volevo gli dice.
Cosa?
Che ti sentissi a disagio. Questo non lo volevo, lo sai.
Nate si passa la mano tra i capelli, come fa sempre quando
sta cercando di dare un senso alle cose - il Nate di sette
anni, il Nate di trentatr - e poi, con un piccolo sorriso, scende
dallo sgabello, va davanti all'acquaio e si lava le mani. Se
le asciuga sui jeans, si volta di nuovo verso il piano di lavoro
e apre la confezione di burro. Ne mette il corrispondente
di tre tazzine nella ciotola, d un'occhiata da chef per valutare
la quantit e poi comincia a cercare l'estratto di cocco
per creare la piccola pozzanghera al centro.
Cosa stai facendo? gli chiede Gwyn.
Cosa credi?
La sta aiutando. Ecco cosa crede Gwyn. La sta aiutando
adesso cos come l'aiuter sempre - il Nate di sette anni, il
Nate di trentatr - se lei gliene dar la possibilit. Questo
le d una sensazione di calore e le fa provare anche qualcos'altro.
Qualcosa di simile all'orgoglio. Ma chi vuole sentirne
parlare? Nate no di certo. Nate al momento non vuole
sentirle dire niente del genere.
Cos Gwyn gli accarezza la schiena e gli porge la boccetta
nera dell'estratto che ha preso dal ripiano delle spezie.
Con il coperchietto aperto.
Grazie, bimbo dice a suo figlio, che prende la bottiglietta.
Di niente.
Gwyn si china su di lui, che sta aggiungendo le scorze
di limone, il suo ingrediente segreto, esattamente nel
modo che lei gli ha insegnato tanto tempo fa e che Nate ricorda
ancora.
E voi ragazzi starete benissimo gli dice.
Io e Georgia?
Tu e Maggie. Le coppie non si separano perch la famiglia
di uno dei due  un po'... disastrata. Se fosse cos, nessuno si
sposerebbe pi. Sfiora la guancia del figlio. Comunque mi
dispiace. Te l'ho gi detto? Mi dispiace se ho colto Maggie di
sorpresa. Mi dispiace se ho causato delle tensioni.
Nate scuote la testa e rompe un uovo. La verit  che
sono riuscito a sconvolgerla da solo circa sessanta minuti
prima di venire qui. Ho aspettato fino a questa mattina per
dirle alcune cose che avrei dovuto dirle molto tempo fa.
Che tipo di cose?
Nate non risponde subito; si piega in avanti e inserisce
la spina del frullatore. Abbassa la frusta nella ciotola e comincia
a miscelare lentamente il composto.
Non le ho raccontato molto di come sono cresciuto. O
meglio, non le ho detto tutto. Della nostra situazione economica,
tanto per cominciare.
Gwyn stacca la spina del frullatore. Vuoi ripetere, per
favore?
Non mi sembrava mai il momento giusto per dirglielo.
Nate guarda sua madre, incrocia il suo sguardo.  che sembra
tutto cos estraneo alla mia vita. Alla nostra vita.
Nate, la vostra vita  che state aprendo un ristorante insieme.
E Maggie aveva il diritto di sapere... Non che tu avresti
mai accettato denaro da noi, dopo l'ultima volta. Sei stato
molto chiaro su questo. Ma avresti dovuto spiegarlo a
Maggie. Santo cielo, deve sentirsi molto confusa.
Adesso me ne rendo conto.
Nate riprende a frullare, ma Gwyn posa le proprie mani
sulle sue cercando di costringerlo ad ascoltarla. Non hai
niente di cui vergognarti.
Lo so.
Non credo che tu lo sappia.
Nate la guarda. Rimane in silenzio per un minuto, come
se stesse chiedendosi se dire a voce alta ci che sua madre
pu gi leggergli in faccia. La parte peggiore.
Il fatto  che Maggie non sa niente dell'ultima volta.
Gwyn sente che la bocca le si spalanca, sente l'incredulit
percorrerle tutto il corpo e sente anche qualcosa di simile
alla rabbia. Perch in questo momento Nate - Gwyn
lo vede chiaramente - assomiglia a suo padre. Di solito in
suo figlio nota tracce del nonno, Champ. Ma adesso  Thomas
che vede. Quegli occhi dolci ma mogi, quell'espressione
afflitta e riluttante. E si spaventa.
Non gliel'hai detto?
Volevo dirglielo. Nate si schiarisce la voce. Ma Maggie
era gi cos turbata dal fatto che non le avessi parlato della
nostra situazione economica... e poi abbiamo incontrato
Murph sull'autobus. Penso che venire a sapere in questo
momento un altro segreto, e di tale portata, sarebbe troppo
per chiunque.
Cosa vuoi dire? Che questa mattina  stata la prima volta
che voi due avete avuto una conversazione?
A quanto pare.
Nate estrae il colorante dalla confezione, ne versa parecchie
gocce nella ciotola e rimescola il composto. E si rifiuta
di guardare sua madre, cosa che racconta a Gwyn pi di
quanto desideri sapere.
Scuote la testa. Come pu spiegarlo in modo che suo figlio
le dia retta? Nate deve dirlo a Maggie, subito. Perch,
se Maggie viene a sapere di Ryan in un altro modo, tutto il
resto, tutto quello che Nate non le ha detto, sembrer ancora
pi grave e anche insignificante al confronto.
Glielo dir, mamma. Lo far. Glielo dir appena saremo
di nuovo a Brooklyn, appena questo weekend sar alle
nostre spalle... Le racconter il resto della storia.
"Non  una storia."  questo che Gwyn vorrebbe dire a
suo figlio. " la tua vita."
Devi promettermelo. Non che sia io la persona alla quale
devi fare promesse, ma voglio che tu...
Lo far, ho in programma di farlo non appena Maggie
sar in grado di ascoltarmi la interrompe Nate, asciugandosi
le mani in uno strofinaccio come se quel gesto risolvesse
tutto. Ma, visto che qui siamo tutti cos sinceri, permettimi
di farti una domanda.
Gwyn accende il forno per scaldarlo. Spara.
Sei sicura che questo sia ci che vuoi?
Gwyn si sente irrigidire. La festa o il divorzio?
Uno dei due, tutti e due. So che forse dovrei reagire in
un altro modo alla situazione, ma, sinceramente, la reazione
che ho in questo momento  che per me va bene. Se 
davvero quello che vuoi.
Gwyn incrocia lo sguardo di suo figlio e lo sostiene, costringendosi
a credere in ci che sta per dire: S,  quello
che voglio davvero.
Allora perch stai preparando la torta preferita di pap?
Gwyn abbassa gli occhi sul ripiano in disordine, poi lo
passa sui piatti, le ciotole e i cucchiai sporchi nell'acquaio. Si
pulisce le dita sul grembiule, prima davanti e poi dietro.
Non lo so risponde.
Nate annuisce. Perch sai, mamma, Maggie pensa che
ci sia qualcos'altro sotto. E normalmente in un altro caso avrei da obiettare, ma non so... Fa una pausa.  che proprio non sembri tu.
Poi, come se la conversazione fosse finita - e Gwyn immagina che lo sia, per il momento -, Nate si volta per cercare gli ingredienti della glassatura. Gwyn comincia a versare il composto
nella teglia. Dove si cuocer. Dove si completer.
Be',  la cosa pi carina che mi sia stata detta in tutta la giornata dice a Nate.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
Non che fosse davvero convinta che si sarebbe addormentata,
ma adesso c' vicina, pi vicina di quanto le sia capitato
negli ultimi giorni: distesa sul letto di Nate, gli occhi le
si chiudono, la mente sospesa in quel luogo silenzioso che
precede di poco il sonno. Vorrebbe esserci arrivata da uno
stato d'animo rilassato, ma  vero il contrario. Il sonno le
proviene dal non voler riconoscere quello che sente nello
stomaco, quello che teme stia avvenendo intorno a lei.
Poi Georgia bussa alla porta. La prima volta facendola
sobbalzare. La seconda, non dandole altra scelta se non
quella di rispondere.
Maggie! Posso entrare? chiede Georgia, che poi apre
la porta rispondendo alla propria domanda con un "s".
Stavi dormendo?
Non proprio dice Maggie.
Georgia entra: ha un libro sotto un braccio e, nelle mani,
una bottiglia di assenzio e un bicchierino da liquore in vetro
sottile. Si avvicina al letto, si distende e offre a Maggie
l'assenzio e il bicchiere.
Ti ho portato uno spuntino le dice.
Maggie la guarda, poi guarda la bottiglia e svita il tappo.
L'odore pungente che ne fuoriesce  un misto di mele, ciliegie,
liquirizia e legno. Maggie ripensa a quando, a San Francisco,
aveva cercato di comprare una bottiglia di assenzio
per Nate. Quel giorno si era licenziato dal ristorante e avevano
deciso di aprire un loro locale a New York. Nate le aveva
detto che l'assenzio gli piaceva moltissimo e cos era andata
in ogni negozio di liquori che le era venuto in mente, ma
aveva trovato solo imitazioni, perch la versione autentica
era illegale e introvabile negli Stati Uniti continentali.
 vero assenzio? domanda a Georgia.
La ragazza annuisce. Denis l'ha contrabbandato dal
Canada.
L'assenzio  legale in Canada?
E io come faccio a saperlo?
Georgia apre il libro, che Maggie riconosce come uno
di quelli del mucchio di Gwyn al piano di sotto. 
Il titolo in copertina  Divorziare con grazia e sotto appare la
foto, volutamente sfumata, di due mani che si separano.
Georgia sfoglia le pagine, si ferma su una in particolare,
scorre velocemente un passaggio seguendo il testo con
il dito e poi dice: Senti questa. E comincia a leggere:
"Scopo del rituale di separazione  sostituire l'animosit
con l'armonia. Il messaggio  che porre fine al matrimonio
non significa porre fine all'amore che provate
l'uno per l'altra. Il messaggio  che, ovunque d'ora in
poi possa portarvi la vita, resterete sempre uniti nei vostri
cuori...".
Che scemenza commenta Maggie. Cosa vuol dire?
A quanto pare,  quello che questa sera dobbiamo aspettare
con impazienza. Georgia fa una pausa. Detto in belle
parole.
Maggie versa un po' del liquore denso nel bicchierino,
beve, se ne versa un altro po' e beve di nuovo.
Brava! approva Georgia, applaudendo.
Maggie si sente bruciare la gola e lacrimare gli occhi.
Roba forte.
Smettila di tentarmi.
Maggie studia il bicchierino vuoto. Durante la ricerca
dell'assenzio per Nate, un commesso le aveva spiegato
che quel liquore era proibito perch poteva far impazzire.
Quanto tempo occorre perch accada? A Maggie sembra
di stare comunque impazzendo in silenzio, ma sarebbe
bello poter dare la colpa all'alcol. A parte il popcorn, oggi
non ha mangiato niente.  affamata e ha una voglia precisa:
pancake allo zenzero. Si sforza di desiderare qualcos'altro,
perch altrimenti  nei guai. Gi da bambina,
ogni volta che stava per ammalarsi o intuiva un disastro
imminente, il desiderio spasmodico di pancake si faceva
pi intenso, come un segnale rosso di pericolo. Maggie
pensa che dipenda da uno dei ricordi pi chiari che
ha di sua madre: un sabato mattina presto, loro due sedute
sul suo letto che mangiano pancake allo zenzero e
bevono t ghiacciato senza zucchero. Ascoltando la radio.
Riesce ancora a richiamare tutto alla mente ogni volta
che mangia i pancake. Non il semplice ricordo. Ma le
sensazioni e l'atmosfera, come se stesse succedendo in
quel momento.
Posso chiederti una cosa? le domanda Georgia.
Maggie si volta su un fianco, in modo da trovarsi faccia
a faccia con la ragazza. Naturalmente.
Georgia la fissa e poi sposta lo sguardo sul soffitto. Avr
una bambina. L'ho saputo ieri.
Oh, Georgia! Maggie le tocca un braccio.  stupendo.
Georgia annuisce. Tu sei l'unica persona che lo sa. Tace
per un attimo, accarezzandosi la pancia. Non lo sa ancora
nessuno, neppure Denis.
 allora che Maggie ricorda com' cominciata la conversazione.
E qual  la domanda?
Devo dirglielo?
Perch non dovresti?
Denis voleva un maschio. A me non importa, purch il
bambino sia sano, ma a Denis s, cos ho voluto sapere il sesso
per fargli una sorpresa. Se fosse stato un maschio. Adesso
che so che non  cos, sono preoccupata.
Preoccupata per cosa?
Che Denis non sia contento. Che resti deluso e non riesca
a nasconderlo.
Maggie la guarda, cercando di pensare a come calmarle
i nervi. Sono sicura che sar felicissimo. Quando la bambina
verr al mondo, sar l'unico neonato che Denis abbia
mai voluto.
Come fai a saperlo?
Credo che sia semplicemente il modo in cui vanno le
cose.
Georgia sorride, incerta. Nei film? domanda.
E in televisione aggiunge Maggie.
Il sorriso della ragazza si allarga e comincia a illuminarle
il viso, proprio nel momento in cui Maggie sente un forte
suono vibrante e Georgia estrae il cellulare dalla tasca dei
jeans. Volta il telefonino, in modo che Maggie possa leggere
il nome "Denis" sul display. Poi abbassa i piedi di fianco
al letto e si siede.
Ehi, baby dice. Dove sei? Per favore, dimmi che sei
all'aeroporto e stai per salire sull'aereo.
Dall'espressione sul viso di Georgia, che passa immediatamente
dal felice al molto meno felice,  chiaro che Denis,
ovunque sia, non  all'aeroporto e non sta per salire a bordo
di un aereo.
Georgia si alza in piedi e Maggie pensa che stia per uscire
dalla stanza, invece la ragazza entra nel vano guardaroba
e si chiude la porta alle spalle. Maggie abbassa lo sguardo
sul bicchierino che ha in mano e cerca di non ascoltare
la voce della ragazza, sempre pi alta.
Poi, d'improvviso, la porta del guardaroba si spalanca e
Georgia  l in piedi, senza il cellulare in mano.
Non voglio parlarne annuncia.
Maggie annuisce. Okay.
Georgia sembra fuori di s e per un attimo Maggie pensa
che stia per afferrare la bottiglia di assenzio e scolarsela
tutta. Ma non lo fa. Invece le si avvicina.
Usciamo da qui.
Per andare dove?
Ti piacer moltissimo.
L'ultima cosa che Maggie ha voglia di fare  andare da
qualche parte, anche se potrebbe piacerle moltissimo. Vorrebbe
lasciare che l'alcol facesse la sua magia. Vorrebbe che
l'assenzio la sfinisse. Vorrebbe dormire. Ma il pensiero di
uscire di casa fa sembrare Georgia pi viva e Maggie non
se la sente di interrompere il momento. Fa un respiro profondo.
Posso portare l'assenzio con noi?
Penso che gli troveremo posto.
Maggie ignora il giramento di testa quando si alza in piedi.
Allora andiamo.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
Sta lavando i piatti, quando Thomas entra in cucina con indosso
la muta e in mano la tavola da surf. Non  un'anomalia.
 il suo solito schema: quasi tutti i pomeriggi, quando
torna a casa dal lavoro, va a farsi una corsa in riva all'oceano
e, a seconda della marea, anche un po' di surf. E poi
fa un giro in bicicletta, anche se piove, anche se nevica: fa
di tutto pur di stare all'aperto, pur di fare movimento. Ci
sono voluti anni di matrimonio prima che Gwyn accettasse
l'idea che era impossibile parlare con lui di cose importanti
- anzi, di qualsiasi cosa - prima di quel suo spazio da solo,
all'aperto, per decomprimersi. Dopo  d'umore migliore, il
viso pi rilassato, disponibile. Nell'arco di tempo tra il lavoro
e il movimento all'aperto, Gwyn pu anche avere la
notizia migliore del mondo, ma suo marito non riuscirebbe
a prestarle attenzione, o ad ascoltare la novit.
Thomas apre il forno e d un'occhiata alla torta, mentre
l'aroma denso del burro si diffonde nell'aria.  la Red
Velvet?
Gwyn gli spruzza un po' d'acqua addosso. Chiudi. Porta
male.
Come mai?
Hai presente che porta male vedere la sposa in abito
bianco prima del matrimonio?
E tu vorresti dire che porta male vedere il dolce di velluto
rosso prima della festa di divorzio?
Esattamente.
Thomas sorride, ma ubbidisce a sua moglie e richiude lo
sportello del forno. Mi fido di te.
Gwyn aumenta il getto dell'acqua, mentre Thomas appoggia
la tavola da surf contro la parete e apre lo sportello 
del frigo per prendere una bottiglia di t  verde da portare
con s. Gwyn sa cosa sta cercando e gli dice: Secondo
ripiano.
Thomas si china per prendere la bottiglia. Credo che i
ragazzi non abbiano problemi con i nostri programmi di
stasera. Sapevamo che non sarebbero stati contenti delle
dimensioni della festa, ma sembra proprio che non abbiano
problemi.
Sul serio? Tu credi?
Forse Gwyn si aspetta che Thomas sia arrabbiato con lei,
arrabbiato perch durante la conversazione con i figli ha
avuto un comportamento notevolmente passivo-aggressivo,
perch non  stata all'altezza dell'occasione come aveva
detto che avrebbe fatto, non abbastanza convincente come
avrebbe potuto essere. Suo marito per non pare arrabbiato
e questo  quasi peggio. Sembra un altro segnale del fatto
che ormai si accorge a malapena di lei.
Thomas chiude lo sportello del frigo e scuote la bottiglia
di t nella mano sinistra. Georgia era turbata. Ma si
calmer.
Speriamo.
Gwyn, io credo che per loro sia difficile non vederci insieme.
Andr meglio tra un po'.
Lei rialza lo sguardo dai piatti. Perch lo pensi?
Si renderanno conto che non potevamo restare cos.
Gwyn annuisce, cercando di ignorare la stretta che sente
nel petto, mentre Thomas si sposta sull'altro lato dell'acquaio
e tende la mano per accendere la piccola radio che
tengono sul davanzale della finestra. Voglio sentire le previsioni
del tempo, prima di uscire. Si sintonizza su 1010
proprio mentre il meteorologo sta concludendo il suo intervento:
"...Attesi temporali nella prima serata, di crescente
intensit nel corso della notte. Di certo non una replica
dell'uragano che ci ha fatto visita nel 1938 in questo stesso
giorno, ma sicuramente non il momento pi adatto per
una passeggiata lungo la spiaggia".
Non  una splendida previsione per stasera dice Thomas.
Svita il tappo della bottiglia e beve un sorso. Per
penso che andr tutto bene. Il granaio regger, giusto? Non
dobbiamo preoccuparci.
Gwyn  d'accordo. Con tutto quello che deve organizzare
per la serata, il tempo  l'ultima cosa della quale ha intenzione
di occuparsi.
Sai quante volte mio padre mi ha raccontato cosa gli
successe durante l'uragano?
"E sai quante volte me l'hai raccontato tu?" vorrebbe dirgli
Gwyn. Potrebbe ripetere tutto a memoria, perfino quello 
che  successo dopo: Champ che ricordava con tenerezza
come la citt di Montauk fosse stata ricostruita e come lui e
Anna avessero finito col partecipare alla rinascita dell'area
dopo ci che era accaduto.
Fu a causa dell'uragano che decisero di vivere qui a tempo
pieno continua Thomas. La maggior parte della gente
non lo fece, non la consider un'opzione praticabile. 
strano, se ci si pensa: i miei avrebbero avuto una vita totalmente
diversa, se non fossero restati.
Gwyn sorride, ma non ha voglia di parlare di Champ e
Anna. Parlarne le fa sentire la loro mancanza, le fa desiderare
che siano ancora qui. Non pu fare a meno di pensare che,
se ci fossero ancora, Thomas non farebbe quello che sta facendo.
Sa che, come minimo, lo farebbe in modo diverso.
Indica con un cenno la finestra, dalla quale si vede Nate
che, in piedi sul bordo della scogliera, vicino al dondolo,
getta sassi nell'oceano.
Perch non gli chiedi di venire con te? domanda a Thomas.
Maggie  di sopra, sta dormendo in camera di Nate.
Sarebbe bene che tu gli parlassi, visto che potete passare un
po' di tempo da soli. Sarebbe bene che lo facessi parlare.
Di cosa? Thomas sembra confuso. Di te e me?
Gwyn gli lancia un'occhiata. Di lui e Maggie. Del perch
tuo figlio ha preferito non dirle alcune cose molto
importanti.
Per esempio?
Per esempio Maggie non sa del primo ristorante.
Cosa stai dicendo? Come pu non saperlo?  semplicemente
pazzesco.
"Davvero?" vorrebbe dire Gwyn. "E cosa mi dici di tutto
quello che credi che io non sappia?  pazzesco anche
questo?"
Cos'ha detto Nate esattamente?
Gwyn fa un respiro. Non  dell'umore giusto per interpretare,
non  dell'umore giusto per riesaminare il tutto: il
poco che Nate le ha detto e quello che non  riuscita a fargli
confessare nel corso della sessione di pasticceria. Vaglielo
a chiedere, Thomas dice a suo marito, sentendo montare
l'irritazione. Vagli a chiedere cosa sta combinando.
Okay. Thomas prende la tavola da surf. Comunque
Maggie non  di sopra.  uscita poco fa con Georgia.
Ho sentito la macchina allontanarsi. Non sono venute ad
avvertirti?
No. Non le ho neppure sentite partire. Gwyn posa la
spugna che ha in mano. Strano. Be', avviser io Maggie.
L'avviser e la terr occupata.
Thomas le d qualche colpetto sulla punta del naso e poi
traccia un piccolo cerchio veloce. Tu stai bene?
Lei si ritrae da quel tocco e dalla sensazione che le lascia
quando Thomas si allontana. Certo. Sto splendidamente.
Gwyn...
Vai. Sbrigati. Prima che cominci a piovere.
Thomas indica la radio. Sembra che abbiamo ancora
tempo, prima che la tempesta ci colpisca.
L'unica cosa che non abbiamo  tempo dice Gwyn. Lui
le lancia un'occhiata, ma poi afferra la sua tavola da surf
e se ne va.
Gwyn se la prende comoda. Finisce di lavare i piatti, li
ripone nel pensile e poi, con calma, esce di casa anche lei,
ma va nella direzione opposta rispetto a Nate e Thomas. Si
avvia lungo il vialetto, verso la casa dei vicini.  tranquillo
qui fuori, quasi silenzioso, ma tra non molto arriveranno
tutti quelli che devono preparare la festa e il granaio si trasformer
di colpo, con candele sui tavoli che adesso sono
ammassati lungo i lati, un buffet circolare al centro, le travi
rivestite di palloncini bianchi e palle di vetro.
Comunque Gwyn ha ancora un po' di tempo per sistemare
l'ultimo tassello. Si  spinta fino a questo punto, ma non
 nervosa. Non lo . Si sta semplicemente permettendo di
rielaborare ci che sa, come un mantra che non fa che ripetersi
da quando sono cominciate tutte le bugie di Thomas:
"Pi di una cosa, non  vera". Alla gente piace affermare
il contrario, piace parlare di conflitti interiori, di sfumature,
di livelli di complicazione. Ma se quest'ultimo anno ha
insegnato qualcosa a Gwyn,  che le persone sanno ci che
vogliono molto pi chiaramente di quanto siano disposte
ad ammettere, perfino a se stesse. Tu vuoi qualcosa o non
la vuoi. Decidi di continuare a impegnarti in un rapporto
oppure ci rinunci. Ami una persona oppure ne ami un'altra.
E, se ami qualcun altro, spesso ci che ami di pi  l'idea,
specie se non hai ancora imparato che probabilmente neppure
questo nuovo qualcuno ti salver.
Thomas non l'ha ancora imparato, e ci spiega perch
possa mentire e definire la ragazza "religione". E perch a
Gwyn non resti che definire la ragazza la propria nuova religione:
seguirla, capire attraverso di lei, comprendere l'uomo
che suo marito ha deciso di essere. Sapere qualcosa di
ci che succeder alla sua famiglia.
Ed ecco. Quello che succeder.
Eccola qui.
Seduta sugli scalini dei Buckley.
L'amante di suo marito. In jeans lisi, giacca troppo larga,
due trecce ai lati della testa. Gli occhi che sfrecciano avanti
e indietro, un'aria nervosa e, tra le mani, un grande 
vassoio d'argento carico di gigantesche cappelle di funghi.
ve le dice Gwyn avvicinandosi. Benvenuta.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
Prima di visitarlo Maggie sapeva solo alcune cose del faro
di Montauk Point:  il pi antico faro d'America,  l da pi
di duecento anni ed  tutt'ora in uso per aiutare le navi in
entrata e in uscita a orientarsi sulla punta di Long Island,
un importante porto ai confini del mondo. Quello che fino
a oggi non sapeva  che molte coppie decidono di sposarsi
in questa area, prenotando con anni di anticipo. Di conseguenza,
ogni weekend c' una coppia di sposi che pronuncia
i suoi voti davanti a una cinquantina di amici, con
l'oceano alle spalle e, in cima alla collina sulla destra, il faro,
simile a un raggio che splende, eterno. Molto spesso chi celebra
il matrimonio indica il faro come simbolo dell'unione,
di ci che aspetta la coppia.
Quando Maggie e Georgia sono arrivate, si stava celebrando
un matrimonio. Hanno portato l'auto in un parcheggio
"privato" che conosceva Georgia: in pratica una
stradina sterrata in disuso. Poi Maggie ha seguito la sorella
di Nate attraverso il boschetto e fino alle rocce, oltre le
quali c'era una piccola spiaggia, contrassegnata dal cartello
PROPRIET DEL GOVERNO. VIETATO L'ACCESSO. Ora POSSONO
osservare la cerimonia senza essere viste.
Sei sicura che possiamo stare qui? chiede Maggie.
Shh! dice Georgia indicando gli sposi distanti una quarantina
di metri. Mi sto concentrando.
Dagli scogli su cui siedono, Maggie pu vedere tutto ma
non sente niente, cos pu inventare qualsiasi storia le venga
in mente. Visti da l, i due che si stanno sposando possono
essere chiunque.
La coppia sembra piuttosto anziana, sulla settantina, e
probabilmente  questa la ragione per cui hanno deciso di
inserire nella cerimonia un numero imprecisato di letture
sacre. Probabilmente vogliono che i rispettivi figli e i figli
dei figli si sentano coinvolti, parte dell'evento. Ci sono anche
molti musicisti e cantanti, che suonano e cantano a turno
per tutta la durata della cerimonia. Forse uno dei due
sposi  un musicista, o magari lo sono tutti e due ed  cos
che si sono conosciuti. Comunque  questo che decide di
credere Maggie.
Ho sempre pensato che mi sarei sposata qui dice Georgia.
Appena uscita dal college mi ero messa con un tizio
specializzato in fondi speculativi, al quale piacevo proprio
perch ero appena uscita dal college. Avevo prenotato per
giugno e per poco non dimenticavo di annullare la prenotazione.
E anche che quel tizio non lo sopportavo proprio.
Probabilmente potrei farmi restituire la caparra.
Maggie si volta verso Georgia e cerca di concentrarsi su
quello che la ragazza sta dicendo. "Ha un senso questa storia?"
Abbassa gli occhi sulla bottiglia d'assenzio e sul vuoto,
fin troppo evidente, che ha creato lei stessa. E forse 
solo perch  seduta che non si rende pienamente conto di
quanto sia notevole quel vuoto. Da qualche parte dentro
di s, per, sa che sta succedendo qualcosa. Lo sa e non fa
niente per impedirlo.
Quando ero ancora una ragazzina, a volte la mamma e
io il sabato venivamo qui per guardare i matrimoni. Ogni
volta restavo stupita dal fatto che la coppia arrivasse sempre
fino in fondo alla cerimonia. Che mai nessuno si alzasse
in piedi e se ne andasse, che cambiasse idea all'ultimo
momento. Ero sempre in attesa di una scena del genere.
Non  terribile? Un'intera vita rovinata solo per il mio
divertimento.
A me sembra molto umano commenta Maggie.
Forse.
Maggie osserva la ragazza con maggior attenzione. Tu
e Denis non parlate mai di matrimonio?
 sicuramente colpa dell'assenzio. Se Maggie fosse sobria,
questa sarebbe una domanda troppo spaventosa per lei.
Georgia scuote lentamente la testa. No. Denis vuole
aspettare che nasca il bambino.
Per sposarvi?
Per parlarne.
Georgia si china in avanti e prende la bottiglia d'assenzio
dalle mani di Maggie. Annusa a lungo il liquore e poi
restituisce la bottiglia.
Hai mai sentito quella frase di Oscar Wilde... "Tutte le
donne diventano come le loro madri"? Almeno mi pare
che fosse Oscar Wilde. Conosci quell'aforisma, vero? "Tutte
le donne diventano come le loro madri.  questa la loro
tragedia..."
E Maggie la sente, quella familiare fitta al petto. Al solo
suono della parola "madre", una parola che le ricorda ci
che non ha mai realmente avuto. Perch deve essere ancora
cos, dopo pi di vent'anni dall'uscita di scena di sua madre?
E che importanza ha il perch?  cos e basta, e non
serve negarlo. La madre di Maggie se n' andata, non  mai
tornata e Maggie non ha mai fatto nulla per trovarla. O per
lasciarla andare. E forse questo ha fatto la differenza, in un
modo che Maggie ha paura di riconoscere.
Ci sto pensando molto ultimamente continua Georgia.
Voglio bene alla mamma, ma mi preoccupa un po' l'idea
che possa essere vero. Guarda Maggie. Tu credi di s?
Maggie scuote la testa. Se siamo destinate a diventare
come le nostre madri, pensa, allora lei  destinata a lasciare
le persone che pi la amano. Decider che la situazione
 troppo difficile, o troppo scomoda, o troppo coinvolgente,
e se ne andr. Non  questo che ha sempre fatto?  cos. 
sempre stata lei quella che se n' andata, quella che ha trovato
motivi per non restare - la sua carriera e tutte le ragioni
connesse -, anche quando gli uomini con cui stava le avevano
dato milioni di ragioni per non cercare alcuna scusa.
Ges, spero proprio di no risponde.
Anch'io. Per credo che per lui sia sempre stato difficile
rapportarsi agli altri. Noi l'abbiamo sempre accettato, pi o
meno. Lui era cos. Aveva bisogno di passare un certo tempo
da solo, tempo per non sentirsi rinchiuso sottochiave
da noi. E la mamma l'ha sempre protetto, capisci? Gliel'ha
sempre concesso.
Maggie impiega un minuto per capire che Georgia sta
parlando di Thomas. Che sta parlando del modo in cui sua
madre e suo padre stavano insieme e dell'impressione che
lei ne aveva.
Quello che mi d fastidio  che la mamma lo facesse senza
neppure pensarci. Non  mai stata brava nel ritagliarsi
uno spazio suo, nel soddisfare le proprie necessit, ma non
ha mai avuto problemi nel dirci "Vostro padre ha bisogno
di XYZ. Come se fosse stato suo dovere farci capire pap.
E non dovere di nostro padre. Georgia fa una pausa. Io
non voglio essere cos.
Cos come?
Quello dei due che si d sempre da fare di pi.
Maggie guarda la ragazza, che le sembra sfocata. Le sembra
sfocata a causa dell'incapacit di concentrarsi abbastanza,
o della mente satura d'assenzio, o di entrambe le cose. Fa un
respiro, stringe forte le palpebre e poi guarda il cielo, dove
l'azzurro sta cedendo il passo a qualcosa di pi scuro.
Hai paura di esserlo? domanda a Georgia. Quello dei
due che si d sempre da fare di pi?
No risponde la ragazza. Ho paura che lo pensi la mia
famiglia.
Maggie la fissa, confusa. Che differenza fa quello che
pensa la tua famiglia?
Ho paura che mi convincano.
Maggie afferra la bottiglia e versa un quarto di dose nel
bicchierino, anzi, neppure un quarto: un cucchiaino da t.
E poi solleva il bicchiere, in tutta risposta. Lo porge alla ragazza.
Georgia butta gi il liquore. Accidenti, lo sapevo che
mi avresti fatto sentire meglio. Si passa una mano sulla
bocca. Sai, dai l'impressione di essere una persona saggia
e comprensiva. Hai un cuore enorme, cosa che a me piace
nelle persone.
Wow! Chiss cosa avresti detto se ti avessi dato un bicchierino
pieno.
Maggie sorride, e le sembra la prima volta in tutta la giornata.
Andr tutto bene, si dice, tutto quanto. Torner a casa
e dormir un po', smaltendo parte dell'assenzio. Si preparer
per la festa di questa sera. E domani a quest'ora sar
gi sulla strada del ritorno per Red Hook con Nate.
Poi Georgia riprende a parlare.
Ho avuto questa sensazione appena ti ho visto scendere
dall'autobus. Una sensazione positiva, ed  stato un sollievo.
Ero preoccupata. Mi ero preparata tutta una serie di
argomenti, nel caso la situazione fosse risultata imbarazzante.
Per esempio, Nate mi aveva detto che ti piace la musica.
Per cui potevamo parlare di musica. Perch la prima
volta che Nate si  sposato, non  andata cos. Tutti i preparativi
del mondo non sarebbero serviti a niente. Ho cercato
di essere simpatica e gentile, volevo esserlo, ma lei ha
reso le cose difficili. Veramente difficili.
Per un secondo Maggie  sicura di avere capito male. Poi
 sicura di non avere capito male.
Ryan non ci ha mai neppure provato con me. Non era
il tipo. Lei  dell'altro tipo. Hai presente la ragazza che odi
perch vorresti quasi essere come lei? Fredda, ma ogni tanto
dolce, in quel modo che fa tornare di corsa gli uomini
da lei perch sperano che possa essere dolce di nuovo. Un
giorno. Se mai capiranno il modo speciale in cui lei vuole
che siano fatte le cose.
La testa di Maggie sta girando. Cos forte che forse si staccher
dal corpo. Si aggrappa al fianco della roccia, si aggrappa
letteralmente, cercando di concentrarsi sul proprio
respiro, rifiutandosi di voltarsi verso Georgia.
Ryan? domanda finalmente.
S, Ryan.
Ryan?
Un nome insolito per una ragazza, vero? E lei  all'altezza
di quel nome, credimi dice Georgia, scuotendo la
testa come per condividere il disprezzo. Ma poi, accorgendosi
di colpo che Maggie non ha idea di ci che sta dicendo,
scuote la testa pi lentamente, fino a fermarsi quasi
del tutto. Aspetta un attimo: perch mi stai guardando
in quel modo?
Maggie non risponde.
Nate non ti ha detto che  stato sposato... Non posso
crederci! Nate non ti ha parlato di Ryan?
Smettila di ripetere quel nome dice Maggie.
Come pu non avertelo detto? Georgia si tiene la testa
con le mani.  un disastro. Un vero disastro. Nate mi
uccider...
Maggie non la sta pi ascoltando. Si sta gi alzando in
piedi, avviandosi verso l'auto. Scivola sulla roccia e si taglia
un lato della caviglia, e solo per un pelo riesce a non
far cadere la bottiglia d'assenzio. Non le cade e lei riprende
a camminare.
Fermati! Georgia la segue, saltellando sulle rocce. Dove
stai andando?
" stato sposato. Nate  stato sposato. Con una donna
che non ho mai sentito nominare. Della quale fino a questo
momento non ho mai saputo niente. Non c' modo di
razionalizzare la cosa. Non ci sono scuse per il comportamento
di Nate."
Non lo so. Maggie sta camminando nella direzione opposta
rispetto all'auto. Sta semplicemente camminando.
Fermati, Maggie. Devi fermarti, cos posso spiegarti un
po' meglio.
Maggie non pu fermarsi. Ci sono lacrime che le riempiono
gli occhi. Le sente. E la caviglia le fa male. Adesso che sta
camminando, non pu ignorarlo. L'assenzio le rende i pensieri
pi limpidi e allo stesso tempo annebbiati in un modo
completamente nuovo. Non  certa se stia capendo pi o
meno di quanto capirebbe in condizioni diverse. Probabilmente
di meno. E pensa che sta per prendere una decisione
davvero stupida.
Nate  stato sposato? domanda.
S.
Allora cosa c' da spiegare?
E questa volta Maggie si avvia nella direzione giusta, verso
l'auto, le chiavi gi pronte in mano, gi pronta a partire.
Per favore, aspetta. Adesso sono accanto alla vettura e
Maggie sta cercando inutilmente di aprire le portiere chiuse
a chiave. Poi comincia ad aprire quella sul lato del conducente,
riuscendo a malapena a inserire la chiave nella serratura.
Sente Georgia scivolarle alle spalle e, con un movimento
rapido, strapparle le chiavi di mano.
Maggie, sei ubriaca.
Non sono ubriaca.
Non sei neppure sobria.
Maggie le lancia un'occhiataccia e Georgia le tende le
chiavi. Poi, proprio mentre Maggie sta per afferrarle, la ragazza
le ritrae di scatto.
Cos'hai intenzione di fare? Devi dirmelo. Lasci la citt?
Non posso permettertelo. Non puoi partire e abbandonare
mio fratello. E me, lasciamo perdere mio fratello. Non puoi
abbandonare una ragazza incinta nei pressi del faro.
Hai ragione.
Lo credo anch'io.
Maggie passa lo sguardo da Georgia all'auto. Be', se
vuoi venire con me, devi portarmi da lei.
Lei chi?
Maggie non dice niente, ma continua a fissare Georgia negli
occhi. Ryan? La sorella di Nate la guarda come se fosse
pazza. E forse Maggie lo . Forse, dopo l'assenzio e dopo
l'eccesso di informazioni,  impazzita sul serio. Ma  l che
vuole andare.
Cos' che ti rende cos sicura che Ryan sia qui nei dintorni?
domanda Georgia.
Maggie non ne  sicura. Ma avrebbe senso, no? Un'altra
ragione per cui Nate non vuole mai tornare a casa. La ragione
vera. E, vedendo l'espressione timorosa di Georgia,
Maggie adesso lo sa con certezza. Ryan  abbastanza vicina
da poterla raggiungere.
Va bene cede Georgia, spingendo Maggie di lato e
mettendosi lei stessa al volante. Ma, per la cronaca, io credo
che questa storia finir male. Molto male.
Maggie si accomoda sul sedile del passeggero prima che
Georgia - o il suo stesso buon senso - si riprendano e possano
farle cambiare idea.
Be' dice immagino che lo scopriremo presto.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
Non  che non abbia alcuna familiarit con Internet, ma non
ha mai avuto occasione di impararne i dettagli, di servirsene
regolarmente. Cos, quando ha scoperto di Thomas e ve, 
stata sua sorella Jillian a fare una ricerca su Google e a mandarle
i risultati. (Chi pu volere questo tipo di risultati?) Non
 un bene avere troppe informazioni. Oggi probabilmente
nessuno la pensa cos, ma Gwyn  convinta che si stia molto
meglio con meno informazioni. Specie perch, una volta
che cominci a cercarle,  perch speri di non trovarne.
E poi invece le trovi.
La ricerca Google su ve Stone ha rivelato cose che servono
solo a renderla pi umana, pi reale. ve Stone. Nome
completo: Natalie ve Stone. Diplomata alla Pacific Valley
High School nel 1997. (Nessun dato che indichi un college.)
Trasferita a Santa Barbara, California, dove ha abitato
in una strada che si chiama Foothill Road e ha lavorato per
una societ di catering, per un servizio di dog-sitter e per
un ristorante chiamato Firestone's. In seguito si  trasferita
a Oxnard - come Natalie ve Stone - dove forse ha vissuto
con un uomo, un uomo che la manteneva, perch non
risulta alcun impiego. Nessun dato di un qualsiasi impiego
finch ve Stone non approda sull'estremit orientale
di Long Island e inaugura la sua Eve's Kitchen.
Sembra che si faccia chiamare solo ve gi da un po', forse
da pi di un po'. Gwyn non sa cosa l'abbia spinta a cambiare
nome. Internet di questo non le ha detto niente.
E neppure di un'altra cosa: ve  stata una studentessa
di Thomas, era una delle studentesse del corso di recupero
per adulti di Thomas, la terza in lista d'attesa, l'ultima ammessa
al corso. Se Stephanie Golding non avesse abbandonato
dopo la prima lezione, Gwyn oggi non avrebbe questo
problema. Ne avrebbe altri, sicuramente, ma non questo. E
il punto  che, se non le stesse succedendo realmente, sembrerebbe
una situazione da brutto film, dove c' un uomo
che si suppone sia una cosa soltanto: cattivo. E nel film si
vede il cattivo che se ne va in giro a scopare la sua studentessa
in modo che il pubblico abbia subito le idee chiare:
"Odiate quest'uomo.  lui lo stronzo". Come se fosse cos
semplice, per chi ha il dovere di odiarlo nella vita vera.
Ci sono cose che le tornano in mente. Quella sera, dopo che
era andata al centro meditazione e aveva scoperto che suo
marito non c'era, aveva deciso che doveva sapere la verit.
Era tornata mentalmente indietro, al momento in cui tutto
era cominciato, a quella prima conversazione con Thomas in
bagno, avvenuta subito dopo la sua lezione del luned sera.
E cos il luned sera seguente Gwyn era andata al college e
aveva visto Thomas e ve davanti alla biblioteca.
Da dietro, non sembravano poi cos ridicoli. Gwyn aveva
capito che Thomas voleva credere che lui e ve si appartenessero.
La stava aiutando a caricare scatole sul furgone, la mano
che indugiava sul suo sedere, teso verso di lei. Come se, tra
i due, fosse lui quello che doveva dimostrare qualcosa, impegnarsi
per meritare l'altro. Quasi che, se lui non si fosse
impegnato o non avesse teso la mano, ve se ne sarebbe potuta
andare.
Thomas voleva essere quello dei due che si impegnava.
Gwyn l'aveva capito e questo l'aveva aiutata a capire tutto
il resto, e cio cosa suo marito vedesse in ve. Thomas era
sempre stato affascinato dalle donne senza paura, in grado
di fare qualsiasi cosa anche senza di lui. Ora pensava
che solo se si fosse dimostrato altrettanto coraggioso, fortunato
e all'altezza gli sarebbe stato concesso di restare. Se
gli avessero chiesto cosa vedeva in quella donna, Thomas
probabilmente avrebbe risposto che ve era molto dolce,
semplice e che con lei era facile parlare. Ma si sarebbe sbagliato,
se avesse pensato che il suo desiderio per ve fosse
suscitato da una di queste caratteristiche. Anche se Thomas
apprezzava quelle qualit, lo faceva solo con distacco.
Non penetravano davvero dentro di lui.
Molto tempo fa aveva dovuto impegnarsi per avere Gwyn,
per convincerla che poteva essere l'uomo che lei aveva bisogno
che fosse. Le aveva detto che avrebbe saputo sostenerla
e restarle accanto, diventare un buon genitore e costruire
una vita insieme a lei.
Adesso Thomas vuole esattamente il contrario. Per guadagnarsi
ve - ve con il suo spirito eccentrico, il suo desiderio
di non avere problemi, di restare libera e coraggiosa
- Thomas deve riuscire a convincerla che pu essere
libero quanto lei. E deve convincere se stesso.
Abbiamo un problema dice ora ve, ancora seduta sugli
scalini.
Gwyn finge di non averla sentita - o meglio, non ammette
di averla sentita - e solleva il pesante vassoio dal grembo
della ragazza. Le passa accanto per entrare nella cucina
dei Buckley, con il vento che le soffia alle spalle. Fa in
modo che sia ve a seguirla. Questa volta.
Allora dice Gwyn, appena sono entrate tutte e due.
A quanto pare, potremo avere un po' di pioggia, ma ce ne
preoccuperemo solo se accadr. Abbiamo gi un incaricato
che fornir tutti gli alcolici, montagne di caviale e champagne.
Un vodka-bar al completo. Gli dir di organizzare
i camerieri, perci la tua unica responsabilit sar preparare
i vari piatti e avere una o due persone che ti aiutino in
cucina. Fa una pausa. Ma questo lo sai gi. Ne abbiamo
gi parlato, no? Perch mi guardi cos?
ve abbassa gli occhi e poi guarda da un'altra parte. Sembra
giovane sotto la pelle, giovane e spaventata, in piedi
davanti a Gwyn. Per un secondo Gwyn prova dispiacere
per lei, quasi si sente materna.  una giovane donna in
grossa difficolt: ha problemi edipici, o di insicurezza, e ha
trovato un uomo che le promette di risolverli. E cosa importa
se quest'uomo  sposato? Cosa importa se quest'uomo
sta mancando alla promessa pi importante che abbia
mai fatto?
Mrs Lancaster...
Gwyn, per favore. Tutto considerato...
Tutto cosa?
Gwyn posa il vassoio sul ripiano. Be', considerato che
dovremo lavorare insieme, fianco a fianco.
Ecco,  proprio di questo che volevo parlarle.
Gwyn si volta, cercando di sembrare spontanea, e si sistema
i capelli dietro le orecchie. Okay, dimmi.
Sono davvero spiacente, ma purtroppo non potr occuparmi
del catering per la sua festa di stasera. Mi rendo
conto che  poco professionale, cos all'ultimo minuto, ma
 successo qualcosa. Un problema personale.
Che tipo di problema?
Preferirei non parlarne.
E invece devi. Bisogna che ti sforzi un po' di pi, ve.
Tra qualche ora arriveranno qui centosettanta persone.
Mi era sembrato che avesse detto duecento.
Gwyn incrocia le braccia sul petto. Mi piace stare sul sicuro
con le ordinazioni.
ve la ignora e si avvicina al vassoio. Ho gi preparato
praticamente tutto, la roba da mangiare  sua. E la mia
amica Lola Cunningham, del Bobby Van's, ha detto che sar
lieta di lavorare con quello che ho preparato e farsi carico
del catering.
Gwyn si rende conto che ve sta cercando le parole, ma
non riesce a trovarle.
ve, se sei preoccupata perch credi che questa festa sia
al di sopra delle tue possibilit, se  di questo che si tratta,
per favore non pensarci. Sono perfettamente consapevole
dei tuoi limiti e della tua inesperienza per quanto riguarda
party di queste dimensioni, ma mi sei stata caldamente
raccomandata.
Da chi?
Da mio marito.
ve resta in silenzio, chiaramente confusa, chiedendosi
cosa sappia Gwyn, la quale, a sua volta, si chiede come abbia
fatto ve a scoprire chi  lei. Perch mi ha detto che la
festa era qui, dai Buckley? chiede ve.
Ma di cosa stai parlando? Ti ho solo detto che avremmo
preparato tutto dai Buckley.
No. Quando abbiamo parlato al telefono, mi ha detto
che il party era qui.
Ti ricordi male.
No, non  vero.
Gli occhi di Gwyn incontrano quelli arrabbiati di ve.
Be', comunque che differenza fa? Qui o l. Qui  pi facile
in termini di spazio per organizzare il lavoro. E cosa c'entra
con il fatto che vuoi andartene?
Immagino che non c'entri.
Gwyn si volta a guardarla. Giusto, non c'entra. Perci
cominciamo con l'ordine delle portate. Ovviamente farai
una rotazione con i diversi antipasti, ma vorrei che cominciassimo
con le polpettine di granchio. Penso che sarebbe
un buon inizio. Tutti tremano gi all'idea che stia per finire
la stagione dei piatti di mare.
Senta, voglio essere chiara. ve si schiarisce la voce.
Occuparmi del catering di questa sera mi metterebbe a
disagio.
Anche Gwyn si schiarisce la voce, quasi rifacendole il verso,
e poi si avvicina alla ragazza. Allora, vediamo se ho capito
bene: ti senti a tuo agio quando vai a letto con mio marito
e gli fai distruggere un matrimonio durato trentacinque
anni, per il mio catering ti mette a disagio?
ve resta in silenzio e Gwyn glielo legge in faccia: le sue
paure peggiori sono state confermate. Non si tratta di una
bizzarra coincidenza, di un tiro mancino del destino: la moglie
sa. O perlomeno sa abbastanza da far s che questo incontro
non si concluda bene.
ve la trafigge con lo sguardo. Quindi lo sapevi? domanda,
e d'improvviso sembra assumere un atteggiamento
di sfida, sembra addirittura irritata, come se fosse lei quella
che  stata ingannata. Come se fosse lei quella che ha subito
un torto. E forse, in questo particolare momento,  cos.
Certo che lo so. Perch pensi di essere qui?
ve  fuori di s e Gwyn la vede lanciare un'occhiata
carica di desiderio alla porta, quasi si stesse chiedendo se
non sia il caso di correre fuori, di fuggire. Gwyn si piazza
davanti alla porta per bloccarle la strada. Almeno quella
strada.
 una pazzia dice ve. Tu sei pazza.
 possibile. E, se  cos, probabilmente per te  una buona
notizia.
Perch?
Perch ti render le cose pi facili un giorno, quando ti
sentirai male ripensando a tutto questo, quando sarai un
po' meno sicura di te, quando non ti sognerai pi di intrometterti
nel matrimonio di qualcun altro. Ti far sentire meglio
a proposito di quello che hai fatto. No, non voglio sopravvalutarti:
quello che hai contribuito a fare.
Qualsiasi problema tu abbia, dovresti discuterne con
Thomas.  con lui che devi parlare.
Lo far, credimi. Tu per devi ascoltarmi ancora per un
minuto. Ne ho bisogno. Puoi farlo per me?
ve non risponde, ma si allontana dalla porta e va a sedersi
al tavolo di cucina. Gwyn torna davanti al ripiano e
comincia a togliere la pellicola dal vassoio di funghi. Devono
esserci tonnellate di altri vassoi nel furgone, ma aspetteranno.
Aspetteranno che ve sia sistemata. Grazie dice Gwyn.
Prego.
Gwyn finisce di togliere la pellicola. Santo cielo, hanno
un profumo meraviglioso! Si china ad annusare da vicino.
Hai usato l'aneto? Una scelta interessante.
S, una marinata di aneto e ananas.
Anche l'ananas? Gwyn scuote la testa. Non l'avrei
mai indovinato.
 una ricetta di mia madre.
Sara Stone. Old Coat Road. Big Sur, California.
ve le lancia un'occhiata, ma Gwyn la ignora e la fissa negli
occhi, occhi azzurri. E tristi. Visti cos da vicino, non si
pu negare che siano tristi.
ve, qui non parliamo di colpe, okay? O perlomeno non
di colpe tue.  mio marito che mi ha tradita.  lui che ha
deciso di farla finita con il nostro matrimonio. Su questo
ho le idee molto chiare. Non sei tu ad aver promesso, trentacinque
anni fa, di restare con me per sempre. E non  tua
la responsabilit di quello che Thomas ha combinato. O almeno...
non la responsabilit maggiore.
Allora non capisco.
Ci sono molte ragioni per cui ho bisogno che tu ti occupi
del party di questa sera. E, che tu ci creda o no, non 
solo a mio vantaggio.
Quindi sarebbe a vantaggio mio?
In parte.
E in che modo?
Tu non mi dai l'idea di essere una risparmiatrice. Ma
quando mio marito ti lascer, cosa che far, ti sentirai distrutta
e vorrai andartene lontano da qui, da lui e da qualsiasi
cosa abbia a che fare con questo periodo della tua vita.
Magari ti verr voglia di tornare a Big Sur, chi lo sa? Il denaro
che guadagnerai stasera ti permetter di andartene.
ve scuote la testa. Tutto questo  troppo strano.
S, molte cose lo sono.
La ragazza incrocia le braccia sul petto e riflette, riflette
veramente. In tutta onest, devo dirti che io sono convinta
che Thomas continuer a onorare il nostro amore.
Certo che ne sei convinta. Perch non dovresti? Anche
mio marito ne  convinto. Anzi, ne  cos sicuro che  disposto
a mentire a tutta la sua famiglia pur di farlo.
ve non sembra confusa dalla risposta. Questo convince
Gwyn che Thomas le abbia confidato quello che sta cercando
di fare: scaricare la responsabilit su qualcosa che non 
biasimabile. Una trasformazione spirituale, una conversione.
E in seguito, quando sar trascorso abbastanza tempo e
le ferite si saranno rimarginate, presenter ve ai suoi figli
e addirittura a Gwyn stessa. Quando ve sar irreprensibile
e inattaccabile, non una persona da disprezzare come
ora. "Vi presento la mia fidanzata" dir Thomas. "Vi presento
ve Stone."
Ma ti voglio spiegare l'altro lato della medaglia dice
Gwyn. Quando ami qualcuno, quando hai passato diversi
decenni ad amarlo, cominci a vedere quello che succede
dentro di lui prima ancora che lui stesso se ne accorga. Sai
cosa far ancora prima che lo faccia.
E cosa far Thomas? Rester con te?
Non sto dicendo questo.
E allora cosa stai dicendo?
Gwyn estrae dalla tasca l'assegno, un assegno di ventimila
dollari, seimila in pi di quanto concordato per la serata.
Giusto in caso che il denaro extra possa servire al suo
obiettivo, nel caso si tratti solo di questo.
Si avvicina al tavolo e tiene l'assegno sospeso tra s e ve.
Sto dicendo che credo che dovresti accettarlo.
ve scuote la testa, in silenzio. Non vuole prendere l'assegno.
Gwyn la capisce. Accettarlo significa accettare l'idea
che le cose possano finire male. Significa accettare qualcosa
che, quando ami qualcuno, non puoi neppure prendere
in considerazione. Che lui possa lasciarti, esattamente
come ha gi lasciato un'altra. Che tu possa scoprire di non
essere diversa. Che tu possa scoprire di essere una donna
che si pu lasciare.
Perch? domanda ve.
Perch cosa?
Perch  questo che vuoi?
Gwyn decide di essere sincera per la prima volta oggi,
decide che ormai non c' pi pericolo. Si siede di fronte
a ve.
Non  questo che voglio.  solo quello che sto facendo.
Volevi conoscermi? Be', lo hai fatto.
No, non  per questo. Si tratta di qualcos'altro.
Le due donne si guardano e Gwyn ripensa a tutte le occasioni
in cui  stata seduta in questa cucina con i Buckley:
quando Nate era piccolo, quando Georgia era appena
nata. La volta in cui lei e Thomas erano seduti nelle
loro posizioni di oggi e Marsha aveva preparato una fonduta
al formaggio cos terribile che ne avevano riso tutti
quanti insieme.
Come pu succedere? Come pu una persona che  stata
con te in tutti quei momenti allontanarsi tanto da costringerti
a vivere un momento come questo?
Gwyn tende di nuovo l'assegno. Se Thomas ti ama nel
modo in cui credi, se hai ragione tu, niente di quello che
succeder o non succeder questa sera metter a rischio il
vostro rapporto.
ve fissa l'assegno. Poi si sistema la giacca e i jeans. E
Gwyn capisce che sta cercando di decidere quanto sia brutta
la situazione, sta cercando di soppesare la situazione rispetto
a quella grossa somma di denaro.
Non dovrai neppure farti vedere al party, dovrai soltanto
servire la torta. E questo solo perch l'ho fatta io. I camerieri
si occuperanno di tutto il resto. Probabilmente non incontrerai
Thomas per tutta la sera.
ve resta in silenzio. Ho bisogno di sapere perch.
"Perch" pensa Gwyn "forse riuscir a organizzare tutto
in modo che lui ti veda esattamente quando voglio io."
So che non mi devi niente, ma in parte  vero anche il
contrario. Stiamo parlando della mia famiglia, di tutta la mia
vita. E non  colpa tua. Anche se  pura semantica. Perch,
se tu non esistessi, io adesso non sarei qui. Se tu non volessi
stare con Thomas, tutto questo sarebbe irrilevante.
Thomas avrebbe potuto fare lo stesso per un'altra.
Ma non l'ha fatto, giusto? L'ha fatto per te. Noi adesso
stiamo qui perch ha deciso di farlo. Per te.
ve la guarda e per un attimo Gwyn non ha idea di cosa
stia per fare la ragazza.  cos che vanno le cose, no? E poi
ve lo fa.
Prende l'assegno dalla mano di Gwyn. Dove vuoi i vassoi?
domanda.
I vassoi?
Dove vuoi che cominci a sistemare le mie cose?
Laggi va benissimo risponde Gwyn, indicando il ripiano
della cucina. Laggi  perfetto.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
Sono arrivate fino ad Amagansett, risalendo River Ranch
Road e attraversando il centro di Montauk. Lasciata l'autostrada,
procedono tra le dune ai lati della strada, superando
i cancelli delle piccole vigne che producono un unico
tipo di vino: "Visite guidate a piedi". Georgia mantiene
una velocit intorno ai centoventi chilometri l'ora finch
non si avvicinano a un ristorante, e quindi frena per voltare
bruscamente a destra e immettersi nel vialetto d'accesso
circolare.  un delizioso ristorante in un edificio rivestito
di assicelle di legno bianche. L'insegna, un cartello rettangolare
bianco e nero piantato nel terreno,  tutto ci che distingue
la costruzione dalle altre che la circondano, l'unica
cosa che faccia capire alla gente che questo  un ristorante
e non un'abitazione privata:
THE HOUSE
BAR E RISTORANTE
DAL 1993.
Maggie resta in silenzio, spostando lo sguardo dal cartello
al ristorante, avanti e indietro. Ha paura di formulare
la prima domanda, di cui conosce gi la risposta.
Prima di sentire la risposta a voce alta, pu ancora fingere
che ci sia un'altra spiegazione: che Georgia abbia fame e
voglia mangiare qualcosa, oppure che abbia semplicemente
bisogno di andare in bagno e che questo sia il primo locale
pubblico che ha trovato. Qui il bagno deve essere bello,
Maggie pu dedurlo anche solo sbirciando all'interno,
dove vede un bancone da bar di mogano, candele e il fuoco
gi acceso nel caminetto.
Dimmi che hai bisogno di fare la pip dice Maggie.
Ho bisogno di fare la pip.
Oh, grazie a Dio. Per un secondo ho temuto che tu stessi
per dirmi che questo  il ristorante di Ryan.
Questo  il ristorante di Ryan.
Maggie sente una stretta al cuore.  una conferma alla
sua peggiore paura. Ryan  uno chef?
Georgia annuisce. Ryan  uno chef.
Perch a Maggie questa sembra la notizia peggiore che
potrebbe avere, la pi minacciosa? Non  ancora in grado
di capirlo, ma sa che le verr in mente e che le sembrer
ancora peggio. Gli occhi si spostano di nuovo sul cartello.
La data, 1993, sembra risplendere restituendole lo sguardo.
Nate le ha detto di essere rimasto qui per qualche anno
dopo il liceo. Maggie gli ha chiesto perch e lui le ha detto
qualcosa a proposito del fatto che non era "ancora pronto
ad andarsene". Da quando quella era la frase in codice per
intendere: "Perch, invece di iscrivermi al college, mi sono
sposato e ho aperto un ristorante con la mia prima moglie,
quella che c'era prima di te?".
E Nate ha aperto questo ristorante con lei? Questo ristorante
 anche di Nate?
Georgia passa le dita sul volante, poi sull'orologio del
cruscotto.
Georgia?
Sai, sei abbastanza brava a ricostruire tutto da sola. Forse
non c' nessun bisogno di entrare l dentro per parlare
con lei.
C' bisogno ribatte Maggie, chiedendosi quanti anni
avesse Ryan quando ha aperto il ristorante. Se stava gi
aprendo un ristorante, doveva essere pi vecchia di Nate,
con ogni probabilit significativamente pi vecchia. Questo
le riporta alla mente una conversazione che ha avuto con
Nate quasi all'inizio della loro storia, una conversazione innocente,
durante la quale gli aveva chiesto come mai avesse
deciso di diventare chef e aveva visto una strana espressione
passargli sul viso. Un'espressione sgradevole, che Nate
aveva immediatamente tentato di nascondere con una storia
che le era suonata falsa, qualcosa che aveva a che vedere
con sua madre e l'averla guardata cucinare da piccolo.
Maggie aveva cercato di ignorare la sensazione che non
fosse sincero. La sensazione di essere pazza o ipersensibile.
Perch: quale ragione poteva mai avere Nate per non dirle
la verit su una cosa del genere? Ecco la risposta.
Appena entri, telefono a Nate dice Georgia. Per dirgli
dove siamo. Mi dispiace, ma non so cos'altro fare. Io non so
come sistemare questa faccenda, forse lui ci riuscir.
Maggie riflette sul fatto di aver lasciato che Nate sistemasse
sempre tutto, su tutti i modi in cui era convinta che
lui potesse sistemare tutto. Fa' pure dice a Georgia. L'ultima
cosa di cui abbiamo bisogno  un altro segreto.
Abbassa lo sguardo e si accorge di avere la mano sulla
maniglia della portiera. Si accorge di essere immobilizzata
in quella posizione. Non apre la portiera perch sa che,
quando lo far, comincer ad avere le risposte alle sue domande
e forse anche all'unica che conti davvero: Nate non
gliel'ha detto perch non aveva importanza o perch ne
aveva troppa?
Il ristorante non  pi di Nate. Non credo che Ryan 
glielo abbia ufficialmente ricomprato, comunque mio fratello
non ha pi alcun rapporto con il locale. Non  che venga
qui di nascosto a cucinare con lei o cose del genere.
Un bel sollievo ironizza Maggie.
Scende dall'auto e rivolge un sorriso a Georgia. Poi raggiunge
l'ingresso del ristorante ed entra prima di poter
cambiare idea.
Il locale  ancora chiuso, la maggior parte delle luci 
spenta. Ci sono piante ovunque e c' anche un profumo che
Maggie non riesce esattamente a definire, un odore di bosco,
come di ciliegie secche o di pini, o una bizzarra combinazione
delle due cose.
Passa lo sguardo su tutto il locale e si sente sollevata nel
constatare che non assomiglia affatto al ristorante di Red
Hook. Nate non ha voluto ricreare quello che si  lasciato
alle spalle. "Deve essere un buon segno." Solo che poi non
pu fare a meno di notare come The House sembri - ed 
un po' inquietante - l'esatto contrario del ristorante di Red
Hook.  pieno di cose che Nate  stato decisissimo nel non
volere per il loro locale: il muro in mattoni con il caminetto,
il bancone da bar di mogano, le pareti scure. Non sar invece
un brutto segno?
Posso esserle utile?
Maggie rialza lo sguardo e vede una donna che, dietro il
bancone del bar, sta asciugando un bicchiere da scotch. Ha
una bandana in testa e indossa una canotta blu. Le braccia
sono coperte di tatuaggi. Eleganti delfini e uccelli, nuvole
sullo sfondo. Braccia sottili, molto sottili. Stomaco piatto.
La donna sembra al tempo stesso forte e fragile, mentre si
appoggia sui gomiti e si piega in avanti, una posa alla quale
sembra abituata: mai andare verso l'altro, lascia che sia
l'altro a venire da te.
Apriamo solo alle sei.
Oh, non sono qui per mangiare dice Maggie.
Allora siamo assolutamente chiusi.
Lo dice sorridendo, ma  un sorriso affettato. Maggie
osserva il viso della donna: la carnagione olivastra, gli occhi
scuri, le labbra piene e imbronciate e il tutto per un secondo
la blocca, spingendola a dare un'occhiata pi lunga,
come se fosse suo dovere cogliere quello che pensa le
stia sfuggendo.
So che non siete ancora pronti, ma speravo di poter parlare
con Ryan... Maggie si rende conto di non conoscere il
cognome ed  allora che le viene in mente che potrebbe essere
Huntington. Chiunque sia questa Ryan, il suo cognome
potrebbe essere Huntington.  possibile che condivida
anche il cognome con Nate. Con la coda dell'occhio, Maggie
vede il menu. In fondo alla pagina c' scritto "Chef"
e poi, grazie a Dio, un cognome che non  Huntington. 
Engle. Ryan Engle.
Engle. Sto cercando Ryan Engle.
La donna posa il bicchiere, ne prende un altro e versa due
dosi di gin Hendrick.  venuta a chiederle una donazione
o una collaborazione per un'iniziativa benefica?
No.
 una testimone di Geova in cerca di soldi?
Non l'ultima volta che ho controllato.
Conosce mia madre? Perch quella  sicuramente in
cerca di soldi.
Niente del genere risponde Maggie.
La donna le porge uno dei due bicchieri. "Perch oggi
tutti cercano di ubriacarmi?"
Allora io sono Ryan.
E io sono Maggie.
Maggie, chiunque entri da quella porta tra il pranzo e
la cena ha diritto a un bicchierino di gin in modo che il resto
della giornata vada meglio.  la regola.
Sul serio?
No, ma ho avuto una giornata parecchio difficile e ho
questa regola autoimposta di non bere mai da sola. Specialmente
gin, che  il mio punto debole. Perci dovrai
adeguarti.
Grazie.
Ryan solleva il bicchierino in direzione di Maggie e butta
gi il liquore, in fretta.
"Questa  Ryan. Che beve gin. Con me. E io sto bevendo
gin con lei. Ryan dalle belle braccia e i bei tatuaggi. Nate li
ha visti tutti. Dove sono gli altri tatuaggi? Devono essercene
altri. Nate conosce anche quelli. Nate conosce tutto."
E cos tu sei Ryan?
Ryan posa il bicchiere sul banco. Non ci siamo appena
presentate?
Se potessimo rifarlo un'altra volta...
Con un gesto Ryan la sollecita a bere, cosa che Maggie
fa chiudendo gli occhi, malvolentieri. Poi Ryan si versa un
altro bicchierino. Allora, come mai sei qui?
Maggie si chiede cosa accidenti pu rispondere. "Avrei
qualche domanda sul mio futuro marito, quello con il quale
si d il caso tu sia stata sposata. Vorrei che mi spiegassi
cos' successo tra voi due, dato che, a quanto pare, lui non
riesce a dirmi niente che assomigli alla verit."
Aspetta un attimo: come hai detto che ti chiami? Maggie?
chiede Ryan.
Maggie annuisce. S.
Oh, Maggie. Te l'ho detto che ho avuto una brutta giornata!
dice Ryan, ma sorride, un sorriso vero questa volta.
E Maggie adesso lo vede, lo capisce: quanto possa essere
intossicante avere l'approvazione di questa donna.
Non ti seguo le dice.
Sei in anticipo. Avr bisogno di te solo tra un'ora. Lev ti
ha detto di venire cos presto? Guarda l'orologio. Mi sembrava
che Lev avesse detto che ti chiami Molly. Io sono terribile
con i nomi, perci probabilmente  colpa mia. Senti,
apprezzo molto che tu sostituisca Lev questa sera. So che le
dispiace stare male di nuovo. Ma, quando si  incinta, preparare
da mangiare  una cosa complicata. Sappiamo tutte
com', giusto?
Maggie sente i suoi occhi spalancarsi. Sei stata incinta?
Come?
Ryan le lancia un'occhiata confusa e Maggie tenta di pensare
a un modo per recuperare. Ma, prima di doverlo fare,
Ryan si avvia verso la cucina, dando per scontato che lei la
segua, cosa che infatti Maggie fa.
Il resto del personale arriver verso le quattro e mezzo,
ma, visto che sei qui, possiamo cominciare a preparare la
prima portata. Questa sera serviamo soltanto la cena delle
venti, cos ho deciso di provare una nuova salsa di fichi per
l'anatra. Lev ti ha mandato il menu di questa sera?
Probabilmente s, ma la mia e-mail non funziona. Magari
mi spieghi tutto mentre lavoriamo.
La facilit con cui sta mentendo la spaventa.
Ryan apre la porta a vetri che d in cucina, dove gli ingredienti
per la cena sono gi allineati sul piano di lavoro.
Prezzemolo fresco e mozzarella affumicata, menta piperita
e pagnotte di pane di grano.
Ryan, tutta professionalit, tende a Maggie una ciotola
piena di pomodori freschi. Faremo un'insalata di zucchine,
perci ho bisogno che tu mi faccia bollire questi pomodori
per circa un minuto, poi togli i semi e condisci con olio
d'oliva e basilico fresco.
Ha gi perso Maggie dopo "bollire".
Abbastanza semplice... dice Maggie, che si avvicina
ai fornelli, prende una piccola pentola e comincia a riempirla
d'acqua.
Intanto Ryan, in piedi davanti al piano di lavoro, sta sbucciando
dei fichi, o comunque sta facendo qualcosa ai fichi
che Maggie non capisce. Allora le dice Ryan, voltandosi
verso di lei. Da quanto tempo sei al Maidstone?
Al Maidstone?
Maggie capisce che deve trattarsi del ristorante dove
lavora l'altra. La persona che si suppone debba dare una
mano in cucina oggi. Maggie ha difficolt a deglutire. Questo
non  un gioco. Davanti a lei c' una donna. Una donna
che  stata sposata con Nate.  incredibilmente folle che
stia parlando con lei. E tuttavia non riesce a immaginare di
andarsene. Non ancora.
Sei mesi? risponde, ma  come una domanda. E poi
cerca di cambiare argomento, di avvicinarsi a un soggetto
che possa portare la conversazione verso la ragione per
cui si trova qui. Dal cartello fuori ho visto che sei in affari
fin dai primi anni Novanta.  un bel risultato. Deve essere
stato difficile mettere insieme i soldi. Specie considerando
che hai cominciato cos giovane. Si schiarisce la gola.
Come hai fatto?
Avevo un socio all'inizio. La sua famiglia aveva un mucchio
di soldi. E ci ha aiutati moltissimo. Alza lo sguardo
su Maggie. Anche troppo, in realt. Puoi passarmi l'olio
d'oliva?
Maggie le passa la bottiglia, cercando di tenere le mani
occupate o, perlomeno, di farle sembrare occupate. Il cuore
minaccia di scoppiarle fuori dal petto. "Aveva un socio.
La sua famiglia li ha aiutati moltissimo." Tipo: ha pagato
tutto quanto?
Questo spiegherebbe perch adesso Nate non vuole neppure
un centesimo dai suoi. Per il ristorante. Spiegherebbe
qualcosa, forse la preoccupazione di commettere lo stesso
errore.
Chi era? Il tuo socio?
Ryan si volta e incrocia lo sguardo di Maggie, nei suoi
occhi c' qualcosa di simile a un ammonimento. Tu fai un
mucchio di domande, vero?
Scusa. A volte sono troppo ficcanaso. Particolarmente
in questo periodo. Mi capita. Per non volevo... Guarda
Ryan e per poco non le dice la verit, o quanto meno un
po' di verit.  che sto pensando di aprire un ristorante
con mio marito, ma ho l'impressione che una cosa del genere
possa creare parecchie complicazioni.
 assolutamente cos.
A te  successo? Cio, il tuo socio era tuo marito?
Ryan annuisce. S. Fa una pausa. Per, sai, la seconda
volta non  stato per niente complicato. Perci immagino
che dipenda dalle due persone coinvolte.
Quindi ti sei risposata?
Lev non te l'ha detto? A me dice sempre che il nostro 
il miglior rapporto che abbia mai visto, ma immagino che
non abbia avuto occasione di spiegartelo...
Maggie scuote la testa. Cosa avrebbe dovuto dirle Lev?
A quanto pare, che Ryan  felicemente sposata. Si  sposata
con qualcuno che ha conosciuto subito dopo Nate? Sente
che  sul punto di scoppiare a piangere, perch si trova
l e perch non ha idea di che cosa spera di scoprire restando l.
Santo cielo, sono proprio una stupida dice Ryan. Sembri
sconvolta. Senti, mi dispiace. Non dirlo a Lev. Si  raccomandata
di non farti piangere. Scuote la testa. Non mi
ero neppure resa conto di aver detto qualcosa di sbagliato.
Credo che mi manchi il gene della gentilezza o qualcosa del genere.
Tu non hai fatto proprio niente dice Maggie.
Allora cosa c' che non va?
Non ti ho detto la verit.
Scusa?
Tu sei stata sposata con Nate Huntington, giusto? A un certo punto  stato tuo marito...
Ryan fissa Maggie con uno sguardo che sembra in grado
di vederle dentro, ma non risponde. E, per un magico
secondo, pu ancora dire di no. Ma poi precisa.
S. Sono stata sposata con Nate.
Maggie annuisce. Conosco bene sua sorella. Georgia,
hai presente? E mi sono appena ricordata che lo sapevo gi.
Mi sono ricordata che Georgia me l'aveva detto una volta,
per caso. Comunque... mi sono resa conto di conoscere gi
la risposta alla mia domanda. Sei stata sposata con Nate e
adesso non lo sei pi. E, a quanto pare, mi piace ascoltare
il suono della mia voce...
Ryan riabbassa lo sguardo sugli ingredienti che ha davanti
e si rimette al lavoro. Come sta Georgia?
Incinta.
Ryan sorride. Buon per lei. Falle le mie congratulazioni.
Non che lei abbia necessariamente voglia di riceverle,
ma... E come se la passa Nate? Lo sai?
Forse, o forse no. Qual  la risposta giusta?
Maggie prende in mano un altro pomodoro. Cosa ci
far non le  chiaro. Sta bene. Sta per aprire un ristorante
a Brooklyn. In una zona che si chiama Red Hook, vicino
al molo.
S, devo averne sentito parlare. Mi fa piacere per lui. 
una bella cosa... Non  che con lui io abbia saputo gestire
la situazione molto bene, ma vivi e impara, giusto? Per 
proprio questo il problema: a volte impari a spese di qualcun
altro.
Questa  la chance di Maggie. Adesso Ryan le dir quello 
che sta cercando di scoprire: cos' successo tra lei e Nate.
Ma perch poi vuole scoprirlo? Solo per sapere il motivo
per cui il passato di Nate  andato in pezzi?
E tuttavia a Maggie questa missione, pur nella sua confusione,
sembra pi pietosa: vuole solo che Ryan le dica qualcosa
- l'unica cosa - che le faccia capire perch Nate le ha
tenuto nascosto tutto questo, e cosa deve fare perch non
le nasconda nient'altro.
Solo che guardando Ryan - che nei venti minuti trascorsi
da quando l'ha incontrata le ha dato l'impressione di una
somma di contraddizioni: dura e gentile, dolce e acida - Maggie
si chiede se per caso Nate stesso non abbia capito cos'
successo. Forse non ha capito, ed  per questo che non  riuscito
a trovare un modo per spiegarlo a un'altra persona.
Ma poi l'opportunit di chiedere qualcosa a Ryan, di testare
una qualunque delle sue teorie, svanisce. La porta della
cucina si spalanca. Ed entra una donna in tuta. Una donna
in tuta con i capelli castani, le guance larghe e un sorriso
cordiale. Uno dei sorrisi pi cordiali che Maggie abbia mai
visto. E ha degli ortaggi con s. Ha un enorme cesto pieno
di pannocchie fresche che devono essere sgranate, bei broccoli,
bietole, ravanelli e cetrioli.
Ciao, tesoro dice a Ryan. Mi dispiace averci messo tanto.
Sar meglio che ti dispiaccia le dice Ryan.
Poi la donna si china e bacia Ryan sulle labbra, un bacio
lungo e pieno. Ha ancora il cesto tra le mani. Ryan le passa
una mano dietro la testa, sulla nuca.
 a questo punto che Maggie lascia cadere il pomodoro
che aveva in mano, che esplode sul pavimento proprio
davanti a lei.
Accidenti, mi dispiace. Si china per raccogliere il pomodoro,
tentando poi di ripulire il succo con il grembiule.
Chi ? domanda la donna, guardandola.
 Maggie risponde Ryan. Maggie, questa  Alisa Barrett.
La mia partner.
"Nel ristorante o nella vita?" Ma Maggie conosce gi la
risposta. Questa  la persona per la quale Ryan ha lasciato
Nate. Il fatto che sia una donna e non un uomo rende
le cose pi facili o pi difficili? Probabilmente tutte e due.
E comunque, in ultima analisi, il risultato  lo stesso: questa
 la persona con cui Ryan sta adesso, la persona che ha
scelto. E la persona che, a differenza di Maggie, sapeva del
primo matrimonio di Ryan e del suo passato, e ha potuto
considerarlo davvero passato. Ha avuto la possibilit di capirlo
e, poich non le  stato tenuto segreto, ha evitato anche
l'incredibile potere che hanno i segreti quando alla fine
emergono in superficie. Tormentandoci con la loro storia e
il loro peso immutato.
Maggie sostituisce Lev questa sera dice Ryan.
Non troppo bene aggiunge Maggie, mostrando il pomodoro
schiacciato come prova.
Alisa Barrett ride. Ha una bella risata, generosa, piena
e spavalda e Maggie la trova immediatamente simpatica.
Cosa che le fa venire la voglia di andarsene al pi presto
da quella cucina.
Sentite... Maggie si schiarisce la gola. Torno subito.
Sar di ritorno in men che non si dica.
Ryan la osserva con curiosit. Dove vai?
Maggie indica vagamente la direzione della sala, la direzione
dove immagina si trovi il bagno, o un'auto, o qualsiasi
altro posto dove lei possa avere logicamente bisogno
di andare. E sta gi camminando velocemente, cos velocemente
- attraverso la porta della cucina, attraverso la sala
del ristorante - che non la vede finch  troppo tardi, finch
non si scontra frontalmente con la ragazza dai cortissimi
capelli decolorati che sta entrando nel locale.
E cade.
Wow! Una vera collisione. La ragazza aiuta Maggie a
rialzarsi. Stai bene?
Maggie annuisce. Scusami.
Non scusarti. Non avrei dovuto piombarti addosso. Tu
sei Ryan?
No. Non sono assolutamente Ryan. Osserva la ragazza,
che la sta fissando confusa. Ha un grembiule tra le mani,
un grembiule che ha portato con s e sul quale  vagamente
leggibile la parola "Maid". Tu sei quella che stasera sostituisce
Lev?
S, sono Molly Barton. Sorride e tende la mano.
Maggie si slaccia il grembiule, lo mette nella mano tesa
della ragazza e comincia ad allontanarsi.  stato un piacere
conoscerti, Molly.
Grazie. Aspetta... la chiama la ragazza. Torni qui
dopo?
No, se posso farne a meno.
Maggie non si volta. Varcher la porta, saluter Georgia e
andr a cercarsi una fermata dell'autobus. Andr ovunque
sia lontano da qui. Ma appena esce dal ristorante lo vede.
 in piedi, a braccia conserte, e la sta aspettando. O forse
sta semplicemente aspettando. In muta, con sopra una felpa
dell'uvA, e i capelli scuri dritti in testa.
Nate esclama Maggie. Lo dice a voce alta, a dispetto
di se stessa.
Ho pensato che potesse servirti un passaggio.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
Stanno preparando tutto.
Furgoni, fiorai, noleggiatori di sedie, fornitori di liquori e
personale di servizio si ammassano nel suo vialetto, sul suo
prato, parcheggiano in diagonale, parcheggiano perpendicolarmente,
fanno confusione dappertutto. Alcuni sono gi in
uniforme, ma la maggior parte  ancora in jeans e maglietta.
Trasportano all'interno del granaio tavoli, lanterne, vasi,
tovaglie, casse di liquori e di portacandele di legno. Lavorano
sodo perch tutto sia pronto per il party, contro il vento
che continua a crescere.
Se Gwyn si fosse rivolta a un catering che offriva il servizio
completo, adesso sarebbe una sola ditta a gestire l'intera
operazione e avrebbe un supervisore. L'organizzazione
non sarebbe cos caotica, potenzialmente carente in un settore
ed eccessiva in un altro. Ma una scelta di questo tipo
non  mai stata un'opzione, o perlomeno non  mai stata
tra le priorit di Gwyn.
E cos ora se ne sta seduta nell'angolo chiuso della veranda
a guardare la marea di gente della Doug's Alcohol
and Spirits, dell'Island Florists, della Sanford's Rentals e
dell'Hamptons Staffing andare avanti e indietro lungo il
sentiero - quel piccolo spazio che divide la casa dal granaio- 
per cercare di fare tutte le cose che devono essere fatte
in base al programma di Gwyn per la serata.
Gli ospiti cominceranno ad arrivare verso le venti per un
lungo happy hour, completo di antipasti abbondanti, ottima
vodka e chiacchiere infinite su cose senza importanza.
D'improvviso Gwyn vorrebbe che sua sorella fosse con lei,
vorrebbe non averle detto di non venire.
"Perch no? Voglio esserci" aveva protestato Jillian al
telefono.
"Perch, se ci sei, allora  vero."
"E se non ci sono?" aveva domandato Jillian.
"Forse sar diverso."
Potrebbe essere diverso, potrebbe essere una festa di anniversario
quella che Gwyn sta guardando prendere forma...
Ma Gwyn conosce il resto della storia. Sa che alle ventuno
e trenta, invece di brindare al futuro, lei e Thomas brinderanno
al passato, taglieranno il dolce e poi se ne andranno
ognuno per la propria strada. Matrimonio finito, integrit
preservata, come suggeriscono i libri.  un bene per l'unit
della famiglia, un'ottima conclusione.  semplice. Giusto?
Se solo Gwyn si sentisse semplice, se solo fosse ancora
possibile. Una fine semplice. Un nuovo inizio.
Sente qualcuno avvicinarsi alle sue spalle, si volta e vede
Thomas in piedi accanto a lei. Indossa un paio di shorts cachi,
niente camicia.  appena uscito dalla doccia, ha i capelli
bagnati. E un bicchiere di limonata in mano.
Sei tornato? gli domanda.
Sono tornato.
Non ti ho sentito rientrare.
Gwyn alza lo sguardo sul marito e tende la mano per farsi
passare il bicchiere. Thomas glielo allunga e si siede accanto
a guardare la scena. Gwyn non ha una voglia particolare
di parlare con lui, o anche solo di stare con lui, ma non vuole
che si avventuri fino dai Buckley. Non che sia probabile.
Perch dovrebbe andarci? Comunque sia, sarebbe un peccato
se si avvicinasse alla casa e vedesse il furgone di ve nel
garage o ve che lavora in cucina. Per c' qualcosa di esaltante
nella possibilit che possa succedere. Nel fatto che, per
una volta, tra loro due sia lei ad avere il controllo.
Beve un lungo sorso di limonata e la bibita fredda le fa
capire quanta sete avesse, ora che le ultime tracce dello spinello
stanno lasciando il suo corpo. Dov' Nate? domanda
a suo marito. In casa da qualche parte?
Thomas scuote la testa, posandosi le mani sulle ginocchia.
Non sono sicuro. Il telefono ha suonato e lui  corso
a rispondere. Credo che fosse Georgia.  uscito per parlare
con lei e io non sono riuscito a capire cosa diceva.
Probabilmente Georgia vuole che vada a raggiungere
lei e Maggie, ovunque siano. Va benissimo. Meno gente c'
qui in giro mentre lavorano, meglio .
Thomas si volta e studia il legno dell'angolo della veranda,
passando una mano sulle crepe. Bisogna ripararlo. Scusa,
se non l'ho ancora fatto. Volevo farlo prima di partire
per la California. Mi avevi lasciato quel biglietto chiedendomi
di occuparmene, giusto? Lo far adesso, nei prossimi
due o tre giorni...
Lo far davvero? Lei e Thomas ne hanno gi parlato. Hanno
discusso della riparazione per mesi e mesi. Suo marito ci
penser ora? Poco prima di lasciare questa casa, poco prima di
lasciare lei? Perch adesso? La sfinisce riflettere su ci che sta
cominciando a capire: sembra che ora Thomas sia pi disposto
a riparare le cose. Proprio quando ha meno importanza.
Allora, hai poi parlato con quella del catering?
Cosa? Gwyn guarda suo marito e intuisce che la domanda
 innocente. O apparentemente innocente. Thomas
non  particolarmente interessato alla risposta. Perch?
Be', questa mattina eri preoccupata, no? E non ho visto
nessuno darsi da fare in cucina. Ho visto ogni altro furgone
al mondo, ma nessuno con la scritta "catering".
Gwyn sorride. No, va tutto bene. Dato che qui stanno
organizzando il party, ho detto al catering di sistemarsi dai
Buckley. Ho pensato che cos avrebbero avuto pi spazio.
Per finire i preparativi.
Quindi  un'operazione multilivello osserva Thomas.
Pi o meno. Si potrebbe dire cos.
Thomas annuisce, interessato. Perch hai organizzato le
cose in questo modo? Non significa pi lavoro per te?
Al momento mi sembrava che avesse senso.
E adesso?
E adesso significa pi lavoro per me.
Gwyn incontra lo sguardo di suo marito, lo incontra realmente,
ed  un errore. Perch Thomas sorride e tutto il
resto svanisce. Per un attimo svanisce. La rabbia, la confusione.
 stato qualcun altro a provocarle. Non l'uomo che
le siede accanto. Questo  semplicemente suo marito, che
di pomeriggio se ne sta seduto in veranda con lei a bere limonata,
in attesa di vedere cosa il resto del giorno porter
a entrambi.
Thomas dice Gwyn, e si schiarisce la gola. C' una
cosa che devi sapere.
Okay. Thomas aspetta.
Gwyn sta per cominciare a raccontargli cosa ha programmato
per quella sera. Ma in quel momento una delle addette
al bar, una brunetta con un berretto nero, passa davanti a
loro e Thomas la guarda. La guarda come se stesse cercando
di decidere se  carina, sotto quel berretto.  un'occhiata
quasi impercettibile, e comunque non ha molta importanza.
Il problema non  la ragazza con il suo berretto nero, e
Gwyn se ne accorge solo perch anche la ragazza ricambia
lo sguardo, e si interroga. In ogni caso l'incantesimo  rotto
e Gwyn cambia idea. Cambia idea sul cambiare idea.
Chiunque neghi che tutto si riduca a un momento solo,
unico, si sbaglia. Per loro due il momento  appena passato.
Se Gwyn gli avesse detto la verit - che sapeva cosa stava
succedendo veramente e cosa stava tramando per quella
sera - le loro vite avrebbero preso una direzione diversa.
Migliore, peggiore? Chi  lei per giudicare? Tutto ci che sa
 che ha intravisto la possibilit di un'altra vita e poi, con il
suo silenzio, l'ha vista scomparire.
Che cosa, Gwyn?
Lei si piega verso il marito e gli passa una mano tra i capelli.
Niente risponde. Solo che ti amo.
Thomas resta in silenzio.  passato molto tempo dall'ultima
volta che Gwyn gliel'ha detto e sul suo viso compare
qualcosa. All'inizio Gwyn pensa si tratti di colpa. Ma poi
intuisce qualcosa di simile al rimpianto. Quelle parole, "ti
amo", hanno un potere nella loro assenza. Quasi come il
sesso: ne dimentichi la forza quando  sempre disponibile,
ma, se per un po' di tempo manca, ha la capacit di rinnovarsi
e darsi di nuovo un significato.
Thomas tende la mano verso Gwyn. Le tende la mano
come se fosse sincero - perch  sincero - e poi, in un unico
movimento, la spinge verso l'angolo, dove qualcuno
potrebbe ancora vederli se osservasse con attenzione, ma
solo da nord e da lontano. Gwyn  stretta contro la parete,
Thomas la blocca.
Ti amo anch'io le dice, a voce molto bassa.
Poi le sue braccia sono dietro la schiena di Gwyn e le sollevano
il vestito. I loro visi sono vicinissimi, gli occhi aperti.
Non si danno alcun bacio. Gwyn gli afferra gli shorts e
glieli abbassa, lasciandolo vulnerabile, nudo, fin dall'inizio,
costringendolo a fare in fretta, come se potessero essere sorpresi,
e infatti possono essere sorpresi, dai figli, dagli ospiti in arrivo, da loro stessi.
Thomas spinge dentro di lei. E il mondo si ferma. Thomas
smette di muoversi in fretta, le cerca il collo con le labbra,
la morde. Gwyn preme con la parte inferiore del corpo,
aumentando la pressione. Ha gli occhi chiusi e in mano
stringe ancora il bicchiere di limonata, cosa di cui non si accorge
finch non lo lascia cadere e il vetro esplode in mille
minuscoli frammenti, mentre lei avvolge le braccia intorno
alla schiena di suo marito, alle sue spalle, e si aggrappa a lui.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
Maggie si avvia verso di lui tenendosi la spalla sinistra
con la mano destra, quasi a proteggersi. Da lui? Da quello
che sta per succedere? Nate  appoggiato all'insegna the
house, a braccia conserte. Sembra turbato - pi sconvolto
che arrabbiato - ma Maggie pensa che possa essere irritato
dal fatto che lei  venuta qui, almeno quanto lei si sente
umiliata per averlo fatto.
Ehi gli dice.
Ehi. Nate indica il ristorante. Com' andata? le domanda.
Molto bene. Ci siamo messe a sedere, ci siamo bevute
qualche eccellente cocktail a base di bourbon, menta e zucchero
e abbiamo parlato dei vecchi tempi. Mi ha mostrato
l'album delle foto del vostro matrimonio. Molto belle. Fa
un gesto in direzione del ristorante. Non vuoi entrare a
salutare? Sono sicura che le far piacere vederti.
Non avresti dovuto venire qui.
Tu dici? commenta Maggie. Guarda dietro di lui; il vento
sta prendendo forza e le nuvole cominciano a coprire ci
che restava del sole. Dov' la macchina?
Dall'altra parte della strada, vicino alle dune. Avevo
paura che decidessi per una fuga veloce.
E...?
E ho deciso di impedirtelo.
Maggie lo guarda, incontra i suoi occhi e deve mordersi
con forza il labbro per mantenere la compostezza. Perch
adesso  reale. Nate  qui davanti a lei, tutti e due sono immobili
davanti al ristorante e lei non pu tornare indietro a
quando non sapeva ancora quello che ora sa. Non pu tornare
indietro, a quella sensazione confortante che le cose
tra loro due fossero semplici, o univoche.
Quell'illusione, in tutto il suo splendore, finisce qui.
Si volta a guardare il ristorante e d'improvviso si rende
conto che c' un problema pi pressante. Con ogni probabilit,
la vera sostituta ormai si  presentata e Ryan o Alisa,
o tutte e due, vorranno sicuramente qualche risposta.
Sai, tra circa cinque secondi qualcuno verr qui fuori
per cercare di scoprire chi sono realmente. Perci, a meno
che tu non desideri una riunione non proprio lieta, sar meglio
se ce ne andiamo.
Okay. Nate annuisce, fa un gesto vago in direzione
dell'oceano ed entrambi si avviano da quella parte. Maggie
non sa esattamente dove stiano andando, ma continua
a seguire Nate - si mantiene a un paio di metri di distanza,
ma continua a seguirlo - finch attraversano la strada,
scendono lungo una collinetta punteggiata di piccole
case e superano un cartello verde con la scritta spiaggia
privata.
Ed ecco un piccolo parcheggio deserto e la Volvo che ve
ha ammaccato questa mattina. Ma, invece di salire sulla station
wagon, Nate le passa accanto, supera le rocce e si avvia
verso la spiaggia.
Maggie si ferma sulle rocce, decisa a non muoversi. Non
voglio sedermi sulla spiaggia, Nate. Non voglio far finta
che sia tutto okay.
Nate si volta verso di lei, le mani nelle tasche della felpa.
Se rimaniamo qui, le cose sono pi okay?
S.
Nate annuisce, ma Maggie vede che la sua compostezza
comincia a incrinarsi, che si sta mettendo sulla difensiva.
Allora restiamo qui, se  quello che vuoi.
Io non voglio niente di tutto ci che sta accadendo. Sei stato
sposato? Com' possibile? Com' possibile che in diciotto
mesi tu non abbia sentito il bisogno di parlarmene?
Non  cos semplice.
Non  neppure cos complicato.
Nate tace e distoglie lo sguardo. Deve essere il suo incubo
peggiore, questo confronto, pensa Maggie, e quasi le dispiace
per lui. Se non stesse cos male per se stessa, metterebbe
fine alla conversazione.
Non so cosa vuoi che ti dica, Maggie.
Cosa ne diresti di "mi dispiace"?
Mi dispiace.
Per non avermelo detto o perch l'ho scoperto?
Per tutte e due le cose.
Non  abbastanza dice Maggie. D'improvviso si rende
conto che niente sar mai abbastanza.
Okay, cominciamo con qualcosa di facile, Champ. Cosa
mi hai detto di vero? Perch, a quanto pare, io non so niente
del tuo passato. Non conosco il tipo di liceo che hai frequentato,
la situazione economica della tua famiglia, la relazione
pi importante che hai avuto prima di me. Non
credi che queste informazioni mi avrebbero detto qualcosa
di te?
No.
No?
Nate scuote la testa. Le informazioni che hanno veramente
importanza sono che me ne sono andato di qui, ho
fatto l'universit, mi sono trasferito in California e mi sono
innamorato di te. Tutto il resto ... prologo.
Maggie pensa al disastro della separazione dei suoi, all'essere
cresciuta da sola senza una madre, a tutte le cose che ha
confidato a Nate a notte fonda, cose difficili per lei, difficili
da riconoscere come parti di se stessa, le parti di se stessa
che le sarebbe piaciuto fossero state meno vere.
Mi sento ingannata.
Perch?
Perch per tutto questo tempo ti sei nascosto da me,
non mi hai fatto vedere com'eri. Questi fatti... sono la persona
che sei.
No, sono la persona che ero.
No, che sei. Ti hanno portato fino a qui. A questo giorno.
Non mi hai dato la possibilit di capire che perfino le
parti meno piacevoli di te, le parti sgradevoli, erano qualcosa
che potevo accettare.
 questo che credi? Per un secondo, puoi cercare di
capire che forse la decisione di lasciarmi tutto alle spalle
non ha niente a che vedere con te? La voce si sta facendo
pi dura, come se Nate stesse perdendo il controllo di
una collera crescente e questo, invece di indurre Maggie
a fare un passo indietro, alimenta la sua rabbia.  stata
una decisione che ho preso molto tempo prima di incontrarti,
Maggie.
E di che decisione si tratta? Fingere che vada tutto bene
anche quando non  cos? Non hai voluto ascoltare tua madre
che ti diceva quello che sta veramente succedendo con
la festa di questa sera. Non hai voluto ascoltare me che ti
chiedevo di essere sincero sulla tua infanzia. Sei convinto
che, se non ne parli, puoi fingere che vada tutto bene? Non
va tutto bene. Non per noi due, non per i tuoi genitori, n
per nient'altro. E se sei disposto ad avvicinarti anche solo
un po' alla verit, devi riconoscerlo.
Riconoscere cosa?
Che avevo il diritto di sapere. Avevo il diritto di sapere
che la persona che stavo per sposare era gi stata sposata.
Avevo il diritto di sapere perch tra voi due non ha funzionato.
Non ti pare che abbia senso? Avevo il diritto di conoscerti
meglio di un estraneo.
Tu mi conosci.
"Davvero?" Maggie non lo sa. Non sa cosa crede. In fin
dei conti, come si fa a conoscere veramente qualcuno? E ha
importanza il fatto che abbia taciuto su chi  stato in passato?
Ha importanza se non diventer mai la persona che
pensavi che fosse?
Comincia ad avviarsi verso l'auto. Adesso non  nella
condizione di pensarci, non sar nella condizione di pensare
finch non avr preso un po' le distanze. Finch non
potr distogliere per un po' di tempo lo sguardo da Nate e
ci che prova per lui smetter di oscurare quello che ha bisogno
di ricordare.
Non credo che lei mi abbia mai amato.
Maggie si volta, perch ha sentito la rabbia defluire da
Nate e svelare qualcosa di molto peggio. Cos'hai detto?
Ci siamo incontrati e poi tutto  successo cos in fretta.
Ci siamo conosciuti due mesi prima che mi diplomassi
e ci siamo sposati sei settimane dopo. Non avevo mai conosciuto
nessuno come lei. Cos sicura di s, cos priva di
paura. Sapeva sempre cosa voleva esattamente, cosa pensare
o sentire a proposito di qualunque cosa le capitasse.
Nate fa una pausa.  una ragione pericolosa per amare
qualcuno.
Cosa vuoi dire?
Cominci a voler essere quella persona.
Maggie resta in silenzio e lo guarda. Pu vedergli negli
occhi quanto gli  costato confidarlo a lei e a se stesso. Sa
che l'ultima cosa che Nate vuole fare adesso  continuare
a parlare.
E sono sicuro che lei direbbe che mi amava. Io per non
posso fare a meno di pensare che si era messa con me perch
potevo aiutarla. Aveva bisogno di aiuto per mettere su
il ristorante, per creare la vita che voleva. E, quando non
ha avuto pi bisogno di quell'aiuto, non ha avuto pi bisogno
neppure di me. E non sto parlando semplicemente
di sostegno economico o cose del genere. Sto parlando del
fatto che lei voleva un pubblico e non avrebbe potuto trovarne
uno migliore di me. Sto parlando di tutto il tempo
che, dopo di lei, mi ci  voluto per arrivare a credere che
una donna potesse davvero volere solo me.
E quindi? Maggie sente il cuore batterle veloce: tutto
ci che di buono ha detto Nate sta scomparendo sotto ci
che teme di avere appena scoperto e che ora teme di sentirsi
dire.  per questo che hai scelto me?
Ma di cosa stai parlando?
Io sono il contrario. Maggie fa un gesto in direzione di
The House. Ryan, la tua vita precedente, il ristorante. Tutto
ha un aspetto assolutamente diverso, le sensazioni sono assolutamente
diverse. L'hai detto tu stesso e l'ho visto io stessa.
Ryan non potrebbe essere pi diversa da me... nell'aspetto,
nel modo di essere. E cos ora non so se hai scelto me, o solo
l'esatto contrario di quello che non ha funzionato prima.
Ho scelto te.
Ma Maggie non lo sta pi ascoltando. In questo momento
non  neppure sicura di sapere come si fa. Ma a quanto
pare sa come si fa a piangere. Perch sta piangendo, pi
di quanto ricordi di avere mai fatto. Non riesce a fermarsi.
E, ancora peggio, non riesce a impedirsi di dire quello che
sta per dire, anche se ha paura che cambier tutto appena
entrambi l'avranno sentito.
La cosa peggiore  che ho sempre fatto una tremenda
fatica a impegnarmi. Tu lo sai. Sai che sono sempre scappata
via da tutti per tutta la vita. Ma quando ti ho conosciuto
ho pensato: "Ehi, magari non era colpa mia, dopo
tutto. Dovevo solo incontrare la persona giusta". E ho pensato
che avrei saputo fermarmi ed essere una buona compagna
e una buona amica ed essere felice. Fa una pausa e
deglutisce. Solo che adesso penso che la nostra relazione
sia l'esempio pi chiaro del fatto che continuo a non sapere
gestire l'impegno, che da qualche parte, dentro di me,
continuo a non volere un rapporto vero.
Perch?
Perch con te non c'era alcun rischio reale. 
Eri tu quello che se ne sarebbe andato per primo.
Io sono qui.
 questo il punto, Nate. Perch devo spiegartelo? Se tu
fossi stato sincero con me, non saresti qui.
Fa per andarsene, ma il suono della voce di Nate la blocca.
Be', adesso ce l'hai, Maggie, la tua via di fuga.
Pensi che ne stessi cercando una?
Pensi che non coglierai l'occasione al volo?
Poi Nate resta in silenzio e nel silenzio Maggie non ha scelta
se non quella di sentirlo, sotto il dolore, sotto la tristezza:
una decompressione dentro il petto, un rapido rilassamento...
qualcosa di simile al sollievo.  libera di andarsene.
Guarda in direzione del ristorante. Segue la linea dell'orizzonte
a nord-est, verso Montauk Point, verso le rive scoscese
e le scogliere che riesce a malapena a distinguere attraverso
la nebbia. Segue la linea dell'orizzonte finch lo
vede. Il profilo della casa. Il suo portafoglio  l, con i suoi
effetti personali e tutto ci che pu portarla via da tutto
questo, e da qui.
Si avvia in quella direzione.
...
.
...
Terza parte.
...
.
...
FESTA DI DIVORZIO.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
Se la fine fa pensare all'inizio, allora questo forse spiega
perch Gwyn, in piedi sotto il getto d'acqua della doccia,
sta riandando al giorno del suo matrimonio. Ventitr settembre
1972: nessun album di foto a ricordarglielo, nessun
annuncio sul "New York Times". Avevano rinunciato
a un matrimonio grandioso e a tutto il conseguente corollario.
In parte perch Gwyn non era interessata a quel genere
di cose e in parte perch riteneva che un evento troppo
pomposo avrebbe potuto portare sfortuna. Si sentiva
gi cos fortunata.
Al matrimonio avevano invitato solo poche persone: i
suoi genitori, quelli di Thomas, le rispettive sorelle. Tutti
in piedi sulla scogliera davanti a casa, sopra l'oceano.
Gwyn aveva passato la mattina a prepararsi e poi era scesa
da sola in giardino. Indossava un abito giallo di cotone
che aveva comprato in citt a sessantacinque dollari. Thomas
era in pantaloni di lino, camicia bianca button-down
e piedi nudi. A sposarli era stato il padre di Gwyn, il quale
aveva pronunciato la parola "Dio" una volta soltanto, alla
fine. Questa era stata la concessione che gli avevano fatto
gli sposi. Per ricambiarli aveva acconsentito a una cerimonia
breve: quindici minuti. Poi erano andati tutti a fare una
lunga passeggiata seguendo la spiaggia e, sulla via del ritorno,
si erano fermati in un ristorantino lungo la Old Montauk
Highway dove avevano ordinato cheeseburger. Un
pranzo di nozze a base di cheeseburger, patatine fritte, Coca-Cola
e biscottini con schegge di cioccolato.
Gwyn esce dalla doccia e comincia ad asciugarsi. Poi apre
la finestra dai vetri istoriati e tende una mano all'esterno.
L'aria  umida. Piover e, a giudicare dagli strani colori
del cielo, probabilmente sar peggio di quanto abbia profetizzato
il meteorologo alla radio. Gwyn pu ancora decidere
di trasferire il party dentro casa, ma non vuole farlo.
Anche se l'alternativa fosse il crollo del granaio. Anche se
il granaio cadesse a pezzi su tutti loro. C' qualcosa che le
impedisce di spostare la festa in casa, qualcosa che non sa
definire. Comunque non ha importanza. Non le serve una
ragione. Se qualcuno soffrir l'umidit o si sentir a disagio,
potr andarsene. Questa serata  per lei, e per lei soltanto.
E lei si comporter come se fosse vero. Continuer a
ripeterselo finch non ci creder.
Proprio mentre sta per tornare in camera da letto, sente
che c' qualcuno e pensa subito che sia Thomas. Risale a
molto tempo prima il rituale di stendersi entrambi sul letto,
gi pronti e vestiti, prima di andare a un party qualsiasi,
perfino organizzato in casa loro. In quest'ultimo anno
uno dei primi segnali del fatto che stava perdendo Thomas,
davvero e definitivamente, era stato che avevano continuato
ad andare a cene, matrimoni o altre occasioni mondane
irrinunciabili, ma suo marito non si presentava pi in camera
da letto per restare un po' insieme prima di uscire,
non cercava pi quelle conversazioni a bassa voce, sul letto,
che per Gwyn erano state la parte migliore di ogni serata
fuori. Se deve fare un'ipotesi, a un certo punto a Thomas
non  pi piaciuta l'idea che, come era sempre stato chiaro
a entrambi, quel momento anticipasse ci a cui sarebbero
tornati al termine della serata. L'uno all'altra. Mettendo
questo prima di qualsiasi altra cosa.
E cos, quando sente un rumore in camera da letto, quando
sente qualcuno muoversi in camera da letto, il battito
del cuore accelera, involontariamente.
Ma non  Thomas.  Georgia. Georgia che, bilanciandosi
contro la colonnina del letto, sta tentando invano di
arrivare con le mani dietro la schiena per chiudere la cerniera
inceppata a met:  un abito a fiori con scollatura
all'americana.
Georgia non si volta e continua nei suoi tentativi, ma
deve intuire la presenza della madre, visto che si mette a
parlare.
La settimana scorsa mi andava bene e adesso  troppo
stretto. Solo sette schifosi giorni! Le cose non dovrebbero
cambiare cos in fretta.
Gwyn si avvicina a sua figlia. Sistemeremo tutto.
E come, mamma? Come faremo a sistemare tutto?
Gwyn si siede sul bordo del letto e si stringe l'asciugamano
addosso, sul seno, mentre Georgia le si piazza davanti
in modo che possa vedere bene la cerniera e il tessuto
incastrato tra i dentini.
Io non capisco cosa sta succedendo continua la ragazza.
La gente qua attorno dovrebbe imparare a mentire meglio.
O almeno a dire a quelli di noi che sanno la verit che
cosa non dobbiamo lasciarci sfuggire.
Cosa ti ha detto tuo padre? domanda Gwyn, che si sente
arrossire, pensando che Georgia l'abbia vista con Thomas
nella veranda.
Mio padre? Georgia si volta. Sto parlando di tuo figlio.
Di tuo figlio e della sua fidanzata. Sto parlando di un'orribile
catena di eventi di cui sono appena stata vittima anch'io.
Nate non le aveva detto di Ryan. Lo sapevi?
S, me l'aveva detto.
Be', qualcuno avrebbe dovuto dirlo anche a me!
Gwyn posa la mano in fondo alla schiena di Georgia e
comincia ad armeggiare con la cerniera, muovendola lentamente
all'inizio, allentando il tessuto, sforzandosi di non
pensare a ci che sua figlia forse sta per dire.
Siamo appena state a The House.
Il ristorante di Ryan?
Il ristorante di Ryan, s. Maggie era decisa ad andarci
con o senza di me, cos ho pensato che sarebbe stato meglio
con me. E appena siamo arrivate, e lei  entrata, ho telefonato
a Nate.  il meglio che ho potuto fare. Fa una pausa.
Adesso sono tornati. Li ho sentiti rientrare e cos sono
scappata qui. Sono scappata qui, con la lampo incastrata a
met e adesso tutta la situazione  incastrata.
Gwyn cerca di immaginare cosa si sono dette le due ragazze,
cosa si stanno dicendo adesso Nate e Maggie, come
possa risolversi bene almeno una delle due parti dell'equazione.
Alza lo sguardo sulla figlia. Nate avrebbe dovuto
dirlo a Maggie. Avrebbe dovuto dirglielo molto tempo fa.
Tu non hai niente da rimproverarti.  bene che sia saltato
fuori. Non  colpa tua.
No. La colpa  tua.
Mia?
Da questa giornata sta venendo fuori un mucchio di
male. La tua festa di divorzio sta provocando un mucchio
di cose brutte.
La festa di divorzio? E in che modo ne  responsabile?
C' qualcosa nell'aria. Georgia comincia a piangere, in
modo angosciato e terribile. Si siede in braccio a sua madre,
esausta. Non riesco a mettermi in contatto con Denis.
Ho capito. Gwyn l'abbraccia.
Georgia scuote la testa, asciugandosi gli occhi. La situazione
si  fatta un po' difficile da quando Denis  via,
ma stare qui mi sta mandando davvero fuori di testa e cos
continuo a chiedermi se ho ragione a pensare che noi due
siamo felici, oppure se sta per telefonarmi per dirmi che
resta in Nebraska perch si  messo con una qualche musicofila
snob post hipster segretamente depressa e con un taglio
di capelli asimmetrico, la quale si  trasferita a Omaha
perch nel Lower East Side stanno chiudendo tutti i club
dove si fa buona musica per lasciare il posto ai palazzoni
della Blue Condominiums. E questo fa schifo, s, ma fa
schifo anche lei.
Ma cosa stai dicendo?
Georgia si prende la testa tra le mani. Non lo so.
Gwyn le massaggia la schiena, poi la fa rialzare in piedi
e si prende un attimo per concentrarsi sulla cerniera. Georgia
dice. Ascoltami per un momento. Ti stai preoccupando
troppo. Se non riesci a metterti in contatto con Denis,
forse  perch  a bordo di un aereo. Ci hai pensato?
Naturalmente. Ma...
Come se tu volessi che fosse cos. Come se tu non pensassi
che starei molto meglio senza di lui.
Io non ho mai detto questo.
Non ce n'era bisogno.
Gwyn ci riflette e vorrebbe che non fosse vero. Ma se
lo  significa che ha fallito nella cosa pi importante in
cui sperava di riuscire: voleva essere madre in un modo
diverso da quello dei suoi genitori. Avrebbe voluto per i
suoi figli solo ci che loro volevano per se stessi, anche
se lei non era d'accordo, anche se non avrebbe mai desiderato
quella cosa in particolare. Pensa di esserci riuscita
quasi sempre, ma forse no. No, se non  stata in grado di
convincere i suoi ragazzi che lei  sempre con loro, qualsiasi
cosa accada.
Il fatto  che tu credi che Denis e io siamo come te e
pap dice Georgia. Ma non  cos.
Di cosa stai parlando?
Georgia tace per un attimo e poi risponde: Tu credi che
io lo ami pi di quanto lui ami me.
Gwyn non vede il viso di Georgia, ma sa che, se lo stesse
guardando, vedrebbe gli occhi fiammeggiare. Tristi. E feriti.
Forse Gwyn dovrebbe sentirsi offesa, ma tutto ci che le
viene in mente : "Come potevo evitare di ritrovarmi a questo
punto? Come posso tirare fuori mia figlia da un luogo
cos desolato? Se questa tristezza  qualcosa che le ho trasmesso
io, allora voglio riprendermela tutta e sopportarne
il peso da sola. Fare scelte differenti, essere pi coraggiosa,
qualsiasi cosa purch Georgia pensi di essere degna di
ricevere tutto ci di cui ha bisogno, e non cerchi invece di
scoprire come diventare pi brava a rinunciarvi".
Gwyn si scosta i capelli bagnati dal collo, aspetta un minuto
prima di parlare di nuovo, nella speranza che l'inserimento
di una breve parentesi di tempo aiuti Georgia ad ascoltarla,
e aiuti lei stessa ad ascoltarsi. Ma non ha idea di cosa
dire. Cosa pu dire per darle speranza senza spaventarla?
Lo sai che sei stata concepita a un concerto di Pete
Seeger?
Georgia sembra disgustata. Uhm, no. E, cosa ancora pi
importante, questa frase non dovr pi essere ripetuta.
Come mai non te l'ho mai detto?
Io non te l'ho mai chiesto.
Be',  andata proprio cos. La serata era cominciata in
modo splendido. Eravamo andati a sentire Seeger a nord.
Adesso non ricordo pi il nome del posto, ma era dalle parti
di Beacon, New York, e il cielo era stupendo. Stellato, bello.
Solo che tuo padre e io abbiamo cominciato a litigare per
qualcosa. Qualcosa di stupido, e io mi sono messa a piangere
e sono tornata di corsa alla nostra auto. Probabilmente
ero cos spaventata all'idea che quella lite potesse essere
la fine di tutto che, quando Thomas  salito in macchina,
gli sono praticamente saltata addosso.
Oh, santo cielo. Georgia si copre le orecchie con le
mani. Cos'ho fatto per meritarmi di ascoltare questa roba?
E qual  il punto?
Gwyn abbassa le braccia di sua figlia e riprende a lavorare
sulla cerniera, nel punto pi incastrato. Il fatto  che
i miei genitori non mi avevano mai detto niente. Tutto era
sempre nascosto, avvolto nel mistero. E io mi sono sempre
ripromessa che sarei stata diversa, quando avessi avuto
una famiglia mia. Vi avrei detto tutto. Anche le piccole
cose, come il concerto. Perch questo potrebbe dirvi qualcosa
di voi stessi. Per esempio, forse  quella la ragione per
cui ti piace tanto la musica.
Ne dubito seriamente.
Comunque sia. Immagino di non aver fatto un buon lavoro
in questo senso. Parlo dell'essere aperti. Volta Georgia
di lato e la cerniera si muove appena. In caso contrario, tu
e Nate ve la cavereste meglio nell'essere aperti... Immagino
che, quando tornate a casa, pensiate che le cose debbano
essere in un certo modo. Se sono in un certo modo, siete
al sicuro. Se non lo sono, siete nei guai.
Non  quello che pensi anche tu?
Gwyn alza gli occhi su sua figlia e la costringe a incontrare
il suo sguardo. Quello che penso  che non c' un
modo buono o un modo cattivo. E prima smettiamo di avere
aspettative su come dovrebbero essere le cose, prima potremo
essere felici.
Georgia le sorride e si porta le mani alla testa. Wow.
Cosa c'?
Suona tremendamente buddhista, mamma.
Ti prego... Gwyn scuote la testa e distoglie lo sguardo.
No, dico sul serio insiste la ragazza, il sorriso ancora
pi ampio. Pap ne sarebbe colpito. Stai diventando pi
brava di lui in quella roba. Forse ci ritroviamo tra le mani
una doppia conversione. Non sarebbe grandioso? A quel
punto non ci sarebbe pi motivo di divorziare.
Adesso basta dice Gwyn. Aiutami, piuttosto.
Georgia trattiene il fiato, per quello che le consente il pancione,
ritrae al massimo le spalle e fa arretrare per quanto
possibile le costole. E Gwyn finalmente ce la fa. D uno
strattone, poi un altro e riesce a chiudere la cerniera fino
in fondo.
Ecco fatto.
Georgia si sistema l'abito sulle gambe e va a guardarsi
allo specchio.
Non male? domanda Gwyn.
Non male.
 in questo momento che entra Thomas.
 gi vestito. La cravatta non  ancora annodata, ma  gi
vestito. Passa lo sguardo da Gwyn a Georgia. Oh, scusate.
Non volevo interrompervi. Ti stavo cercando.
Sta parlando con Gwyn, la quale capisce, lo capisce dal
modo dolce in cui l'ha detto: Thomas  venuto per passare
quel po' di tempo con lei, per distendersi insieme a lei sul
letto, come se fosse qualcosa che sanno ancora fare. Solo
che Georgia si sta ancora guardando allo specchio. E nessuno
dei due vuole chiederle di andarsene.
Thomas incontra lo sguardo di Gwyn e indica la porta
dietro di s. Be', ci vediamo gi le dice.
Dal bordo del letto, Gwyn annuisce e gli sorride. Ci vediamo
gi.
Poi, prima di andarsene, Thomas le sorride, sorride a sua
moglie avvolta nell'asciugamano. "Sei bella" mima con le
labbra.
"Grazie" risponde Gwyn allo stesso modo.
E guarda suo marito uscire.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
Ha portato solo un piccolo zaino che non ha neppure disfatto,
cos adesso non deve fare altro che prenderlo e portarlo
via con s. Il completo per la serata  ripiegato sopra
tutto il resto: un top avorio e una gonna verde al ginocchio,
gli orecchini di perle d'acqua dolce dentro la loro scatoletta
metallica. Glieli ha comprati Nate l'anno scorso, a Berkeley.
Maggie gli aveva accennato casualmente di averli visti in
un negozio - belli, ma troppo cari - e lui era tornato in quel
negozio sperando di farle una sorpresa. Solo che Maggie
glieli aveva descritti male, o lui aveva capito male, e cos
si era presentato con un paio di orecchini diverso: pendenti
e con opali neri tra le perle. Ma Maggie li adora, li adora
anche pi di quelli che le erano tanto piaciuti e non solo
perch ogni volta che li mette pensa a Nate che va in quel
negozio per lei, che cerca di essere gentile con lei come lei
stessa non riesce a essere nei propri confronti.
 proprio per questa ragione che estrae gli orecchini 
dallo zaino e dalla scatoletta e li posa sul com, 
dietro la tazza arancione degli Steelers di Nate, 
dove di certo lui non li trover.
Poi scende la scala. Nate  ancora sotto la doccia. Ma perch
sta sgusciando via come una criminale? Perch deve essere
lei quella che se ne va di nascosto?  Nate che ha causato
questa situazione. Tuttavia il pensiero non la fa sentire
meglio, perch, se parliamo di colpa, lei comunque lo sta
lasciando. Perci a cosa le serve attribuire le colpe? Non fa
che ricordarle la sensazione di non avere pi scelta.
E non riesce quasi a sopportare l'idea di Nate che esce
dalla doccia con l'asciugamano intorno alla vita e si aspetta
di trovarla sul letto, dove l'ha lasciata. In attesa di parlare.
In attesa di provare ad arrivare da qualche parte. Al suo
posto trover un biglietto in cui gli dice che proprio non ce
la fa. Almeno non questa sera. Forse si sentir pi in grado
di affrontare la situazione quando sar di nuovo a Brooklyn.
Di nuovo a casa a Red Hook. Forse.
Adesso ha solo bisogno di andarsene. Lo sente con chiarezza.
Ma, arrivata in fondo alla scala, si ferma davanti alla
piccola finestra e guarda fuori. Da l pu vederlo: il granaio
illuminato che risplende come una luce notturna sovradimensionata.
Palloncini bianchi e ninfee dappertutto. Centrotavola
gialli. L'unico colore, l'unica interruzione del bianco.
Gli ospiti stanno gi cominciando ad arrivare. Sembrano
tutti la versione da star cinematografica di se stessi: le donne
in abito da cocktail, gli uomini in perfette giacche scure.
Come se ci fosse davvero qualcosa da festeggiare. Tutti
hanno un bicchiere di scotch single malt o una flute di
champagne in mano.
Maggie esce di casa e si chiude silenziosamente la porta
alle spalle. Sta piovendo, le gocce sono lente e pesanti. Il
cielo scuro promette molto di pi. Maggie  decisa a raggiungere
comunque la citt a piedi, ma non conosce bene
le strade.  in grado di ricordare come  arrivata fin qui?
Crede di s. Destra, sinistra, destra, destra. Pensa di poterci
arrivare. Ma l'ultima cosa che vuole  perdersi e ritrovarsi
a dover tornare quass. Vuole solo essere sul bus
bianco e verde diretto a New York, diretto a Red Hook e
al suo bar di quartiere, il Sunny's. E quando tutti le chiederanno
dov' Nate, risponder che  a casa, dai suoi. Berr
un bicchiere di Maker's Mark per lui. Riuscir a fingere
che sia tutto okay.
Imbocca il vialetto e la vede con la coda dell'occhio. La
casa vicina. Vittoriana come Hunt Hall, ma leggermente pi
piccola. La casa dei Buckley. Il raggio di luce che esce dalla
porta a rete della cucina illumina da dietro qualcuno che sta
fumando una sigaretta, qualcuno che Maggie riconosce.
ve del catering.
 in piedi sotto il tendone. Il fumo che si alza nell'aria e
si fonde con la luce la rende sfocata, con le sue trecce puntate
sulla nuca, la giacca rossa da chef e le sneaker alte alla
caviglia.
Avvicinandosi, Maggie si accorge dello stato pietoso della
ragazza: la giacca  macchiata e chiazzata di sudore, dalla
crocchia sulla nuca le sfuggono ciocche arricciate. ve,
appoggiata contro la porta a rete, si accorge di Maggie solo
quando le  davanti. Spalanca gli occhi per la sorpresa.
Sei tu dice con un grande sorriso.
Sono io.
Maggie tende la mano, un gesto che tra donne le sembra
goffo anche nella migliore delle circostanze, ma in questa
particolare occasione lo  anche di pi, perch, per stringerle
la mano, ve deve mettersi la sigaretta tra le labbra.
Scusa le dice Maggie.
No, no, non scusarti. ve scrolla le spalle. Poi le scrolla
di nuovo. Mi fa piacere vederti.
Mi dispiace aver interrotto quella che forse  la tua unica
pausa.
Me ne sto prendendo ben pi di una dice ve.
Come?
Niente. ve scuote la testa, poi dalla tasca estrae il pacchetto
di sigarette, che apre per Maggie. Ti va di fumare?
S, ma non lo far.
ve annuisce, richiude il pacchetto e sposta lo sguardo
dalle sigarette a Maggie. Be', potresti prenderle comunque?
domanda, tendendo il pacchetto. Altrimenti me le
fumo tutte. Sta diventando una di quelle terribili serate, e
non fanno bene a nessuno.
Le serate o le sigarette?
Tutte e due risponde ve.
Maggie sorride, infila il pacchetto nella tasca posteriore
e lancia un'occhiata nella cucina, alle spalle di ve. Ci
sono parecchi camerieri, l dentro, che vanno avanti e indietro
indaffarati e sistemano il cibo sui vassoi. Stai scaldando
i motori?
Puoi ben dirlo risponde ve, dando una sbirciata dietro
di s. Poi guarda Maggie, la quale si rende conto che la
ragazza sta osservando la sua gonna di jeans lisa e il top
rosa e che sta cercando di trarne un qualche senso. Non
dovresti prepararti?
S risponde Maggie.
Non riesce ad andare oltre. Immagina che ve verr a
sapere il resto della storia, o forse no. In ogni caso questo 
tutto ci che Maggie ha da dirle al momento. E ve sembra
comprendere quello che non le viene detto e risponde annuendo,
all'inizio lentamente, poi pi in fretta. E non chiede
nient'altro. Non ancora.
Indica con un gesto la cucina. Vuoi entrare?
No, adesso devo andare risponde Maggie. In realt
stavo cercando una torcia.
Una torcia? Hai intenzione di andare in citt a piedi? O
qualcosa del genere?
Maggie annuisce. Il piano  quello.
Non  un buon piano. Tra un po' comincer a piovere
sul serio e queste colline sono pericolose con la pioggia. Tu
non hai idea di com' quando c' una tempesta. Puoi finire
travolta dall'acqua.
Allora cosa mi suggerisci?
Pu accompagnarti Tyler. Ti ricordi Tyler? Sul mio furgone,
questa mattina?  andato a farmi una commissione
a Watermill, ma dovrebbe essere di ritorno tra pochi minuti.
Posso dirgli di accompagnarti dove vuoi.
Voglio solo arrivare a un autobus.
Nessun problema. Intanto puoi nasconderti qui.
Chi dice che mi sto nascondendo? protesta Maggie,
forse un po' troppo sulla difensiva.
ve si limita a sorridere. Vieni dentro a darmi una mano
per un po'. Adesso vado a sedermi in soggiorno e preparo
qualche vassoio di asparagi avvolti in fettine di prosciutto.
Puoi aiutarmi a comporre il piatto.
Non sono molto brava nella presentazione del cibo.
Si tratta solo di asparagi e prosciutto dice ve. E comunque
la cosa non mi preoccupa. Apre la porta a rete,
lasciando a Maggie lo spazio per entrare.
Okay, allora dice Maggie.
Si passa lo zaino nell'altra mano ed entra in cucina: soffitto
alto pi di tre metri e mezzo, tubature che gli corrono
intorno, uno splendido piano cottura in acciaio. Tutto di altissima
qualit, come in un ristorante. Piante dappertutto.
Il liceo di Nate.
Terribile.
Due dei camerieri di ve stanno occupandosi di qualcosa
sui fornelli, un terzo sta dando i tocchi finali a un vassoio di
polpette di granchio. ve non dice niente e passa accanto a
loro, varca la porta, che continua a oscillare dopo il suo passaggio,
e si trasferisce in soggiorno. La stanza  una strana
combinazione di arredi rossi d'ispirazione Zen e bambole
scozzesi dietro gli spessi vetri di una credenza.
ve indica il mobile con un cenno del capo, mentre si
mette a sedere al lungo tavolo da pranzo e si prepara a rimettersi
al lavoro. Gira voce che le bambole valgano pi
di due milioni di dollari.
L'una? domanda Maggie.
Accidenti, spero di no.
Maggie posa lo zaino a terra e guarda all'interno della
credenza.  questo che guardava Nate durante le lezioni
del liceo? Poi, riflessa nel vetro, la vede: una fotografia
di Murph sulla mensola del caminetto. Nella foto la ragazza
sembra molto giovane - sedici, diciassette anni - ed 
circondata da un gruppo di ragazzi. E in un angolo, ecco
Nate. In jeans e berretto da baseball dei Mets. Quasi esattamente
uguale al Nate di adesso. Maggie non sa se sia un
segno buono o cattivo.
Si siede in diagonale rispetto a ve; tra di loro, sul tavolo,
c' un vassoio d'argento. Con gesti volutamente esagerati,
ve afferra delicatamente un asparago e poi una fettina di
prosciutto, che avvolge intorno al gambo per poi posare il
tutto sul vassoio da portata.
Pensi di avere capito? domanda a Maggie.
Forse dovrai farmelo vedere un'altra volta.
ve ride. Cominciano a lavorare, in silenzio all'inizio.
Maggie controlla l'orologio nell'angolo della stanza ogni
trenta secondi, come se potesse costringere il tempo ad accelerare:
Tyler che arriva, lei che se ne va, lei che sale sull'autobus
per tornarsene a casa. Ma ben presto si lascia andare;
la ripetizione di quel lavoro facile l'aiuta a non pensare.
Prima, l fuori, mi hai raccontato una bugia dice ve
dopo un po', indicando l'opera di Maggie. Sei molto brava.
 bello il modo in cui disponi gli asparagi sul...
Non mi lascerei trasportare dall'entusiasmo.
No, dico sul serio.  bello. Hai talento. Pensi di aiutare
Nate nella presentazione dei piatti per l'inaugurazione?
No, a meno che non mi costringa risponde Maggie.
Ma si morde il labbro inferiore, ricordando. Ricordando
come a San Francisco fosse diventata un'abitudine, aiutare
Nate a preparare i piatti per la sera. Nate che fa partire
un LP del vecchio Van Morrison, loro due che lavorano insieme,
in silenzio.
Poi le viene in mente qualcosa. Come fai a saperlo? Che
stiamo per aprire un ristorante?
ve esita e prende altri asparagi. Oh, deve avermelo detto
Gwyn. Ma poi scuote la testa, come ripensandoci. Sai
cosa ti dico? Non  vero: me l'ha detto il padre di Nate.
Oh, quindi conosci Thomas?
ve annuisce. S risponde. Conosco Thomas.
Maggie abbassa lo sguardo sul suo mucchio di asparagi e
pensa a Thomas, a come, osservandolo, aveva avuto la sensazione
di guardare il proprio futuro. Solo questa mattina
aveva pensato di sapere cosa sarebbe successo nel suo futuro.
Era innamorata. Come pu cambiare tutto nello spazio
di qualche ora? Ma forse  proprio questo l'unico modo
in cui tutto cambia. Proprio quando ti sei finalmente convinta
che tutto sia stabile e rester cos.
 difficile, vero? domanda ve.
Che cosa?
Finire in una situazione nella quale non avresti mai
immaginato di trovarti. O forse proprio nella situazione in
cui pensavi che saresti finita, ma che facevi del tuo meglio
per evitare.
Maggie incontra lo sguardo di ve e si chiede cosa la ragazza
pensi di sapere. C' forse qualcosa nella sua relazione
con Nate che la gente  in grado di percepire anche solo
vedendoli insieme?
ve si stringe nelle spalle. Era solo un'ipotesi dice.
Basata su cosa?
La vergogna tende a sembrare sempre la stessa.
Maggie la guarda, la guarda veramente, e poi comincia
a parlare: Oggi ho scoperto che la famiglia di Nate ha un
mucchio di denaro, cosa di cui lui non mi aveva mai parlato.
E questa  la notizia migliore della giornata.
Qual  la peggiore?
Che  gi stato sposato.  stato sposato con un'altra della
quale non si era mai preso il disturbo di parlarmi. E l'ex
moglie  una donna tosta e incredibilmente sexy che sono
voluta andare a vedere di persona, dato che, sai, non mi
sentivo gi male abbastanza.
ve scuote la testa. Wow. Non una bella giornata.
No, non una bella giornata.
ve posa la fetta di prosciutto sul piatto e guarda Maggie.
Come hai fatto a scoprire tutto?
Maggie ripensa a quella mattina, al modo in cui tutto 
cominciato quando le sono capitati tra le mani gli estratti
conto di Nate/Champ. Quando per caso le  capitato tra le
mani l'inizio di una storia molto diversa da quella che pensava
di conoscere riguardo alla persona cui teneva di pi al
mondo... la persona che pensava di conoscere di pi.
Io vedevo che Nate voleva dirmi qualcosa, ma sembrava
che non ci riuscisse. Sembrava che non riuscisse a... fidarsi
di me.
ve reagisce con il silenzio.  cos silenziosa che Maggie
non pu fare a meno di chiedersi a cosa stia pensando. Forse
a qualcos'altro. Forse la mente di ve ha spostato l'attenzione
sulle sue responsabilit, sul party, sulla necessit che
tutto vada come programmato.
Ma poi ve si mette a parlare: Mi rendo conto che in
questo momento devono sembrarti enormi le bugie che ti
ha raccontato Nate, tutte le cose che aveva deciso di tacere.
Ma io credo che non sia cos semplice.
Cosa vuoi dire?
ve si stringe nelle spalle. Be', ci sono due modi di considerare
la situazione. Il primo  che Nate ti ha mentito su tutto
quello che riguarda la persona che , il modo in cui  cresciuto
e ci che per lui  stato significativo. La sua famiglia,
il suo denaro, il suo matrimonio. Il primo matrimonio, intendo.
Con quell'altra donna. Si schiarisce la gola. Ma la tua
seconda opzione  interpretare tutto in modo diverso...
Non sono sicura di seguirti.
Come una sola, unica bugia. In realt  una sola menzogna
quella con cui hai a che fare. E quella di Nate pu anche
essere grossa, ma si tratta di una bugia che raccontiamo
spesso a noi stessi e alle persone che ci sono pi vicine.
Vale a dire?
Posso ricominciare da capo.
Maggie fissa ve e si chiede se la ragazza capisca pi o
meno di lei.
Cosa c'? domanda ve. Perch mi guardi cos?
Mi sto solo chiedendo se tu pensi che questo sistemi tutto.
Nascondere cos tante cose?
Forse significa solo che capisco.  qualcosa che vogliamo
tutti, no? La possibilit di essere diversi, nuovi. Non essere
pi le persone che vorremmo non essere mai stati. Il problema
 che pi in fretta scappi da qualcosa, pi quel qualcosa
ti colpir duro quando ti raggiunger di nuovo.
Be', di sicuro oggi mi ha colpito duro dice Maggie.
ve annuisce. Probabilmente ha colpito Nate molto pi
di te.
Il polso di Maggie comincia a battere veloce, per qualcosa
di simile alla tristezza, o a un'impossibile compassione.
Non solo per se stessa, ma per Nate. D'improvviso capisce
con quanta disperazione e ostinazione Nate stesse scappando.
Ripensa a quando, a diciassette anni, se n' andata da
Asheville, convinta di poter diventare una persona nuova.
E forse in diversi momenti, con nuovi scenari e nuove persone,
si  sentita un'altra. Solo che in realt  ancora se stessa.
Le stesse preoccupazioni sull'essere sempre presente,
sull'impegnarsi, sul darsi un punto fermo. Lo stesso desiderio
di rendere le cose chiare e nette quando non lo sono.
La stessa necessit di dividere le cose tra bianche o nere, o
di evitarle del tutto.
Senti, non sto cercando di turbarti ancora di pi riprende
ve. So com' quando ti ritrovi in una situazione
di cui non vuoi parlare.
Per esempio?
Per esempio, io sono innamorata di un uomo di cui non
dovrei essere innamorata. Per esempio, sto permettendo che
lasci la sua famiglia in modo che lui e io possiamo provarci
seriamente. Per esempio, l'ho incoraggiato a farlo.
Maggie la guarda, cercando di non giudicare. Ai tempi
del college si era messa con un assistente, il quale viveva
con la fidanzata. Non era al corrente della fidanzata quando
avevano cominciato, ma era anche vero che, quando l'aveva
scoperto, non lo aveva lasciato immediatamente. Si era detta
che farla finita non era una responsabilit sua, era lui che
doveva confrontarsi con i propri obblighi. Maggie adesso
sa che non  cos semplice. Adesso  convinta che non debba
neppure esserlo.
Lascia sua moglie per te?
Cos sembra. ve sposta di lato il vassoio completato.
E a quel punto cosa ne far di lui?
Maggie ride, passandosi una mano tra i capelli. Poi rivolge
a ve un piccolo sorriso e distoglie lo sguardo.
Credo che ci sia anche un'altra domanda che puoi porti
dice ve.
Quale? chiede Maggie. "Voglio provarci?"
ve scuote la testa. "Sono sicura di non volerci provare?"
Maggie resta in silenzio.
Sto solo dicendo che  questa la domanda che un giorno
ti uccider, se adesso non sei sicura e ti dai la risposta
sbagliata.
Maggie non  sicura di niente ed  questa la ragione principale
per cui sorride a ve e le chiede di scusarla un momento.
Quello di cui sono abbastanza sicura  che voglio
rinfrescarmi un po'. Probabilmente avrei dovuto farlo prima
di aiutarti con la roba da mangiare. Il bagno  da quella
parte?
Vivi e impara dice ve, sollevando le palme delle
mani.
Poi indica la direzione dietro di s e Maggie si avvia da
quella parte, verso il retro della casa, verso le camere padronali,
verso il bagno. Ma non appena apre la porta, ricorda
cosa la sta aspettando. Il bagno con l'antiscivolo speciale,
la vasca da bagno speciale. Solo che il bagno che l'accoglie
 vecchio e non particolarmente degno di nota.
E non c' alcuna decorazione antiscivolo nella vasca, nessuna
che lei possa vedere. La vasca  bianca, ovale e troppo
piccola per due persone. Maggie vi entra e, distesa sulla
schiena, si copre gli occhi con un braccio e lascia dondolare
le gambe oltre il bordo. Cerca di fare alcuni respiri profondi,
di ritrovare l'equilibrio, di decidere cosa fare ora.
Deve decidere se vuole scoprire la risposta alla domanda
che proprio adesso, in questo preciso momento della sua
vita, le sfreccia nella testa: "Cosa succede, se resto?".
Ed  allora che Tyler entra nel bagno.
Maggie non dice niente, si limita a togliere il braccio dagli occhi e a sbattere le palpebre. Tyler la fissa per un attimo e Maggie immagina di essere una visione piuttosto interessante: rannicchiata nella vasca da bagno, vestita, con le infradito ai piedi che penzolano fuori dal bordo.
Salve saluta Tyler.
Salve.
Allora, ti porto da qualche parte dice il ragazzo con un gesto in direzione del vialetto oppure ti fai un bagno?
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
 cos che forse dovrebbe essere un matrimonio: il granaio
 meraviglioso e pieno di gente, c' la musica e tutti mangiano
e ridono e si muovono a tempo. Candele, lanterne e
luce da sogno. Senti la pioggia in sottofondo, la intuisci riversarsi
sul tetto, ma non te ne accorgeresti quasi se non
fosse per il vento leggero che sta prendendo sempre pi
forza e si insinua all'interno, spingendo gli ospiti a stare un po' pi vicini.
La scena conferma a Gwyn che vestirsi di bianco  stata la
scelta pi opportuna. Un corsetto fatto a mano e un'ampia
gonna di seta. I capelli raccolti sulla nuca, con un giglio. Il
giorno del suo matrimonio indossava un abito giallo e sua
sorella le aveva chiesto se non le dispiaceva non avere colto
l'unica occasione della vita di essere la sola donna completamente
in bianco. "Avr un'altra occasione" le aveva
risposto Gwyn. Pensando a un party o a un qualche evento.
Non aveva immaginato che quell'evento sarebbe stato la fine del suo matrimonio.
Nessuno si accorge di lei all'inizio. Immobile appena oltre
l'entrata del granaio, con la pioggia che le cade alle spalle,
osserva la sua festa.  bello il party da questa prospettiva.
Gli ospiti bevono champagne e chiacchierano in piccoli
gruppi. Nonostante il maltempo, sono venuti tutti. Gwyn 
sicura che, se potesse avvicinarsi con uno zoom, se potesse
mettere microfoni nascosti addosso ai suoi ospiti, non sentirebbe
parlare di lei. Al giorno d'oggi tutti divorziano, no?
O almeno la met di tutti. La cosa importante  avere una
bella festa cui partecipare in una serata non meno bella.
Gwyn guarda sul lato opposto del granaio e vede Nate
e Georgia in piedi accanto al bar. Georgia sta sorseggiando
un po' della birra del fratello. Gwyn decide di lasciarli in
pace. Se la festa di divorzio li spinger a odiarla un po', ma
li far sentire pi legati tra loro, benissimo: a lei sta bene. Se
i ragazzi usciranno da questa storia pi uniti, pi sicuri di
poter sempre contare l'uno sull'altra e convinti che quello
che c' tra di loro sia il rapporto familiare primario, Gwyn
si sentir molto meglio. Non sta ancora per morire, ma questa
 un'altra cosa che vuole sistemare prima che succeda:
vuole che i suoi figli si sentano sempre amati.
Poi vede Thomas al centro del granaio. Indossa l'abito
che lei gli ha preparato e sta ridendo con i Jordan, Daniel
e Shannan, che abitano nei dintorni di Dune Road, sulla
baia. Avevano divorziato anche loro, una decina d'anni fa
forse, e Shannan si era trasferita a New York e si era messa
con un ballerino di danza classica. E adesso Daniel e Shannan
sono di nuovo insieme, fanno di nuovo coppia fissa.
"Sono semplicemente troppo stanca di non stare con Daniel"
le aveva detto Shannan quando era tornata a casa. "E
non credo che questo sia il contrario dell'amore."
Thomas la saluta con un cenno della mano. Gwyn risponde
allo stesso modo e poi indica con un dito le travi d'acciaio
in alto e la pioggia all'esterno. Adesso i fulmini esplodono
in raffiche sempre pi rapide e luminose e il granaio
comincia ad assomigliare un po' troppo al centro di un bersaglio.
Thomas per scrolla le spalle, come per dire: "Non preoccupiamocene".
Benissimo. Se Thomas non vuole preoccuparsi, non preoccupiamoci.
Facciamo a modo suo anche quest'ultima volta.
Il granaio croller, oppure no. L'importante  che Thomas
non avr un'altra occasione per dirle che si preoccupa sempre
troppo. Gwyn vuole che l'ultimo ricordo che suo marito
abbia di lei sia quello di una donna che non drammatizza,
che non esagera nelle analisi, che non assume su di s il
compito di preoccuparsi per tutti e due. Per una volta tanto,
rilassata nell'accettazione di quello che verr, qualunque
cosa sia. Per una volta tanto, disposta a fare un respiro
profondo e ignorare anche le paure pi razionali.
Passa un cameriere che le offre una costoletta d'agnello
brasata. Gwyn l'accetta: cos'altro potrebbe fare? D un piccolo
morso e si guarda intorno, osservando gli altri camerieri
con i vassoi carichi di anacardi speziati, bocconcini di
pollo alla griglia e stuzzichini al tonno pinna gialla e soia.
Toast thailandesi e tofu al curry. Tutto sparisce nelle bocche
degli ospiti non appena appare.
Gwyn vede il pastore Richards con la moglie e decide di
andare a salutarli, ma si sente picchiettare sulla spalla, si
volta e si trova davanti Maxwell Scalfia, un medico collega
di Thomas che  alto un metro e cinquanta ed  sposato con
Nicole, anche lei medico e pi alta di lui di venticinque centimetri
buoni. Gwyn incontrava Maxwell quasi tutti i giorni
negli anni in cui aveva l'abitudine di pranzare con Thomas.
Il luned e il mercoled, e anche quasi tutti i venerd.
Come va? le domanda Maxwell, sollevandosi sulla
punta dei piedi per darle un bacio sulla guancia.
Bene, Maxwell, stiamo benissimo. Grazie per essere
venuto questa sera. Siamo contenti di avervi tra i nostri ospiti.
E noi siamo contenti di essere qui.
Gwyn sorride, chiedendosi per quanto tempo debba trattenersi
prima di potersene andare. Maxwell adesso sar
amico solo di Thomas. E, per quel che la riguarda, Thomas
pu benissimo tenerselo.
Maxwell per continua a sorriderle, cerca il suo sguardo
e inclina il bicchiere di champagne verso di lei, senza lasciarle
alcuna possibilit di fuggire con grazia.
Poco fa dicevo a Thomas che un amico una volta mi ha
detto che un matrimonio non  un successo se dura nel tempo:
 un successo a seconda del modo in cui dura. Dieci o
venti o trentacinque buoni anni insieme a volte valgono di
pi di cinquantanni discreti insieme. Io ci credo.
Gwyn annuisce come se fosse d'accordo, anche se, naturalmente,
sa che Maxwell non crede affatto in quello che
ha detto e che ha inventato l'aneddoto esclusivamente per
le occasioni in cui un amico si trova in questa situazione.
Gwyn lo conosce abbastanza bene da sapere che, comunque
vada il suo matrimonio - e chi pu immaginarlo dal di
fuori? - lui non se ne andr mai. Maxwell crede che l'unico
successo sia restare. E perch non dovrebbe? Si crede a
qualcos'altro solo quando non si ha altra scelta.
Passa un cameriere con un vassoio di flte di champagne
e Gwyn ne afferra una al volo.
Senti, naturalmente mi rendo conto che questo non  il
momento migliore dice Maxwell ma, tanto perch tu lo
sappia, Nicole e io vorremmo comprarla. Siamo disposti a
fare un'offerta generosa, nel caso tu prenda in considerazione
il nostro interesse prima di metterla sul mercato. Generosa quanto basta.
Di cosa stai parlando?
Della casa.
Di questa casa? Della mia casa?
Gwyn si volta a guardarla in fondo al sentiero, illuminata
e splendente sullo sfondo della pioggia.
S conferma Maxwell. La tua casa. Huntington Hall.
Gwyn e Thomas hanno concordato di affrontare la discussione
sulla casa dopo questa serata. In un certo senso
decidere cosa sar della casa - abbandonarla, in qualche
modo - renderebbe tutto definitivo, se gi non lo . Renderebbe
tutto concluso.
 complicato... comincia Gwyn.
Maxwell la interrompe. S, certo. Sto solo dicendo che,
quando voi due sarete pronti, noi saremo pi che pronti.
Mia figlia Meredith ha appena avuto due gemelli. E a
noi piacerebbe averli tutti qui in estate. E sarebbe pi facile,
se avessero una casa loro, perch il marito di mia figlia
 un tale stronzo che non cerca neppure pi di nascondere
quanto ci odia. Maxwell sorride.  il prezzo che dobbiamo
pagare.
Gwyn si sente arrossire. Ha accettato il fatto che Thomas
se ne vada a stare da ve, ovunque sia. E che se ne andr
anche lei, perch non vuole restare qui senza suo marito.
Ma non ha mai preso veramente in considerazione la possibilit
che Hunt Hall non sia pi... loro. Ma per lasciarla
vuota? Non  sbagliato anche questo? E anche se potrebbe
lasciarla ai figli, Gwyn sa - non appena il pensiero le passa
per la mente - che non vuole farlo. Non lo vorrebbe neppure
Thomas. Un tempo, la casa  stata il luogo ideale per
i nuovi inizi, ma ora sembra soltanto un posto per dimenticare i vecchi.
Probabilmente potremo metterci d'accordo.
Sul serio? Maxwell ride nervoso. Cos, semplicemente?
Gwyn si volta e guarda di nuovo la sua casa. Trentacinque
anni. Trentacinque giorni del Ringraziamento e cene
della vigilia e mattine di Natale. Trentacinque feste per il
Quattro Luglio e trentasei festicciole di compleanno dei ragazzi,
settantotto visite troppo lunghe della sua famiglia.
Cento le volte che ha deciso che il mese di gennaio qui 
troppo terribile e duecentocinquanta quelle in cui ha capito
che non esiste niente di pi perfetto di Montauk alla fine di
marzo. Cinquecento le volte in cui  andata al faro per un
picnic, settecentonove quelle in cui ha portato a casa fiori
freschi dal chiosco di East Hampton, ottocentoquaranta
quelle in cui lei e Thomas sono scesi in spiaggia dalla scogliera.
Millecento le volte in cui hanno letto il giornale della
domenica davanti al caminetto, milletrecento quelle in
cui ha guardato il tramonto dalla veranda, millenovecento
le volte in cui hanno trascorso la serata sul dondolo sul bordo della scogliera.
Una sola volta - adesso - quella in cui se ne stanno in piedi davanti a tutti quelli che conoscono, a tutti quelli a
cui vogliono bene, durante un party che si suppone finisca con loro due che si dicono addio.
Si volta verso Thomas, che non la sta guardando.
Non lo so dice a Maxwell. Forse.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
Non va di sopra a cambiarsi. In realt non si prepara affatto.
Raccoglie i capelli in una coda di cavallo e si avvia verso
la festa con la sua gonna di jeans lisa e il top rosa, sotto
il quale il reggiseno color porpora  un po' troppo visibile.
Ha lasciato lo zaino a casa dei Buckley, da ve, intenta
a preparare tutto per il brindisi, per il taglio della torta.
Se Maggie aveva intenzione di presentarsi al suo meglio,
di sicuro non lo sta facendo. Deve semplicemente vedere
Nate mentre ricorda ancora che parte di lei lo vuole, prima
di avere la sensazione che sia troppo tardi.
Adesso piove sul serio, implacabilmente, e il vento sferza
con basse correnti d'aria, picchiando sull'esterno del granaio,
premendo per sfondare. Quando entra, Maggie  bagnata
- gocce d'acqua sulle braccia e sul collo - e ci sono fili
d'erba e terriccio sui piedi lasciati nudi dalle infradito.
Dalla soglia il granaio  incredibile: un rifugio dalla tempesta,
splendente e caldo, illuminato e brillante; il party carico
di quell'energia che caratterizza le feste migliori, quella
qualit intangibile che significa che la serata ha la possibilit
di diventare memorabile, magica. Guardandosi intorno, 
facile scordare perch tutta questa gente  venuta qui.  facile
chiedersi se non abbiano deciso tutti di dimenticare.
Maggie vede Nate in un angolo del granaio, Nate in abito
marrone e Converse arancione ai piedi. Le sembra bellissimo.
Le sembra lui. E per un secondo dimentica tutto il
resto.  cos sollevata nel vederlo, e per aver deciso di vederlo,
che impiega un secondo per accorgersi che accanto
a lui c' Murph, la quale indossa un abito color carne e, vista
da l, sembra un'unica, lunghissima gamba.
Maggie si fa schioccare le nocche delle dita e si avvia verso
Nate, verso Nate e Murph. Solo che qualcuno la ferma.
 Thomas, che sta parlando con una giovane coppia con
cui sembra essere meno che felice di parlare. I due possono
avere l'et di Maggie, forse appena un po' pi vecchi.
Maggie dice Thomas, spostando la mano dal braccio
alla schiena della futura nuora. Ti stavo proprio cercando.
Ti presento Belinda e Carl Fisher, che sono venuti ad abitare
da poco in una casa in fondo alla strada. Questa  la fidanzata
di Nate, Maggie Mackenzie.
Belinda la guarda dalla testa ai piedi e il viso non rivela
quasi nulla, quasi nulla di ci che sta certamente pensando
dell'abbigliamento di Maggie.  un piacere conoscerti.
Abbiamo sentito parlare molto di te.
"Tipo?" vorrebbe chiederle Maggie, che invece cerca di coprirsi
incrociando le braccia sul petto. Il piacere  mio.
Sente la mano di Thomas sulla spalla. Vuoi scusarci un
momento, Belinda? Ho bisogno di parlare un attimo con
mia nuora. Thomas la pilota verso un lato del granaio, lontano
dai terribili Fisher e da chiunque altro.
Hai bisogno di una pausa? gli sussurra Maggie.
Thomas infila le mani nella profondit delle tasche ed 
esattamente uguale a Nate: impacciato in questo scenario,
impacciato in un modo che non riuscir a scuotersi di dosso
finch non sar fuori da quel vestito, fuori dalla partita
di questa sera.
 cos evidente? Mi dispiace. Non me la cavo bene con
i cocktail party. Non sono mai stato bravo. Gwyn invece 
eccezionale.
Maggie sorride. Thomas non l'ha detto con malignit, ma
con qualcosa di simile all'ammirazione. Ammirazione per
Gwyn che  capace di essere sempre a suo agio nella propria
pelle, o almeno  capace di fingere meglio.
Sei stata in casa? domanda Thomas porgendo a Maggie
qualche tovagliolino di carta. Lei comincia ad asciugarsi
e a ricomporsi.
In effetti sono stata nella casa accanto, con la ragazza del
catering. Per aiutarla un po'. E per nascondermi un po'.
E com' andata?
L'aiuto o il nascondiglio?
Thomas ride. A tua scelta.
Bene tutte e due le cose, immagino.
Thomas tenta di sorridere. Solo che dietro il sorriso c'
qualcosa che non pu essere nascosto, qualcosa che Maggie
riconosce appena lo vede. Una certa solitudine. Una solitudine
complicata, alla quale Thomas non pensa di avere
diritto.
Tra qualche minuto dovr tenere un discorso su come le
cose possono finire serenamente e affettuosamente.
Tu credi che sia possibile? Che le cose finiscano serenamente?
domanda Maggie.
Ecco... Comincio a pensare che pi cerchi di far sembrare
okay la situazione, pi la peggiori.
Be', non sono sicura che inizierei cos il mio discorso.
Thomas ride e Maggie si sente vicina a lui. Thomas le
piace. Continua ad avere la sensazione che stia succedendo
qualcosa, qualcosa che lei non vuole sapere, ma Thomas
le piace comunque. Perch vede le parti di lui che ha trasmesso
a Nate, e non solo quelle esteriori, ma anche quella
particolare dolcezza. Non sono molti gli uomini che possiedono
un'autentica dolcezza interiore, la quale porta con
s altre cose, ma al momento Maggie prova solo gratitudine
per questo.
Da quel poco che ho saputo, tu e Nate oggi avete avuto
una giornata difficile. Ti chiedo scusa.
Perch?
Perch sono io la ragione per cui voi due siete qui.
Maggie gli sorride. Per favore, non preoccuparti. Non 
colpa tua se le cose sono sfuggite un po' di mano.
Non ne sarei cos sicuro.
Maggie incontra il suo sguardo e comincia a percepire
qualcos'altro, qualcosa che aveva iniziato a sospettare, un
puzzle che prende forma, ma in quel momento si avvicina
Gwyn, assolutamente meravigliosa tutta in bianco.
Sei qui dice, guardando Thomas. E poi, immediatamente
dopo, si accorge di Maggie e nei suoi occhi non c'
alcun giudizio sul modo in cui la ragazza  vestita, ma solo
una rapida, sincera felicit nel vederla. E in quel momento,
insieme a tutto il resto, Maggie sente quanto  affettuosa
questa donna.
Come stai, Miss Maggie? Con tutto questo caos, non ho
potuto passare nemmeno un po' di tempo con te.
Bene. Sto bene.
Sicura?
Maggie annuisce. Sicura.
Perfetto. Allora posso rubarti Thomas per un minuto?
Te lo riporter presto, prima di quanto desideri.  che
devo proprio rubartelo, se vogliamo toglierci questo brindisi
dai piedi.
 tutto tuo.
Thomas prende la mano di Gwyn e sorride a Maggie,
come per dirle "Parleremo pi tardi, okay?". E Maggie sorride
a tutti e due, mentre si dirigono verso un piccolo tavolo 
sistemato accanto alla porta d'ingresso del granaio, con
la pioggia dietro di loro, la casa dietro di loro. Sul tavolo ci
sono due bicchieri e un'unica bottiglia di vino.
Poi Maggie sente una mano sulla schiena, la mano di
Nate, e si volta per guardarlo. Murphy, grazie al cielo, non
 con lui.
Sei rimasta.
Sono rimasta.
E Nate annuisce per dirle "Grazie" e "Non so cosa significhi,
ma sono contento che tu sia qui".
Annuisce anche Maggie. "Anch'io."
Dov' Georgia? domanda.
Sono qui. Maggie si volta proprio mentre Georgia le si
ferma accanto. Ha un aspetto dolce nel suo abito a fiori, anche
se sembra starci un po' scomoda. In mano ha un asparago
avvolto in una fetta di prosciutto, mangiato a met.
Passa il braccio libero sulla spalla di Maggie e stacca un altro
morso. Questi asparagi sono assolutamente deliziosi
dichiara.
 la cosa pi gentile che potevi dirmi dice Maggie, e si
stringe il braccio della ragazza sulla spalla.
Sul serio? Georgia guarda l'asparago, un po' confusa,
e poi passa la mano davanti a Maggie per porgere a Nate
il pezzo rimasto. Be', la cosa pi gentile che puoi dire a
me  niente.
Maggie si morde il labbro inferiore e si volta verso Nate,
che si sta cacciando in bocca ci che resta dell'asparago.
"Niente Denis?" gli domanda con le labbra.
Nate scuote la testa, mandando gi il boccone. "Niente
Denis."
E prima che Maggie possa chiedere - o non chiedere
- qualcos'altro, qualcuno fa tintinnare un bicchiere con
un cucchiaio e altri intervengono chiedendo silenzio, finch
quasi tutti i presenti sono rivolti verso il piccolo tavolo
dietro il quale si trovano Gwyn e Thomas. Maggie
si guarda intorno e osserva gli ospiti, tutte quelle persone
che hanno visto la vita in comune dei suoi futuri suoceri,
tutte con una storia da raccontare su chi sono stati
Gwyn e Thomas e su chi ritengono siano diventati adesso.
All'inizio Maggie pensa che sia un po' come un matrimonio,
perch in quale altra occasione raduni in un'unica
sala tutti coloro che sono importanti per entrambi? Ma
poi nota i sorrisi nervosi e le espressioni un po' fisse, non
proprio di approvazione o compassione, bens di dubbio
e ansia. Dubbio di poter essere in grado di evitare questa
fine, ansia di non riuscirci.
Maggie riporta l'attenzione su Gwyn e Thomas, il quale
comincia a stappare la bottiglia di vino con un cavatappi
dozzinale.  molto attento in questa operazione, troppo attento,
il cavatappi, la bottiglia, e tutto sembra svolgersi ritmicamente,
al rallentatore, finch finalmente versa un bicchiere
per Gwyn e poi anche per s.
Mentre tutti si fanno pi vicini, Gwyn prende il bicchiere
dalle mani del marito, al quale in cambio passa un foglio
di carta ripiegato. Thomas lo apre e posa la mano libera
sul fianco della moglie.  come una danza il modo in cui
i due si muovono insieme, fluidamente e con assoluta naturalezza,
perfino adesso. E cos, anche in questa strana situazione
in cui a quanto pare stanno per brindare alla fine
della loro unione, Maggie, ancora una volta, resta colpita
dall'impressione che danno quando sono insieme. L'impressione
di essere giusti l'uno per l'altra.
Poi Thomas comincia a parlare.
Grazie a tutti voi per essere qui questa sera, con noi e
con la nostra famiglia. Guarda Nate, Georgia, Maggie e
poi Gwyn, che lo sta fissando. All'inizio, quando Gwyn
ha proposto questa festa, ho pensato che fosse un'idea un
po'... bizzarra. Specialmente per noi. Ma pi ci avvicinavamo
a questa serata, pi capivo che era una buona cosa. Per
Gwyn e me  un modo per spiegare che il nostro rapporto
ha avuto enorme importanza. Che niente ha avuto un'importanza
maggiore. Anche se ora sta finendo.
Gwyn prende un altro foglio di carta e posa sul tavolo il
bicchiere di vino. La poesia che stiamo per leggervi  intitolata
L'imperatrice del Paese che non c' dice, pi a Thomas
che a chiunque altro.
Non  in rima, per cui abbiate pazienza aggiunge lui.
Tutti ridono. A quanto pare, sar divertente. Tutti trovano
l'idea spiritosa. Ma quando Thomas e Gwyn cominciano
a leggere la poesia, una strofa per uno, il riso cessa. Il
riso cessa, anche se si tratta di una poesia bizzarra e molto
buffa che parla di un pescatore della Florida che se ne sta
seduto sul molo a mangiare liquirizia nera. E all'inizio la
liquirizia non gli piace, gli sembra troppo amara, ma poi
impara ad apprezzarla. Impara a gustarla, non dicendosi
semplicemente che gli piace, ma apprezzandola sul serio:
solo che in quel momento si rende conto di averla finita, di
non averne pi a disposizione.
Forse le risate si spengono perch nessuno capisce. Per
rendere i versi pertinenti si dovrebbe forzare il significato
della poesia. Anzi, per quello che sa Maggie, lo si dovrebbe
forzare fino a non poter pi riconoscere la poesia per
far s che abbia un qualche senso in relazione a Thomas
e Gwyn, i quali per non danno spiegazioni su ci che significa
per loro, su ci che pu avere significato. E Maggie
non pu fare a meno di chiedersi se non si sia persa qualcosa
mentre era a casa dei Buckley, qualcosa che potrebbe
spiegare perch Thomas e Gwyn hanno deciso di leggere
proprio questi versi.
E quando sposta lo sguardo dal viso inespressivo di Georgia
a quello altrettanto inespressivo di Nate, si rende conto
che neppure loro hanno il minimo indizio. Non ce l'ha
nessuno, a quanto pare. Nessuno tranne Thomas e Gwyn,
che sono rossi in viso e felici, che si guardano e si sorridono,
sorridono davvero, ed  questo che tutto a un tratto
sembra l'aspetto pi triste. Maggie si deprime nel vederlo 
cos chiaramente davanti a s. In una coppia, dopo un
po', c' qualcosa, un piccolo, morbido qualcosa con una
sua propria forma di vita, che rimane anche se a un certo
punto decidi di non volerlo pi, anche se decidi di volere
qualcos'altro.
Georgia incrocia le braccia sullo stomaco, con le mani
in cima alla pancia. Wow! Hanno ufficialmente perso la
testa.
Maggie si volta di nuovo verso Gwyn e Thomas, che si
stanno ancora guardando. Non  una gran distanza quella
che ti separa dal peggiore dei luoghi. Poi si volta verso
Nate, anche se non vorrebbe. Desidererebbe che la persona
che ama di pi al mondo non li avesse portati tanto vicino
a quel luogo irreversibile, dove tutto sembra cos difficile.
Ma per ora  cos, e forse la cosa migliore che Maggie
possa fare  accettarlo.
Cerca la mano di Nate e la stringe. Andiamo via gli
sussurra.
Ma Nate non l'ha sentita. Cos'hai detto?
Voglio andare via dice Maggie.
Allora andiamo.
Nella ressa, Nate comincia a trascinarla via da l. Ma prima
che possano uscire dal granaio, Gwyn riprende a parlare
e Maggie si volta. Maggie si volta e questo pu essere
il primo errore, perch lo sente: qualcosa che si spezza
nella voce di Gwyn. Sente qualcosa di impossibile che comincia a spezzarsi.
Questo, in un certo senso,  il modo in cui abbiamo trascorso la nostra prima serata insieme. E per celebrare quella sera, e tutto ci che  venuto dopo, vorremmo che alzaste i vostri bicchieri e vi uniste a noi in un brindisi mentre tagliamo la torta.
La torta non c' ancora. Ma poi entra ve, spingendo il carrello.
E Gwyn dice: Vi prego di unirvi a noi in quest'ultimo brindisi.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
"Quest'ultimo brindisi." Le parole sono schiacciate dal tuono.
Gwyn quasi non si sente parlare, la sua voce le sembra
stranamente remota, estranea, come se fosse appena scesa
da un aereo con le orecchie tappate. Tutto questo determina
una sorta di distacco che non si aspettava, ma che 
contenta di provare. L'aiuta ad andare avanti. Verso la parte
che sta per arrivare.
Tra un minuto la torta sar al centro della scena. La Red
Velvet. Baster per una decina di persone soltanto, o forse,
vista la quantit di carboidrati che mangiano queste donne,
per tutti i centosettanta ospiti. Ma la torta in realt  per
una sola persona.  il dolce che preferisce lui e questa  l'ultima
volta, Gwyn non glielo preparer mai pi. Quest'uomo
benedetto. Benedetto e maledetto. Giusto e sbagliato.
Male e bene. Esiste qualcosa di cos netto? Che si possa dividere
cos chiaramente? Se cos fosse, sarebbe tutto pi facile.
Sarebbe pi facile evitare di farsi ingannare e confondere
da chi poi ci ferisce. Riconosceremmo le ferite prima
ancora di subirle. Riconosceremmo i luoghi nei quali non
saremo mai al sicuro.
A giudicare dal rumore, sembra che la pioggia stia per irrompere
all'interno del granaio senza alcun problema. Gocce
dure e pesanti. Il cui suono viene interrotto soltanto dal
fragore dei tuoni. Dai lampi. E, ogni volta, Gwyn si sente
percorrere il corpo da piccole scosse.
Ci sono cose che sa. Nella mano stringe una poesia. Sta
guardando i suoi figli, Maggie e tutti gli amici, suoi e di
Thomas. Gli amici che le piacciono e quelli che non le piacciono
particolarmente. Superata questa serata, cercheranno
tutti di esserci per lei. Gwyn lo sa. Per pensava anche di
sapere un'altra cosa. Pensava che non ci sarebbe mai stata
una serata come questa. Pensava di poter contare su Thomas.
Non aveva mai pensato che sarebbero arrivati davvero
a questo momento.
Ma poi si volta e la vede con il carrello del dolce; indossa
una giacca da chef rossa che, quasi l'avesse programmato, riprende
il colore dell'interno della torta. Gwyn fissa con tanta
intensit il suo dolce - il rosso che filtra all'esterno dalla
glassatura bianca - che impiega un minuto prima di notare
gli occhi della ragazza e quasi le sfugge: quasi le sfugge
l'attimo in cui Thomas vede ve. Ma Gwyn ricorda esattamente
l'attimo in cui i loro sguardi si incontrano e restano
agganciati, mentre ve solleva la torta fra le mani.
Thomas e ve sono ancora l, nel luogo speciale dove le
coppie si incontrano all'inizio, quando entrambi sono sempre
cos felici di vedersi, sorpresi e quasi in soggezione. "Sei
tu. Non riesco a crederci. Non riesco a credere che tu non sia
solo un sogno." Perci Thomas ci mette un momento per
capire il resto, per capire cosa significa la presenza di ve.
Cosa significa il fatto che Gwyn abbia scoperto tutto.
Thomas si volta verso di lei, gli occhi spalancati, e Gwyn
deve farsi forza per resistere alla naturale inclinazione ad
aiutarlo, a offrirsi a lui. Gli restituisce lo sguardo con durezza,
in modo che sappia senza il minimo dubbio che lei sa.
Sa le bugie che le ha raccontato, dove  stato in questi ultimi
nove mesi, dove spera di andare adesso. Senza di lei.
Gwyn... sussurra Thomas. Per favore. Lascia che ti spieghi.
"Lascia che ti spieghi?"  quanto di meglio Thomas possa
dirle ora? Quanto di meglio possa offrirle? Esistono quattro
parole peggiori? A Gwyn non vengono in mente. Non
le vengono in mente parole meno appropriate e pi inutili
di quelle, che promettono una scusa per ci che non pu essere scusato.
"Lascia che ti spieghi." Come dire: "Perdonami".  questo
il dovere. Perdonare. Capire. Essere generosa. Be', che
lo faccia qualcun altro, grazie tante.
ve  ancora in piedi con la torta tra le mani. Gwyn la
guarda, poi abbassa gli occhi sul carrello e afferra il pesante
coltello sul ripiano.
Lo tende a suo marito. Taglia la torta, Thomas.
Thomas scuote la testa, rifiutandosi. Gwyn gli avvicina
ancora di pi il coltello, mentre sente il cuore batterle forte nella mano.
Fallo ordina.
No, non lo far.
Gwyn si rende conto che stanno parlando di qualcosa di
diverso da ci di cui stanno parlando, ma non  sicura che
Thomas sappia esattamente cosa.
Invece s insiste. Tu la tagli.
Tutti sono in silenzio. Gwyn vede gli ospiti che guardano
e si chiedono cosa stia succedendo. Non lo sa bene neppure
lei. Non sa bene cosa in effetti stia chiedendo a Thomas
di fare. Sa soltanto che suo marito non lo sta facendo.
N sta facendo altro. Non sta facendo ci di cui lei ha bisogno.
Con le braccia e le mani lungo i fianchi, Thomas 
completamente immobile e Gwyn dovrebbe girargli intorno,
se volesse andarsene.
Poi vede Thomas che lancia un'occhiata a ve. Perch 
di lei che si preoccupa.  lei che guarda per assicurarsi che
stia bene. Prima di tutto e soprattutto. C' una persona che
viene sempre per prima. E ve, con gli occhi fissi sul pavimento,
per Thomas viene per prima.
E Gwyn lo sente scivolare via.
L'ultimo pezzetto di speranza.
La speranza alla quale non era del tutto consapevole di
essere ancora aggrappata, e cio che davanti ai loro amici,
davanti a tutti, Thomas avrebbe capito cosa stava facendo
a loro due, a se stesso. E avrebbe voltato le spalle al vecchio
idiota che era diventato: un uomo che butta via una vita intera
perch  spaventato.  spaventato all'idea che la fine
della sua vita si stia avvicinando troppo in fretta.
Ma  davvero cos semplice? Gwyn ha la sensazione che
non sia poi molto pi complicato. E, tutto a un tratto, non
ha pi importanza.
Guarda la torta nelle mani di ve e immagina di scagliarla
contro Thomas. Ma che gliela butti addosso o meno, lui
se ne andr comunque. Thomas non potr mai farla sentire
di nuovo bene: quei due milioni di decisioni dolorose
che lui ha preso, ogni bugia che le ha raccontato, ogni indegnit,
ogni ferita che le ha inflitto, ogni briciolo di forza
che Gwyn ha dovuto chiamare a raccolta per riuscire ad affrontare
questa cosa, ogni errore che lei stessa ha commesso,
ogni parte di lei che vorrebbe non essere mai arrivata a
questo punto. Thomas non modificher mai la dura, dolorosa
realt, e cio che, se anche avesse saputo che sarebbe
andata cos, Gwyn avrebbe comunque scelto lui. Avrebbe
scelto la loro vita insieme e l'avrebbe passata tutta cercando
di fargli cambiare idea.
L'unica cosa che pu rendere migliore la situazione  che
Gwyn faccia qualcos'altro.
Ed  in quell'istante che un ultimo lampo illumina la porta
aperta del granaio e il vialetto all'esterno. Una luce assolutamente
brillante e accecante che per un attimo spezza
in due il cielo.
Il lampo  cos bello e sicuro di s, e il tuono cos immediato,
che passa un secondo prima che ci si renda conto che ha
colpito un albero - il pi alto, il pi grosso e solido - a circa
tre metri dalla porta d'ingresso di casa. Il fulmine colpisce
l'albero e l'albero comincia a tremare, a tremare e a balbettare,
inclinandosi prima a sinistra e poi a destra, quindi si spezza
e la met superiore vola via, cadendo in avanti.
Per crollare sul tetto. Netto e deciso.  pi un taglio che
un urto. Un'incisione. L'albero taglia il tetto ed entra nel secondo piano della casa.
Incastonato nella struttura, come se quello fosse il suo posto.
Tutti lo guardano, l'albero spezzato nel suo nuovo alloggio.
E adesso tutto  davvero silenzio. Gwyn lo sente nel
petto. Il proprio cuore. Lo sente premere per uscire, contro
il corsetto, contro il tessuto aderente, assolutamente non
all'altezza del compito. Comincia a contare le finestre, cercando
di capire dove sia finito l'albero. Da dove si trova,
le sembra che possa trattarsi del corridoio del piano di sopra.
Ma potrebbe essere la camera da letto. La camera da
letto sua e di Thomas. Forse, quando entrer in casa, si trover
l'albero sul letto.
Ma, come se quella fosse la scena pi normale del mondo,
Gwyn si passa il dorso delle dita sulla fronte.
Non guarda Thomas. Ha smesso di guardare sempre Thomas.
Con la coda dell'occhio intravede ve, ancora con la
torta fra le mani.  suo adesso. Gwyn solleva il bicchiere e
lo inclina in direzione degli ospiti per un ultimo brindisi.
Grazie per essere venuti.
Poi beve un sorso di vino, che  gradevolissimo e dolce,
ma che non le ricorda affatto la prima volta che l'ha bevuto.
Questo di stasera potrebbe essere un vino qualunque e
la persona con cui l'ha bevuto la prima volta una persona
qualunque, cos come potrebbe essere un uomo qualunque
quello con cui intendeva berlo adesso.
Il che suscita una sensazione che  una specie di speranza.
Cos Gwyn prende con s bottiglia e bicchiere. Li prende
con s ed esce nella pioggia e si avvia verso la sua casa appena sfondata.
...
.
...
Quarta parte.
...
.
...
DONI D'ADDIO.
...
.
...
Mai, mai, mai si pu immaginare in anticipo cosa sia l'amore, mai.
D. H. lawrence, dopo avere conosciuto la futura moglie.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
C' un albero in mezzo alla casa.
Nessuno si  fatto male e questa  la cosa pi importante.
Ma in mezzo alla casa c' comunque un albero. Ha sfondato
il tetto, attraversato l'ultimo piano e si  fermato sulla
scala centrale, come a segnare la fine di qualunque cosa
fosse a tenere insieme l'intera struttura.
Ha tagliato la casa a met, o almeno cos sembra a Maggie
dal punto in cui si trova, ai piedi della scala. Guarda i
rami che scendono sugli scalini, le foglie intorno a lei.
Dentro tutto  ancora immobile. E l'esterno, quello che 
appena successo all'esterno, sembra ormai lontanissimo. 
stato notevole sentire quasi duecento persone ammutolire
di colpo. Ammutolire e impietrire. Qualcosa di solenne e
impressionante in tutta quella gente che guardava a occhi
sbarrati la casa, che andava teatralmente in pezzi.
Dopo il crollo dell'albero nessuno sapeva cosa fare. Quasi
tutti gli ospiti se n'erano andati, raggiungendo rapidamente
le proprie auto... quelli che potevano raggiungere le proprie
auto. Altri avevano chiesto un passaggio ad amici le
cui vetture non erano rimaste bloccate. Ma un po' di gente
si  trattenuta nel granaio, offrendosi di telefonare per chiedere
aiuto, o di dare una mano personalmente, come se ci
fosse un modo per migliorare la situazione.
Maggie ha notato un tizio basso e particolarmente sconvolto
che diceva di non riuscire a credere a quello che era
successo alla sua casa. Cercava freneticamente Gwyn.
Sono ancora interessato le aveva detto quando l'aveva
trovata. Per meno.
Davvero scioccante aveva risposto lei, e si era allontanata.
Adesso Gwyn se n' andata. Con Thomas e Georgia.
Georgia si era spaventata nel vedere l'albero che crollava
sulla sua casa e la spezzava in due. Si  cos spaventata
che ha sentito qualcosa muoversi dentro di lei, qualcosa
di sbagliato e di duro saltare dentro di lei e, nonostante le
rassicurazioni di Thomas che le ripeteva che non c'era nulla
di cui preoccuparsi, in questo momento stanno andando
tutti in citt, la attraversano per raggiungere l'ospedale e il
pronto soccorso, dove un medico potr collegare Georgia a
una macchina e garantirle che va tutto bene.
Gwyn, Thomas e Georgia stanno andando in ospedale.
A bordo del furgone di ve.
Tutti e tre sul furgone, perch non  rimasto bloccato.
Mentre le Volvo non si potevano spostare, il furgone di ve
se ne stava da solo nel cortile dei Buckley.
Nate invece sta camminando sul tetto. Come un matto.
Come se fosse davvero in grado di valutare i danni e capire
se l'albero rester fermo oppure se prima che faccia giorno
sar penetrato ancora pi in profondit dentro casa, aggravando
ulteriormente il pericolo.
E Maggie  di nuovo sola in questa casa.
Questa volta con l'albero.
Non piove pi. E tuttavia Maggie si aspetta quasi che Nate
scivoli sul tetto e le compaia davanti cadendo tra i rami. Lungo
il tronco, come su uno scivolo troppo lungo. A parte immaginare
questa disgraziata possibilit, Maggie ha la sensazione
di trovarsi fuori di s, come se osservasse la propria
vita dall'esterno invece di viverla da dentro, e non riesce a
prevedere cosa accadr adesso. In generale e in particolare.
Probabilmente nessuno potr dormire qui questa notte. E
comunque tutti dovranno lasciare questa casa, se non domani,
comunque presto. Non soltanto Nate e lei, ma tutto
il resto della famiglia. Non potranno fare pi niente qui, a
meno che non cerchino di riparare la casa e qualcosa dice a
Maggie che ripararla  l'ultimo pensiero per tutti.
Sente dei passi dietro di lei e si volta. Vede un bel ragazzo,
con un viso molto infantile. Ha un borsone, la custodia
di una chitarra e una mano bendata alla meglio in una
spessa fasciatura.
 molto alto, intorno ai due metri e dieci. A Maggie non
sembra molto diverso dall'albero.
Salve la saluta il ragazzo.
Salve.
Lo sconosciuto non la guarda. Studia l'albero e inclina
la testa di lato, come se esaminare la scena da una diversa
angolazione possa aiutarlo a capire meglio.
Un bel disastro, vero? commenta.
Puoi ben dirlo.
L'ho appena detto.
Maggie lo osserva, confusa e preoccupata per una qualche
ragione. Pi che altro si sente un po' imbarazzata. Posso
esserti utile? domanda.
Sto cercando Georgia risponde il ragazzo, e finalmente
Maggie lo nota. L'accento francese. Il nome Georgia che suona
pi o meno come "Giorgi". "Sto cercando Giorgi."
Denis?
Lo sconosciuto resta in silenzio.
Tu sei Denis?
Il ragazzo conferma con un piccolo cenno della mano,
per sta ancora guardando in alto. Posa borsone e custodia
a terra e continua a studiare l'albero. Non chiede a Maggie
chi , e Maggie immagina che la cosa non gli interessi.
Ma poi Denis le sorride, un grande sorriso rotondo che
gli gonfia le guance e rivela un dente spezzato, cosa che,
pensa Maggie,  forse la parte migliore di lui.
Tu sei Maggie. Il critico culinario.
Ex critico culinario.
Denis annuisce. Ex, naturalmente. Mi fa piacere conoscerti
di persona finalmente. Abbiamo una tua fotografia in
soggiorno, sopra al caminetto. Sul ripiano che ha costruito
Nate.  una foto di te e Nate in un vigneto, con un bicchiere
di vino in mano. Sei molto meglio di persona, se posso
permettermi. Meno... Come si dice?... Meno slavata?
Maggie, suo malgrado, comincia a ridere. S, credo si
dica cos. Grazie.
Nessun problema.
Denis si frega le mani, poi raggiunge la scala e comincia
a saltare sugli ultimi scalini e a scuotere con forza la ringhiera,
facendo svolazzare le foglie.
Cosa stai facendo? gli chiede Maggie.
Controllo la tenuta.
"Controllo la tenuta?" Forse sono un po' lenta, ma cosa
significa?
Significa che l'albero  incastrato, bloccato dove si trova.
Non c' da preoccuparsi. Non cadr pi di cos. Rester
dov' finch non arriver qualcuno a toglierlo di mezzo.
Come fai a esserne sicuro?
Come fai a non esserne sicura?
Maggie lo guarda, confusa, questo ragazzo spuntato
dal nulla come sperava Georgia. Georgia sarebbe contenta
di saperlo, se al momento non fosse in viaggio con i suoi
genitori.
Denis scende dalla scala in modo da trovarsi faccia a faccia
con Maggie. Immagino di essermi perso la festa.
Puoi ben dirlo.
E dov' la mia ragazza?
Ecco,  un po' complicato. Non voglio spaventarti, non
c' ragione di spaventarsi. Ma Georgia sta andando in ospedale
con Thomas e Gwyn. Thomas dice che sta bene e di essere
sicuro che Georgia  solo un po' scossa da quello che
 successo. Appena Nate scende dal tetto, ti accompagniamo
da lei.
Gli occhi di Denis si illuminano. Nate  sul tetto? Ora?
" la sua idea di sballo?"
E se andassi su da lui? Per dirgli la mia opinione riguardo
all'albero? Dopo potr accompagnarmi da Georgia. Per
allora dovrebbe essere abbastanza calma per accogliermi
a braccia aperte.
D un colpetto sul braccio di Maggie, quasi fosse la sua
sorellina, e si avvia nella direzione da cui  arrivato. Per cercare
Nate. Per partecipare a una piccola avventura con Nate,
scorrazzando sopra un tetto gravemente danneggiato.
Sai, nessuno pensava che saresti venuto dice Maggie.
Denis si ferma. Cos'hai detto?
Nessuno pensava che saresti venuto stasera. Nessuno
pensava che ti saresti fatto vedere.
Denis la guarda, per niente offeso, e le rivolge un grande
sorriso, appena un po' aggressivo.
Tranne Georgia dice.
Tranne Georgia conferma Maggie.
Quindi, a quanto pare, Georgia sa qualcosa che nessun
altro sa.
A quanto pare dice Maggie, perch forse  proprio
cos.
Sente che Denis la sta fissando, come se aspettasse la prossima
frase che gli scaglier addosso. Cos Maggie pretende
di avere il diritto, o il permesso, di dirlo.
Avrete una bambina.
Scusa?
Avrete una bambina.
Non pu credere di averlo detto. Per  contenta che sia
saltato fuori perch vuole sentire una risposta che la convinca
- lei o chiunque altro possa ascoltarla - che le persone
possono crescere, con i loro tempi, che una storia d'amore
pu finire bene, nonostante l'accumulo di esami infiniti
che farebbero pensare il contrario.
Il viso di Denis si apre in un sorriso, felice e pieno d'orgoglio.
Quell'orgoglio vero, che ti fa raddrizzare le spalle.
Avremo una bambina? Eccellente. Molto eccellente.
Maggie annuisce. S.  eccellente.
Denis fa una pausa. Pensi che Georgia possa prendere
in considerazione l'idea di chiamarla Omaha?
E questo  tutto.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
Stanno accompagnando Georgia in ospedale a bordo del
furgone di ve. Era l'unico veicolo che potesse uscire con
facilit e rapidamente, mentre le loro auto erano ancora
bloccate da quelli che se ne andavano dalla festa e uscivano
lentamente dalla propriet.
Georgia  distesa nel retro del furgone, Gwyn siede davanti,
di fianco a Thomas che sta guidando. Sembra che
Georgia stia dormendo l dietro, un'ulteriore dimostrazione
del fatto che sta bene, che si  semplicemente suggestionata,
nient'altro.
Thomas non si  preoccupato di cambiarsi, nessuno di
loro l'ha fatto, quindi tutti e tre sono particolarmente eleganti,
particolarmente fuori posto dentro questo furgone
malconcio. Gwyn osserva il cruscotto, decorato da farfalle
dipinte, adesivi socialisti e, sul ripiano, una bandierina comunista
tenuta in piedi da una piccola ventosa. Non guarda
suo marito.
Anche Thomas evita di guardarla e fissa la strada davanti
a s attraverso il parabrezza. Gwyn sa che vuole dirle qualcosa.
Sta solo cercando di trovare il modo.
Non avrei mai pensato che saremmo arrivati a questo
punto le dice finalmente. Parla sottovoce, quasi non lo si
sente. Nel caso Georgia sia sveglia e li stia ascoltando.
Non  una scusa dice Gwyn.
Avresti dovuto dirmi che stavo commettendo un errore,
convincermi a fare qualcos'altro.
Quindi hai mentito per te stesso?
Ho mentito per tutti e due.
Vale a dire?
Il sussurro di Thomas si fa pi forte. Avresti dovuto dirmi
che stavo commettendo un errore, convincermi a fare
qualcos'altro.
Gwyn tace.
Stavo solo cercando di rendere tutto pi facile riprende
Thomas.
Gwyn si volta e osserva il profilo di suo marito, i suoi occhi
spalancati. Di solito le sembrano innocenti e forse in futuro
le sembreranno di nuovo innocenti, ma ora le sembrano
solo vigliacchi. Chi dice che dovrebbe essere facile?
Non ho detto "facile". Niente di tutto questo  facile.
Ho detto "pi facile".
Bene, Thomas: chi dice che dovrebbe essere pi facile?
Thomas sembra sconvolto. Cos sconvolto che Gwyn distoglie
lo sguardo. Cosa spera di ottenere? Crede di riuscire
a farlo sentire tanto in colpa da spingerlo a decidere di restare
con lei? Questo non la renderebbe felice, non a lungo
comunque. Non in modo sostenibile. D'altra parte ha imparato
una lezione molto tempo fa: solo perch un uomo
sembra sconvolto, e lo , non significa che abbia intenzione
di fare qualcosa di concreto per correggere la situazione.
Per se stesso o per chiunque altro.
Guarda di nuovo suo marito, attentamente, e prende un
respiro profondo. Credi davvero di amarla gli dice.
Non ci sottoporrei a tutto questo, se non lo credessi. Non
starei rischiando tutto.
Non era una domanda.
E qual  la domanda?
Gwyn non la formuler. Non dopo trentacinque anni di
matrimonio, trentasei dalla sera in cui si sono seduti sulla
terrazza di casa sua in Riverside Drive. Non la formuler
perch non vuole fare la figura dell'adolescente innamorata,
anche se, in fondo al cuore, quando chiediamo di amarci
a qualcuno che non pu farlo, siamo tutti adolescenti innamorati
che cercano di capire: "Perch non me?".
Ti far sentire meglio, Gwyn?
Che cosa? Non sa di cosa stia parlando suo marito. Lei
non ha detto niente a voce alta.
Se me ne pentir?
Gwyn lo guarda e si chiede se Thomas sia davvero convinto.
Dovrebbe. Perch lei in questo momento non pu
certo competere con ve. Non pu offrirgli il piacere di ridiventare
una lavagna pulita, di essere tutto ci che  possibile
agli occhi di una persona nuova. Ma ve, o chiunque
verr dopo ve, non potr risparmiargli prima o poi
il duro lavoro che bisogna fare in seguito. Ci che Thomas
non ha mai voluto fare e Gwyn ha cercato di evitargli per
la maggior parte della propria vita. La parte migliore: superare
le crisi, le difficolt, cercare nell'altro in profondit.
Puoi impegnarti e lavorare per onorare ci che hai creato,
oppure no. Ma, se non lo fai, ti ritroverai allo stesso punto
anche con il nuovo partner. Allo stesso punto e davanti
alle stesse domande, finch non uscirai dall'impasse e non
sarai abbastanza coraggioso da non aspettarti che qualcuno
veda in te ci che non riesci a vedere da solo.
Forse si risolver tutto per il meglio dice Gwyn.
Davvero?
No.
Georgia chiama dal retro del furgone: Mamma, ho bisogno
di te! Puoi venire qui dietro? Non trovo pi la mia collana,
quella che mi ha regalato Denis. Forse l'ho lasciata a
casa. Ma mi sembrava di averla addosso. E potrebbe essere
qui, potrebbe essermi caduta da qualche parte, qui dietro.
Vieni ad aiutarmi, per favore? Perch succede spesso.
Che si apra e mi cada.
Arrivo dice Gwyn slacciandosi la cintura di sicurezza
e cominciando a muoversi verso il retro, dove Georgia  distesa
sulla schiena. Ma Thomas la ferma. Tende una mano e
le tocca il braccio, stringendolo all'interno del gomito.
Per  vero che studio il buddhismo. Per quello che pu
valere. Sono andato alle meditazioni del sabato mattina e
ho partecipato anche a un ritiro nel Nord dello Stato. Non
a lungo come ho detto, ma ci sono andato. Sono veramente...
interessato a quegli insegnamenti.
Gwyn si  chiesta spesso come se la caver Thomas passato
il divorzio con la storia del buddhismo. Come pensava
di uscirne? Avrebbe detto di aver cambiato idea? Avrebbe
spiegato ai ragazzi di credere in qualcos'altro? Ma forse
non ha importanza:  molto pi facile perdonare tuo padre
perch  incostante nel suo credo piuttosto che con tua
madre.
Thomas, sono andata al centro meditazione di Oyster
Bay. So che non ci sei stato. So che non ci sei mai stato.
Frequento un altro centro.
Un altro centro meditazione?
Thomas annuisce.
Gwyn ci mette un minuto. Ci mette un minuto per arrivare
dove Thomas sta cercando di portarla. Quello che
frequenta ve?
S, quello che frequenta ve.
Gwyn guarda suo marito, si limita a guardarlo. Senza
dare giudizi. E cos'hai imparato? gli domanda. Dimmi
almeno una cosa vera.
Thomas riflette, poi distoglie per un attimo gli occhi dalla
strada e si volta verso di lei.
Ho imparato che non sappiamo niente di quello che succeder.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
Nate sta per accompagnare Denis all'ospedale. Si  cambiato
e adesso indossa un paio di jeans e una maglietta macchiata
di vernice con la scritta "Vecchia roccia". Ai piedi
ha ancora le Converse arancione, che Maggie fissa mentre
Nate le chiede di andare con lui e lei cerca di capire perch
sta rispondendo di no. Decide che  meglio restare qui per
il momento. Anche se i motivi non le sono ancora del tutto
chiari, decide che  meglio restare in questa casa disastrata
e andare a controllare le stanze del primo piano per riporre
dentro gli scatoloni vuoti delle bottiglie di vino tutto ci
che pu rovinarsi o andare perso.
Sono in piedi sulla veranda, accanto alla porta d'ingresso.
Denis  gi in macchina, pronto a partire. Nate sembra nervoso,
a disagio, e sposta il peso da un piede all'altro. Maggie
sa che vorrebbe chiederle se la trover qui al suo ritorno
e a lei dispiace non riuscire a rendergli le cose pi facili.
Nate le sorride, ma Maggie non riesce a rendergli pi
facile neanche questo. Non riesce a scrollarsi di dosso la
sensazione che sia stato dimenticato qualcosa di molto importante.
Dove sei andata prima? Sei arrivata a piedi fino in citt e poi hai cambiato idea?
Non sono arrivata cos lontano. Sono finita nella casa accanto, dai Buckley, a parlare con ve.
La ve del catering?
S, la ve del catering.
Maggie tace e si concentra sulla parola "roccia" stampata
sulla maglietta di Nate per decidere se dirlo o meno, concludere
che non sia una buona idea, per poi dirlo comunque.
Credo che ve abbia una relazione con tuo padre.
Cosa?
 come se gli avesse sferrato un pugno.  questa l'impressione
che d Nate, mentre istintivamente fa un passo indietro.
Le lancia un'occhiata severa e d'improvviso Maggie ha
la sensazione che non sia pi sicuro di volerla rivedere. Per
tutto il giorno Maggie non  riuscita a vederlo e adesso la
cosa  reciproca. Non  certa che cos sia meglio, ma sorprendentemente
non sembra neppure peggio.
Gli posa una mano sul petto, sulla parola "roccia".
Ma di cosa stai parlando? le chiede Nate.
Mi dispiace, ma ve ha detto certe cose. E poi c' il modo
in cui si comporta tuo padre. Pu darsi che oggi io sia particolarmente
sensibile a fatti del genere, ma so quello che
so. Sono ancora convinta di saperlo. ve ha detto troppo e
sapeva troppo perch non cominciassi a tirare le somme.
Nate scuote la testa. Ti sbagli.
Non mi sbaglio.
Non ha senso. Stai parlando di una persona che mia madre ha assunto per questa sera. Una persona con la quale mia madre ha interagito. E tu dici che mio padre ha una storia con lei?
Maggie non ha neppure bisogno di rifletterci o di chiedersi se Gwyn lo sa. Dieci minuti con lei e ha capito che Gwyn sa tutto: l'ha capito grazie a quell'empatia che possiedono le persone che sono state sottovalutate, per un milione di ragioni o per una soltanto, e che di conseguenza hanno pi tempo per osservare con attenzione.
S conferma.
Si costringe a incontrare lo sguardo di Nate, chiedendosi
cosa stia pensando in questo momento, e se adesso sia
arrabbiato con lei. Forse dovrebbe esserlo, e lei lo sarebbe
se i ruoli fossero invertiti. Non ha alcuna prova per ci che
ha detto di ve. Ma forse essere arrabbiati - uno dei due o
entrambi - non  pi cos pericoloso e non d pi la sensazione
di qualcosa da cui Maggie debba fuggire a incredibile
velocit. Forse la sua paura della collera e delle situazioni
difficili - la paura di entrambi - ha contribuito a tutto questo.
Ha fatto s che tutti e due fossero meno sinceri.
 sorpresa che Nate non le abbia ancora chiesto: "Perch
me lo stai dicendo? Perch, anche supponendo che sia
vero, me lo stai dicendo proprio adesso?".
Okay. Be'... dice Nate devo rifletterci su.
E forse ora sono sinceri entrambi, perch Nate fa quello
che  sempre sembrato incapace di fare: si arrabbia.  arrabbiato
sul serio e non sembra avere intenzione di tirarsi
indietro, ma piuttosto di buttarsi.
Allora, ti trovo qui, quando torno dall'ospedale? Posso
chiedertelo?
Maggie annuisce.
Vuoi dire che posso chiedertelo o che sarai qui?
Entrambe le cose.
Stessa risposta? domanda Nate.
Stessa risposta.
Maggie sa che Nate ha bisogno che lei dica qualcosa, qualcosa
che gli dia speranza, ma non sa bene cosa dire. E poi
Denis suona il clacson. Lo suona ritmicamente e Maggie impiega
un minuto per capire.  una canzone che lei conosce.
Harvest di Neil Young. Proprio la canzone che stava ascoltando
questa mattina. Quante sono le probabilit di una cosa
del genere?
Credo che sia Harvest quella che Denis sta suonando
con il clacson. Anzi, ne sono sicura.
Nate guarda in direzione della macchina. Notevole
commenta, inarcando le sopracciglia.
No, non hai capito: la stavo ascoltando questa mattina
dice Maggie. Questa mattina a Red Hook. Adesso sembra
incredibilmente lontano. Eppure non lo , giusto? Se ricorda
ancora la canzone che stava ascoltando, significa che 
lontano quanto lei decide che debba essere.
Nate le sfiora la guancia, prima con l'esterno delle dita e
poi con l'interno. Tu l'ascolti tutte le mattine. Poi fa una
pausa. Non pensare troppo mentre io sono via, okay?
Avevo appena cominciato a pensare positivo.
Nate scuote la testa. Potresti cambiare idea.
Maggie sorride. Allora cosa dovrei fare?
Be', visto che sei un'eccellente casalinga...
Lei scrolla le spalle. Dimmi qualcosa che non so gi.
Nate sorride. Torno presto. Ricominceremo da capo la
giornata di oggi.
Non si pu ricominciare, Nate.
Lui si  gi allontanato di qualche passo dalla veranda,
ma si ferma, si volta e incontra lo sguardo di Maggie. Allora
troveremo un modo. Per cominciare da qui.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
 in piedi e, attraverso il vetro della porta, guarda suo marito
che abbraccia la figlia. Sono distesi entrambi sul letto
in fondo alla camera d'ospedale, l'altro letto  vuoto. Georgia
non sta partorendo, ma  troppo agitata per tornare
a casa questa sera. E comunque a quale casa potrebbe tornare?
C' un albero in mezzo a quella che Gwyn avrebbe
da offrirle.
Georgia sta molto meglio qui, con la testa sul petto di suo
padre e le braccia di suo padre intorno a lei. Thomas indossa
ancora la giacca dell'abito spiegazzato. Non se l' tolta,
non si  neppure allentato la cravatta. Ma chi pu concentrarsi
su ci che ha senso, sul cambiarsi d'abito, sull'andare
avanti? Non Thomas. Da qui, da dove si trova Gwyn, Thomas
al momento sembra concentrato su una cosa soltanto:
mantenere calma Georgia.
Gwyn regge tra le mani un vassoio di carta con tre decaffeinati
del bar dell'ospedale. Il caff sar terribile e troppo
caldo, ma Thomas e Georgia lo accetteranno con piacere.
Gwyn glielo porter e poi andr a casa a prendere un
cambio d'abiti per Georgia e tutto ci di cui pensa potrebbe
avere bisogno in ospedale. Sembra per che non riesca
a muoversi. Rimane dov', non fa un solo gesto per entrare.
Ma forse avrebbe dovuto. Perch un attimo dopo sente
una presenza alle sue spalle. ve.
Gwyn non parla. Lascia che sia ve a dire quello che 
venuta a fare qui.
Ho pensato che potevamo fare uno scambio dice tendendo
le chiavi dell'auto in modo che Gwyn le veda: una strana
offerta di pace. Pensavo che forse avreste voluto la vostra
macchina. L'ho portata qui, cos potete tornare a casa.
Gwyn si volta e prende le chiavi. Grazie.
Di niente.
Abbiamo lasciato le tue chiavi sul furgone. Thomas ha
detto che andava bene cos. Le ha messe nel vano portaoggetti.
Spero che abbia fatto bene.
Ha fatto bene dice ve, che si affianca a Gwyn davanti
alla finestrella e guarda all'interno della stanza. Per quanto
riguarda le chiavi.
Per quanto riguarda le chiavi ripete Gwyn.
Come sta Georgia?
Bene.  solo un po' scossa. Potremmo portarla a casa o a
quello che ne resta, ma probabilmente  meglio che rimanga in
ospedale. Passer qui la notte. Adesso vado a casa a prenderle
un po' di roba, in modo che abbia quello che le serve.
ve annuisce e Gwyn si chiede cosa vede quando guarda
Thomas e Georgia. Vede la sua futura figliastra, che ha
quasi la sua stessa et? Pensa a un figlio suo con Thomas?
Oppure non sta pensando a niente di tutto questo e spera
soltanto che Thomas guardi fuori, in modo da incontrare il
suo sguardo e avere la conferma che, nonostante tutto, lui
la ama ancora?
Georgia sembra tranquilla dice ve.
S, suo padre ha sempre questo effetto su di lei.
Restano in silenzio e tutte e due continuano a guardare
attraverso il vetro l'uomo che condividono. Perfino adesso,
accanto a ve, Gwyn la sente di nuovo gonfiarsi dentro
di s, quella generosit nei confronti di Thomas. Si sente
generosa, mentre lo guarda insieme alla figlia. Thomas
ama Georgia. Ama Nate. Ama addirittura Gwyn. Ha fatto
quello che pensava fosse meglio per lei, per tutto il tempo
che ha potuto darle. Adesso andr a fare qualcos'altro. Se
l' concesso.
Gwyn si volta verso ve.  passata la tempesta?
S risponde ve, un po' troppo entusiasta. Un po' troppo
felice di poter dare una buona notizia. Fuori  tutto
asciutto, quasi non fosse successo niente.
 una prova sufficiente il fatto che un albero abbia attraversato
il tetto.
Come se tu avessi bisogno di prove dice ve.
Come se avessi bisogno di prove dice Gwyn, e sorride.
Suo malgrado.
Sorride anche ve e il sorriso le illumina il viso, la rende
quasi bella. Non del tutto, ma quasi. Quando Thomas comincer
ad allontanarsi da lei, tra qualche anno, e ve rinuncer
a lui e torner a Big Sur, gli sorrider esattamente
in questo modo. Ma Thomas avr un pensiero diverso
da quello che Gwyn ha adesso, o almeno lo chiamer in un
modo diverso. Penser: "Purch tu te ne vada". E lo racconter
a Gwyn, e lei rider perch per allora saranno di nuovo
amici. E perch sapr che Thomas sente la sua mancanza,
che gli manca la possibilit di raccontarle le cose, che
gli manca lei. Lui non ammetter mai di avere commesso
il pi grande errore della sua vita lasciandola, nel modo in
cui l'ha lasciata, ma, dopo che ve se ne sar andata, Gwyn
sa che Thomas si far delle domande. Anche se sar ormai
troppo tardi perch ci possa fare qualcosa o anche solo per
riconoscere il costo di quell'errore. "Ma chi pu mai riconoscerlo?"
si domanda Gwyn. "Tanto per cominciare qualcuno
che non se ne sarebbe mai andato."
In questo momento, per, ve  ancora l, accanto a lei.
Ben presente. E sta aspettando qualcos'altro da lei. " colpa
mia" pensa Gwyn "sta aspettando per via del sorriso e
della battuta. Probabilmente adesso pensa che le cose possano
andare in un altro modo."
Gwyn, io lo amo veramente.
Scusa?
Tommy. Io lo amo. Lo amo pi di quanto abbia mai amato,
per quello che pu valere.
Gwyn posa la mano sul pomolo della porta e comincia
a ruotarlo. Potrebbe rispondere in due modi, ma in fin dei
conti, quanto pu essere generosa una persona? Non conta
molto.
Giusto dice ve con un ultimo sorriso triste, cominciando
ad allontanarsi.
Si allontana per andare a casa ad aspettare la telefonata
di Thomas, per ascoltarlo dire che questa sera non andr
da lei, ma domani s. Andr da lei molto presto.
Gwyn si schiarisce la gola e si volta a guardare la schiena
di ve. Comunque, grazie le dice.
Per cosa?
Per questa sera risponde Gwyn. Per avere fatto un ottimo
lavoro. Il cibo era delizioso. L'hanno detto tutti.
ve sorride. Grazie per averlo detto.
Be', qualcuno doveva dirlo. In ogni caso tutto quello che
ricorderanno adesso  l'albero.
E forse la torta.
Gwyn sorride. E forse la torta.
Poi ruota il pomolo, lasciandosi ve alle spalle, ed entra nella stanza per stare con la sua famiglia, almeno per questa sera, mentre  ancora sua.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
 seduta sul dondolo vicino al bordo della scogliera e sta
fumando. Sta fumando troppe sigarette di ve. L'ultima
volta che ha fumato  stato durante il viaggio dalla California
a New York, a bordo di un furgone per i traslochi della
U-Haul. All'epoca era gi passato molto tempo dall'ultima
sigaretta. Ma nel corso di quel viaggio verso est, ogni volta
che lei e Nate si fermavano in una tavola calda lungo la
strada ordinavano un sandwich bacon, lattuga e pomodoro
a tre strati con caff freddo zuccherato e poi si fumavano
una sigaretta, prima di risalire sul furgone e viaggiare
attraverso la notte. "Appena arriviamo a New York, la facciamo
finita con le sigarette" ricorda di avere detto a Nate.
Adesso ne sta fumando parecchie e non se ne preoccupa affatto,
se non per decidere se concedersene un'altra. Decide
che la prossima sar l'ultima e guarda l'oceano, cercando
di non pensare a nient'altro. Per si chiede da quanto tempo
sia seduta l. Le sembra molto. Troppo. Dovrebbe essere
dentro casa per cercare di fare qualcosa di utile.
Infila la mano in tasca per accendere l'ultima sigaretta,
ma l'accendino le cade sotto il dondolo. Si china per raccoglierlo
e qualcosa sotto il sedile richiama la sua attenzione:
una scritta. Sopra una targa metallica avvitata al sedile. 
difficile distinguere le parole nell'oscurit, ma Maggie fa
scattare l'accendino e ci prova.
All'inizio pensa che sia una poesia, ma poi si rende conto
che  una canzone. I versi di una bella canzone che riconosce.
Passa le dita sopra una delle strofe:
E tu mi stringerai forte
Tra le tue braccia, di nuovo
E io non ricorder pi
Di aver mai provato quel dolore.
Maggie lascia le dita sulle parole. C' qualcosa in quei versi
che la colpisce. Adesso, quando ne ha pi bisogno, qualcosa
che parla di fiducia. Non sa in che modo lei e Nate supereranno
questo momento, ma sa di credere in lui. Com'
possibile? Forse perch la fiducia non deve avere necessariamente
senso, perlomeno non sempre.  questo il suo potere.
Si insinua dentro di te e ti fa andare avanti. Finch non
sarai di nuovo capace di andare avanti per conto tuo.
Maggie toglie la mano dalla scritta. Conosce quella canzone.
Non ricorda chi la cantava - ce l'ha sulla punta della
lingua... come mai non ci riesce? - per comincia a canticchiare
la melodia a bocca chiusa. La melodia le sta venendo
in mente poco alla volta, il modo migliore per iniziare
a ricordare il resto.
Poi sente dei passi. Rialza lo sguardo da sotto il dondolo,
pensando che sia Nate, tornato a casa per prendere qualcosa.
Invece  Gwyn che si sta avvicinando rapidamente. Si 
tolta l'abito da cocktail e adesso indossa un paio di jeans e
una camicetta con il colletto, a maniche corte.
Sei tornata?
Gwyn sorride. Sono tornata per cambiarmi e prendere
qualcosa per Georgia, per prepararle una valigia.
Resta in ospedale?
Gwyn annuisce. S, ma sta bene.  solo un po' agitata.
Denis  arrivato proprio mentre stavo andando via. Rester
lui con Georgia, grazie al cielo... almeno per questo. E Nate
 andato a prenotare per tutti noi all'albergo sulla Second
House Road. Ma dovrebbe tornare presto. Mi ha chiesto di
dirti che torna presto.
Maggie resta in silenzio, non  ansiosa di pensare al ritorno
di Nate, quando dovr decidere se andare in albergo
con lui o restare qui. Non ha voglia di pensare a niente
di ci di cui loro due devono parlare. Il riposo d'improvviso
le sembra lontanissimo.
Gwyn si siede sul dondolo, accanto a lei.
Sono tue? chiede indicando il pacchetto di sigarette che
Maggie stringe in mano. Per favore, dimmi che non fumi.
Maggie non ricordava di avere il pacchetto in mano e,
immediatamente imbarazzata, cerca le parole per spiegare
- "No, di solito no, solo stasera" - ma poi si accorge che
Gwyn ha la mano tesa.
Naturalmente no risponde Maggie, passandole una
sigaretta.
Gwyn l'accende, d un lungo tiro e chiude gli occhi per
evitare il fumo. Maggie la guarda e si chiede se sia il caso
di dirle che la sigaretta che sta fumando  di ve. Le importerebbe?
Sembra un particolare irrilevante. Si scoprir
abbastanza presto se Maggie ha torto o ragione per quanto
riguarda ve e Thomas e, in entrambi i casi, queste sigarette
non rientrano nella storia.
Maggie indica la casa. Volevo incominciare a imballare
qualcosa. Per esempio le fotografie lungo la scala. Cose
che potrebbero rovinarsi con l'acqua. Nel caso ricominciasse
a piovere.
Gwyn annuisce. Ti ringrazio.
Be', forse prima dovresti vedere quello che ho fatto finora.
Sono una casalinga terribile.
Con il tempo diventa pi facile.
Forse. Ma ero in biblioteca da meno di dieci minuti quando
ho visto il dondolo dalla finestra e ho deciso di venire
qui. Avevo bisogno di una pausa.
Gwyn raccoglie le gambe sotto di s, facendo oscillare il
dondolo. Hai appena descritto tutte le mie mattinate.
Maggie ride e passa la mano lungo il sedile, lungo le assi
di legno.  stato Thomas a costruirlo?
No, i suoi genitori. Molto tempo fa.  stato il loro 
regalo di nozze per noi.
Champ e Anna?
Champ e Anna. Gwyn sorride.
Com'erano?
Meravigliosi, sul serio. Due persone adorabili che si piacevano
moltissimo. Ad Anna non ero particolarmente simpatica,
ma a Champ s. Lo facevo sempre ridere.
Perch non piacevi ad Anna?
Le suocere sono tremende. Sai, non ti trovano mai simpatica,
ti fanno sentire a disagio, organizzano una festa di
divorzio proprio il giorno in cui le incontri per la prima volta
e tu devi accettare il fatto che sono matte. Inoltre, se non
sei veramente sicura di te stessa, pu darsi che cominci ad
avere la sensazione che diventerai matta anche tu.
Maggie sorride.
Vorrei che tu li avessi conosciuti riprende Gwyn. Ti
sarebbero piaciuti, Champ e Anna. Si trasferirono definitivamente
qui dopo l'uragano del 1938. Anna diceva che,
dopo l'uragano, Champ per un po' ebbe una vera ossessione
per Montauk. Fece costruire una biblioteca pubblica
e collabor alla creazione del nuovo centro citt.
E poi cos' successo?
Poi si  calmato. Ma qui Champ si sentiva in pace. Veramente
in pace. Gwyn scuote la testa. Forse pensavo che
Thomas fosse come lui. Per me era importante. Ma essere assente
ed essere in pace sono due cose diverse. Possono sembrare
simili, ma in realt sono esattamente il contrario.
Maggie tace, riflettendo, sperando che Nate sia pi vicino
alla seconda possibilit, credendo che lo sia. Quando
sono morti Champ e Anna? Cio, so che  successo prima
che nascesse Nate, ma...
Anna si  ammalata poco dopo che Thomas e io ci siamo
sposati. I medici non hanno potuto fare niente. E credo
che Champ non potesse andare avanti senza di lei.  morto
sei mesi dopo sua moglie. Gwyn d un ultimo tiro alla
sigaretta. Ma hanno avuto una vita felice insieme. Non
lunghissima, ma molto felice. Io credo che sia meglio cos,
piuttosto che il contrario.
Come ci si arriva? domanda Maggie, voltandosi per
incontrare lo sguardo di Gwyn. Alla parte felice?
Gwyn sorride. Bisogna avere fortuna.
 tutto quello che hai da dirmi?
Fammici pensare e, quando sar un po' meno stanca,
ti dir qualcos'altro. Fa una pausa. Non fumare  probabilmente
un buon punto di partenza.
Maggie spegne la sua sigaretta sotto la suola dell'infradito
e guarda Gwyn. Buona idea.
Gwyn si alza in piedi e Maggie sente che la sta guardando,
assorta, come se stesse decidendo se parlare, se dire
quello che comunque ha gi deciso di dire.
So che sei arrabbiata con Nate e non sono nessuno per
dirti che non devi esserlo. Forse uno farebbe bene ad andarsene
subito. Appena le cose cominciano a prendere una
piega diversa da quello che ci si aspettava, sarebbe meglio
mettersi a seguire un'altra stella.
Davvero?
Gwyn si appoggia le mani sui fianchi e si stringe nelle
spalle. Come faccio a saperlo? Ma oggi ho riflettuto molto
e, per quello che pu valere, io credo che ci siano modi diversi
di essere nei guai. Di sentirsi confusi nei confronti di
qualcuno che ci ha deluso. Mio marito ha mentito sul futuro
perch voleva dimenticare il passato. Ma Nate ha mentito
sul passato perch pensava che la sua bugia vi avrebbe
dato un futuro. Non confondere le due cose.
Non potrei nemmeno se lo volessi.
Gwyn si china e, senza parlare, prende gentilmente il pacchetto
di sigarette dalle mani di Maggie. Quello che sto cercando
di dire,  che fra te e Nate andr tutto bene. Perch lo
volete entrambi. Perch lo volete pi di qualsiasi altra cosa.
Sembra semplice, ma sto imparando che i problemi cominciano
quando due vogliono cose diverse.
Tipo Mr Huntington che vuole diventare buddhista?
Tipo Mr Huntington che non vuole pi stare con me.
Maggie abbassa gli occhi, in silenzio. Fissa lo sguardo sulle
sigarette di ve, su ci che pensa di sapere di ve, sulla
domanda di cosa la verit potr fare a Gwyn, di cosa potr
farle da adesso in poi.
Ed  in questo momento che ricorda, una risposta che si
materializza di colpo nella mente.  Sweet Thing, vero? 
Sweet Thing da Astrai Weeks. Non riuscire a ricordarlo mi faceva
impazzire dice Maggie, mentre le torna in mente l'intera
canzone di cui ha letto qualche verso sotto il dondolo. E
c' tutta una storia dietro, sul perch l'autore aveva deciso di
scriverla. Devo controllare. Dovr fare qualche ricerca.
Ma di cosa stai parlando?
Della canzone risponde Maggie. Della canzone sotto
il dondolo.
Gwyn scuote la testa, come se non avesse idea di quello
che Maggie sta dicendo, e lei ora nota quanto sia stanca la
madre di Nate. Esattamente come lei. Forse di pi. Troppo
per restare a chiacchierare.
Te la far vedere domani.
Gwyn sorride. Poi facendolo quasi suo malgrado, si china
e bacia Maggie sulla guancia.
Sono contenta di averti conosciuta, Maggie Mackenzie.
Sono contenta anch'io, Gwyn.
Maggie la guarda allontanarsi, aspetta di sentire avviare
il motore, poi fa un respiro profondo e si alza in piedi,
decisa a rientrare.
Ma, invece di tornare in casa, scende i cinquanta ripidi
scalini che portano alla spiaggia e si trova davanti le rocce,
che cedono il passo alla sabbia liscia che a sua volta cede il
passo all'oceano, d'improvviso davanti a lei, davanti a lei
perch ci entri.
Maggie si toglie le infradito ed entra nell'acqua della
mezzanotte, che la fa sobbalzare non appena ne sente il
gelo intorno ai piedi, sulle cosce. Spera che l'acqua serva a
schiarirle le idee, ma le fa solo sentire pi freddo. Si volta
in direzione della casa. La vede con chiarezza, tutte le luci
sono accese. Riesce addirittura a distinguere la ferita, l'albero
ancora saldamente radicato nel pi bizzarro dei luoghi.
Continua a guardare.
Pu darsi che non sia ci che pensava di volere, ma forse risulter essere quello di cui ha bisogno. Perch che sia sicura o pericolosa - sicura e pericolosa - Maggie comincia a sentire che quella che sta guardando  la sua casa.
...
.
...
Gwyn.
...
.
...
In ogni relazione c' un momento in cui vedi il quadro completo.
La domanda : quando arriva questo momento? La
prima volta che incontri quella persona e capisci per istinto
se tra voi funzioner o meno? Verso la met della storia,
quando subisci una perdita - la morte di un genitore,
una malattia - e quest'uomo rimane con te nel letto e ti tiene
stretta tutta la notte, mentre tu ti senti in colpa per tutte
le volte che hai avuto dei dubbi su di lui? Oppure  un
momento verso la fine, comunque ci arrivi, quando ti rendi
conto che dietro gli occhi di questa persona c' qualcosa
che non sei mai riuscita a raggiungere, per quanto tu ci
abbia provato?
Si pu solo tentare di indovinare dov' che tutto finisce o
comincia davvero, e di conseguenza Gwyn sa che  possibile
che si sbagli nel ritenere che tutto finisca e ricominci proprio
qui. Che questo momento di silenzio sia il suo momento.
 possibile che tra qualche anno sar questo particolare
istante a definire per lei l'intera serata, o la fine della serata,
la fine di una parte della sua vita, l'inizio di un'altra.
Per non  escluso che lo dimentichi. Adesso non sembra
possibile, ma  cos che succede quando sei ancora nel
bel mezzo di una determinata situazione. Eppure, anche se
ora non riesci a credere agli di o all'universo o a tutte le
prove incontrovertibili del contrario, anche questo passer.
Anche questo non significa tutto.
Gwyn fa un respiro profondo e, in piedi al centro del vialetto,
si guarda intorno e ascolta i rumori.  una delle cose che
ama di Montauk, una delle piccole cose dimenticate: come
diventano forti e netti i suoni dopo una tempesta. Dal punto
in cui si trova adesso sente la voce dell'oceano, la gente in
strada, le auto che passano sulla Old Montauk Highway.
E questo, a suo modo,  sufficiente a farle dubitare del
proprio istinto. Il suo istinto viscerale le dice di rientrare
in casa e portare via con s alcune delle sue cose. Adesso.
Portare con s cose sue che potrebbero rovinarsi, che le
servono e che ama e che un giorno le ricorderanno ci che
ha avuto in quella casa. Andare a prenderle adesso, prima
che sia troppo tardi.
Ma Gwyn prende una decisione. Non  la decisione pi
importante che prender nella sua vita, forse neppure in
questa serata, ma decide di ignorare quello che il cuore
le sta dicendo di fare e di non rientrare. Non adesso. Non
quando troverebbe altre prove - come se avesse bisogno di
altre prove - del fatto che l dentro una volta c'era una famiglia.
Che, tra non molto, se ne andranno tutti.
Cos infila la mano nella borsetta, trova le chiavi e sale in
macchina, accende il motore ed esce velocemente dal vialetto.
Passer a consegnare gli indumenti a sua figlia in ospedale
e per questa notte rester con Thomas nell'albergo sulla
Second House Road. Domattina torner in ospedale e far
tutto ci che occorre fare. Per sua figlia. Ma questa sera non
rientrer in casa sua. Non la guarder neppure nello specchietto
retrovisore, non prender neppure in considerazione
l'idea di farlo.
Ora  possibile pensare qualsiasi cosa. Ma tra non molto,
meno di un anno da ora o poco pi - nel breve arco di
tempo in cui sembrer che Thomas possa davvero sposare
ve, subito prima di vendere la casa a una giovane coppia
del Massachusetts occidentale, disposta a indebitarsi
per comprarla e che la far diventare di nuovo una casa a
tempo pieno - Gwyn salir su questa stessa auto per andare
in Oregon e passare un po' di tempo con sua sorella
e il giornalista. O almeno questo sar il piano originale.
Ma lungo la strada Gwyn si fermer in una citt dell'Arizona
settentrionale, entrer nel bar di un hotel e l trover
un uomo con i calzini gialli che spuntano dalle scarpe eleganti.
Gwyn lo riconoscer nel modo in cui riconosciamo
le persone che dobbiamo incontrare, quelle che aspettiamo
da tutta una vita. Significa che per Gwyn andr tutto bene?
Solo perch ha trovato qualcun altro, qualcuno che vuole
vederla davvero? Non esattamente. Andr bene perch
capir, in quel bar e per la prima volta dopo tanto tempo,
che pu ancora essere vista. E sar un dono, naturalmente
- inestimabile, il dono della sua vita - che a vederla sia l'uomo dai calzini gialli.
Ma, almeno per questa sera, Gwyn l'ha fatta finita. Con questa casa, con questa parte della sua vita, con tutta questa maledetta storia.
Non sente rabbia. Non ha speranze. Ha semplicemente chiuso.
Per questa sera, Gwyn ha chiuso con i tentativi di raccogliere i pezzi di quello che non pu pi essere salvato.
...
.
...
Maggie.
...
.
...
ercando di raccogliere tutto quello che pu essere salvato.
Seduta sul pavimento del soggiorno, contornata da
libri, foto incorniciate, portacandele e vasi, ha gi riempito
per met lo scatolone dei vini. Ha trovato dei quotidiani in
cucina, nel bidone della carta da riciclare, e sta cominciando
a distendere i fogli intorno a s, pronta a incartare tutto
ci che la circonda. Poi alza gli occhi e lo vede nel vano
della porta, appoggiato allo stipite a braccia conserte.
Nate. D l'impressione di essere l gi da un po'. Ha ancora
le chiavi dell'auto in mano, tra le dita.
Sei tornato? gli domanda Maggie.
Sono tornato.
E cosa ci fai l in piedi?
Faccio finta.
Finta di cosa?
Che, quando rialzi lo sguardo, tu sia contenta di vedermi
come lo sei di solito. Che il tuo viso si illumini nel modo
in cui sa fare, hai presente... Scioglie le braccia e, con le
chiavi in mano, indica il proprio viso. Che ti veda diventare
un po' felice.
Maggie lo guarda con pi attenzione. E l'ho fatto?
A met risponde Nate.
Maggie sorride, abbassa di nuovo gli occhi e afferra altri
fogli di giornale, cercando di decidere cosa farne. Be',
allora non va bene.
Non va nemmeno male ribatte Nate. Pensavo che avrei
dovuto cominciare con molto meno. Perci forse ce la stiamo
cavando.
Il giornale le sta colorando le mani di nero e di giallo.
Maggie lo volta e lo allontana da s ed  allora che nota il
titolo in cima alla pagina, il titolo che annuncia che oggi 
l'anniversario dell'uragano. Sessantanove anni fa, oggi. Sessantanove
anni fa. "Cosa stava succedendo in questa stessa
stanza in quel momento?" si chiede Maggie. "Come ne
sono venuti fuori?"
Nate entra nella stanza e le si avvicina, fermandosi a un
paio di metri da lei. Ma non si siede. Aspetta. Aspetta che
Maggie gli dia un segnale.
Murph mi ha raccontato quello che ti ha detto in autobus.
Non  vero. Non siamo mai stati a letto insieme. Non
ci siamo mai neppure baciati. Se non durante uno stupido
gioco della bottiglia in quarta liceo.
Maggie lo guarda. E allora perch l'ha detto?
Perch poteva.
Ha scelto un brutto giorno.
S, ha scelto un brutto giorno conferma Nate. Ma forse
non  quello il vero problema.
E quale sarebbe?
Nate si stringe nelle spalle. Perch cavolo facevamo il
gioco della bottiglia in quarta liceo?
Maggie comincia a ridere e sente qualcosa allentarsi dentro
di s, o comunque allentarsi abbastanza da spingerla a
farlo: sposta qualche libro in modo che Nate possa sedersi
di fronte a lei.
Sposta qualche brutto romanzo in edizione economica,
un piccolo libro rilegato e un dizionario marino, il volume
pi grande. Nate si siede con gesti attenti, allunga le braccia
dietro di s per appoggiarsi sulle mani e la guarda, la
guarda veramente.
Grazie le dice.
Maggie annuisce. Prego.
A cosa stai pensando?
A niente.
No, non a niente. Dimmelo.
Be', in questo preciso momento sto pensando che  raro
che tu mi chieda a cosa sto pensando. Fa una pausa. E te
ne sono grata, perch  una domanda terribile. Non porta
mai niente di buono.
Nate sorride e si volta per un attimo verso la finestra per
guardare fuori, per guardare la notte e il profilo dell'oceano
a distanza. Oggi mi ha chiesto una cosa alla quale continuo
a pensare. Mi ha fatto una domanda mentre tornavamo
a casa dopo avere fatto surf.
Tuo padre?
Nate annuisce e si volta di nuovo verso Maggie, un'espressione
seria sul viso.  stato strano perch non sembrava
lui. Mi ha chiesto se, quando ti guardo, mi sento razionale.
Ha detto che non dovrei. Non dovrei sentirmi razionale nei
tuoi confronti.
Razionale? Cosa significa? Che dovrei essere una fantasia?
Non lo so.  esattamente questo il punto. Mi  sembrato
che stesse parlando pi a se stesso che a me.
Maggie resta in silenzio. Parte di lei vorrebbe chiedere
a Nate cosa si dice ora quando parla con se stesso, vorrebbe
chiedersi la stessa cosa. Ma in qualche maniera le sembra
una domanda eccessiva. Le sembra che sia la domanda.
D'altra parte chi siamo noi per poterci raccontare qualcosa
sulla nostra vita? Chi siamo noi per essere cos coraggiosi
da inventare un modo nuovo di viverla?
Sto pensando che con le parole, e un po' di pratica, puoi
riuscire a convincerti a fare o non fare qualsiasi cosa dice
Maggie.
Cosa vuoi dire?
Voglio dire che devi stare attento a quello che dici. Credo
che tutti e due dovremmo stare molto attenti a quello
che diremo.
Nate si china in avanti e le posa la mano sul petto, stringendo,
le dita che affondano. Maggie  consapevole di quelle
dita e ne  turbata. Il tocco di Nate la turba, quasi quanto
la tranquillizza. Ma si costringe a pensare che non andr
sempre cos. Mentre Nate le si avvicina di pi, Maggie sa di
non volere che sia cos e sa che non lo vuole neppure lui. Sa
che Nate cercher di fare tutto ci che pu per riaggiustare
la situazione. E, per la prima volta, lo far anche lei.
Pu sembrare che non si siano allontanati molto da dove
hanno cominciato: Maggie ha iniziato la giornata con Nate
ed  con lui che la sta concludendo. Sono ancora allo stesso
punto. Ma in modo nuovo, un modo pi profondo, un
modo che, come sta iniziando a capire, potr essere forse
la mossa pi importante che abbia mai fatto.
Nate comincia a parlare, ma la voce gli si incrina. Si schiarisce
la gola e fa un secondo tentativo. Non ti deluder
mai pi.
Maggie lo guarda, dritto negli occhi. Occhi infiniti. E
vede che Nate ci crede. Vede che Nate crede nell'impossibile:
cosa che potr portarli dritti dritti a una delusione, ma
che  anche il primo passo - il passo assolutamente necessario
- per lavorare insieme verso ci che  possibile. E stabile.
E vero.
Mi deluderai.
No, non cos.
Come fai a saperlo?
Nate scuote la testa e riprende a parlare: Senti, in fin dei
conti non importa.
Cosa non importa?
Anche se per un po' di tempo tutto questo ti sembrer
terribile, io ti dir sempre tutto. E non me ne andr, a meno
che tu non me lo chieda. Fa una pausa. E non credo che
me ne andrei neppure in quel caso.
Fanno ridere le battute sulle ordinanze restrittive?
No, di solito no.
Okay dice Maggie. Allora non ne far.
Poi, mentre preme la fronte contro quella di Nate, sente
il suo cuore battere esattamente nel punto in cui la sta toccando.
Quando si toccano, ha spesso questa sensazione, la
sensazione di arrivare a toccare qualcosa dentro di lui. E
specialmente adesso, nel momento in cui ne ha pi bisogno,
le sembra una specie di promessa.
Nate, continuo a pensare a quel dondolo l fuori. Continuo
a pensare che un dondolo cos starebbe meravigliosamente
bene davanti al nostro ristorante.
 vero, sarebbe perfetto. Nate parla lentamente. Cosa ne
dici di chiedere ai miei genitori se possiamo prenderlo?
Maggie lo guarda. Pensi che ci diranno di s?
Penso che abbiamo una buona chance, s. Poi si avvicina
ancora di pi e le accosta le labbra all'orecchio. Aspetta,
un secondo solo, e poi lo dice a voce bassissima: Posso
dirti una cosa che non ti ho mai detto prima?.
Maggie chiude gli occhi, dove spunta una lacrima che lei
asciuga in fretta, perch Nate non la veda e lei non si perda
niente. Non vuole perdersi nulla della parte che forse sta
per cominciare: la parte buona, vera e concreta.
...
.
...
MONTAUK, NEW YORK, 1972.
...
.
...
Champ.
...
.
...
Sta lavorando al dondolo. Anna  seduta per terra, vicino al
bordo della scogliera; finge di guardare in direzione della
casa, ma in realt con la coda dell'occhio osserva Champ.
Il quale sa che sua moglie pensa che sia troppo vecchio per
starsene disteso sulla schiena a lavorare sul dondolo.
E in effetti  troppo vecchio.  da pi di un anno ormai
che vivono a New York, dove per loro la vita  pi facile.
Ma sentono la mancanza della casa, anche se non vogliono
parlarne nemmeno tra loro.
Sono tornati solo per pochi giorni in occasione del matrimonio
di Thomas. Che si sposa con quella donna, Gwyn.
Quella che Anna ritiene troppo bella.
Thomas non deve cercare troppo per trovarla dice
Anna. La sua bellezza.
E quindi?
E pi difficile apprezzare ci che non hai bisogno di
cercare troppo.
Hanno gi avuto altre volte questa conversazione. Champ
si concentra sulla levigatura del fondo del dondolo, che 
quasi finito.  il loro regalo di nozze a Thomas e Gwyn. 
la loro offerta.
Champ passa la mano sul legno. Staranno benissimo.
Non puoi saperlo.
No, immagino che non si possa mai sapere. Per a me
Gwyn piace.
E questo cosa c'entra? Anna si volta e lo guarda decisa.
Con il tempo  diventata pi brava a dire quello che pensa.
E Champ non dice ci che pensa perch con il tempo 
diventato pi bravo a capire quello che sua moglie non 
pronta a sentirsi dire, e cio che lui non ha la minima idea
se tra suo figlio e sua moglie durer tanto come tra loro due.
Potr andare in un modo o nell'altro. Pu sempre andare
in un modo o nell'altro, giusto? Si pu restare insieme sia
per le ragioni sbagliate sia per quelle giuste e chi pu dire
se sarai pi o meno felice in uno dei due casi? Per via di un
uragano, per via delle braccia tese di lei... Champ sa soltanto
che la cosa importante  decidere di restare. Ancora.
E, nei giorni in cui non ci riesci, resistere alla tentazione di
decidere diversamente.
Leggimi i versi.
Di nuovo?
Di nuovo.
I versi sono incisi sopra una targa azzurra fissata sotto il
sedile. I versi della loro canzone, di Champ e Anna. Non 
stata la canzone del matrimonio. Quale avevano scelto? Una
di Cole Porter, se Champ ricorda bene. Begin the Beguine, che
quell'anno era stata la canzone delle nozze per moltissime
coppie. Ma  questa che loro due ascoltano di pi da diversi
anni.  la canzone che Champ metteva sul giradischi nelle
fredde sere d'inverno qui a Montauk, verso la fine, quando
avevano bisogno di qualcosa che ricordasse a entrambi che
volevano passare le fredde sere d'inverno qui a Montauk.
Magari la canzone avrebbe aiutato Thomas e Gwyn.
Champ ha avvitato la targa all'asse pi interna, in un
punto che trovi solo se guardi da vicino e se hai fortuna.
E questa volta, quando legge i versi a sua moglie, Champ
non ne salta nemmeno uno:
E passegger felice
E salter le siepi
E berr l'acqua chiara
E pulita della cascata per placare la mia sete
E guarder i traghetti
Che si allontaneranno
In un oceano sempre pi azzurro
Sullo sfondo del cielo di domani
E tu mi stringerai forte
Tra le tue braccia, di nuovo
E io non ricorder pi
Di avere mai provato quel dolore.
E alzer la mano
Nel cielo della notte
E conter le stelle
Che splendono nei tuoi occhi
E mi accontenter
Di non leggere tra le righe
E camminer e parler
In giardini bagnati dalla pioggia
E mai, mai, mai
Sar di nuovo cos vecchio.
 perfetta dice Anna. Mi viene voglia di ascoltarla.
Allora andiamo ad ascoltarla. Appena finisco qui.
Ma non diremo ai ragazzi della targa?
No risponde Champ. Un giorno la troveranno. O la
trover qualcun altro.
Anna sorride. Come un secondo dono. Come una benedizione.
Anna va a distendersi accanto a lui, a suo marito. E chi sei tu per benedire qualcuno, vecchio?
Champ ride e per un attimo si chied cosa penserebbe un estraneo se li vedesse. Un uomo e una donna distesi per terra, tra la casa e il resto del mondo. Capirebbe che hanno passato tutta la vita qui? Capirebbe che  stato questo a fare la differenza? E poi: sarebbe la verit?
Guarda sua moglie, la guarda chiudere gli occhi e assorbire il sole del tardo pomeriggio.
Non potrebbe finire tutto qui? domanda Anna. Mentre siamo cos felici?
Champ le si avvicina.  appena successo.
...
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...
FINE.
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NOTA DELL'AUTRICE.
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All'inizio della primavera del 2005, con un'amica ho raggiunto in auto Montauk, New York. Mentre percorrevamo il tratto di Napeague, la mia amica ha accennato all'uragano che negli anni Trenta si era abbattuto su quell'area e aveva separato Montauk dal resto di Long Island.
Ho cominciato a chiedermi: a chi potrebbe appartenere la casa sopravvissuta a un uragano cos devastante? Cosa sta succedendo oggi a quella famiglia?
Per l'aiuto che mi hanno dato mentre tentavo di rispondere a queste domande e scoprire tutto sull'uragano del 1938, sono grata a Robin Strong e all'intero staff della Biblioteca di Montauk. Anche diversi testi e documentari cinematografici sono risultati utili alle mie ricerche. In particolare: Sudden Sea di R.A. Scotti, The Great Hurricane: 1938. di Cherie Burns, From the Ashes: The Life and Times of Tick Hall di Scott Morris, Voices in Time: An Oral History of Montauk 1926-1943 di Abianne Prince, A Healing Divorce di Phil e Barbara Penningroth, e When Things Fall Apart di Penia Chodron.
Mi sono presa delle libert modificando alcuni fatti e giocando con frammenti di storia allo scopo di far funzionare il mio racconto nel modo in cui volevo funzionasse. Sono state scelte intenzionali.
Un'ultima annotazione: per il sostegno che mi hanno offerto mentre lavoravo al completamento di questo libro, mi sento debitrice nei confronti del mio editor e dei miei agenti, tutti meravigliosi: Molly B. Barton, Gail Hochman e Sylvie Rabineau. La mia gratitudine va anche a Gwyn Lurie e Ben Tishler, uno su ciascuna costa; alla mia famiglia e ai miei amici per avere generosamente letto molte bozze; e a Joe the Art of Coffee e a The City Bakery per avermi concesso posti caldi e accoglienti dove scriverle.
E un grande grazie alle tante persone che hanno condiviso con me le loro storie personali mentre lavoravo a questo libro. Tutti noi viviamo vite silenziosamente coraggiose e io mi sento onorata di essere stata invitata nelle vostre.
L. D., gennaio 2008.
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FINE.